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mercoledì 2 marzo 2016

Ue: pronto un piano per i migranti, 700 milioni ad Atene


L'Europa si ricorda la sua natura di Unione e vara un piano di aiuti umanitari per contrastare la tragedia che si sta consumando da tempo in Grecia.

Frenati i primi entusiasmi

In realtà l'aiuto in questione è piuttosto misero considerando che si tratta di 700 milioni di euro in tre anni e per giunta da dividersi tra tutti i paesi che stanno affrontando l'emergenza sbarchi e alle varie Ong sul territorio di riferimento, create per la gestione della crisi, ma è chiaro che è almeno un primo passo verso una strategia comune.

La decisione diventerà ufficiale domani quando il testo verrà approvato definitivamente dalla Commissione con la firma del presidente Jean-Claude Juncker e del responsabile agli Aiuti umanitari, il cipriota Christos Stylianidis. Il progetto rientra nelle prime misure di emergenza create per gestire la crisi e che comprendono anche un Meccanismo europeo con un capitale di partenza di 300 milioni nel 2016 e 200 nel 2017 e 2018, soldi che serviranno per affrontare le prime misure per sfamare e curare i nuovi arrivi.

La sconfitta dell'Unione

Ma il documento è allo stesso tempo anche l'ammissione di un possibile peggioramento della crisi stessa e, indirettamente, di un'Europa che si è scoperta fragile e in disaccordo sul da farsi oltre che assolutamente incapace di gestire l'emergenza se non arrivando a costruire muri e a isolare la Grecia venendo meno agli stessi patti da lei creati, stipulati e più volte difesi come quello di Schengen.
Da tempo Atene è al centro delle polemiche non più ormai per i debiti da saldare con l'unione ma perché diventata, almeno a detta della Germania, un vero e proprio portone per i flussi migratori; Berlino, infatti, accusa la azione ellenica di non farei dovuti controlli alle frontiere e di permettere perciò l'afflusso indiscriminato di tutti con i rischi di infiltrazioni terroristiche.

Per questo motivo, forte anche delle proteste di altri paesi del centro Europa ha minacciato di isolare il passaggio tra la Grecia e la Macedonia usando l'esercito e isolando di fatto la Grecia la quale, così facendo, diventerebbe un immenso campo profughi. Ed è proprio in questa zona che lunedì scorso si sono verificati scontri tra o profughi e le forze dell'ordine, scontri che hanno portato i migranti a sfondare la barriera di protezione e ad entrare di forza nella zona dei balcani.

La situazione a Calais

Intanto a Calais in Francia si sono verificati altri incidenti dopo il tentativo di sgombero effettuato dalla Polizia nella cosidetta giungla ossia quella striscia di terra prospicente il porto da cui partono i collegamenti con la Gran Bretagna e in cui hanno preso dimora più o meno stabile tra i 4 e i 7 mila migranti in attesa di raggiungere, in ogni modo, Londra.

Solo oggi, però, Parigi ha dato il via alla costruzione di un campo attrezzato e dotato di riscaldamenti. Dopo oltre due anni passati nell'indifferenza generale. Ma se da un lato, finalmente, qualcosa si muove, non lontano da Calais, a Dunkerque la storia si ripete e un'altra bidonville di circa 3mila persone è già in piedi pronta per diventare un nuovo ricettacolo di disperati. 

Fonte: News Trend Online

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