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mercoledì 30 marzo 2016

Tutti i numeri più assurdi di una finanza alla rovescia


Le parole di ieri di Janet Yellen hanno fatto sorgere più di un dubbio. Ma non ai mercati che oggi invece partono in rally ignorando il reale significato di quanto detto dal governatore della Fed. 

Come stanno di fatto le cose?

A quanto pare l’economia Usa non è poi così resistente agli shock esterni come inizialmente si sarebbe potuto credere o per lo meno come dalla Fed avevano fatto capire a fine 2015 con quei 4 rialzi diventati poi 2 nelle ultime sedute.

Rischi globali in aumento, pericoli sull’economia che diventano ancora più forti e che quindi costringono ad aumentare le cautele nonostante gli ormai 10 anni di politiche accomodanti, di tassi agevolati e di provvedimenti per riuscire a stimolare l’economia e soprattutto l’inflazione.
A quanto pare tutto inutile e, per assurdo, proprio nel momento in cui le politiche delle banche centrali stanno perdendo colpi e credibilità, proprio loro, i vari governatori sparsi per il mondo, e le loro decisioni, diventano sempre di più il market driver della situazione.

Facendo nascere, di fatto un mondo alla rovescia, quello che dall’inizio dell’anno presta circa 40 miliardi di euro all’Italia con un rendimento negativo, ovvero non solo si danno soldi a un paese che recentemente ha ricevuto più di un monito dalla stessa Bce per la tenuta dei suoi conti e le difficoltà nel gestire il suo debito mastodontico, ma per di più i soldi in questione sono stati prestati a pagamento di un premio perchè Roma facesse il favore di accettarli.

La situazione dell'Europa

L’ultimo esempio proprio ieri con il collocamento da parte del Tesoro di Bot semestrali per circa 6 miliardi con un rendimento negativo dello 0,05%.

Lo stesso dicasi per Parigi, altro illustre malato d’Europa che invece arriva più in là, sfruttando anche scadenze più ampie con un rendimento negativo. Ovvio che poi per le nazioni giudicate “sicure” come la Germania (per quanto anche in questo caso ci sia da ridire), si fa prima a contare i tagli con rendimento positivo che non quelli con ritorno negativo, sempre più numerosi.
Lo stesso dicasi per la situazione del Giappone (negativi i rendimenti dei bond decennali) e della Svizzera (rendimenti negativi fino al taglio dei 15 anni). Ma una cosa è la Svizzera, un’altra è Roma. E visto che, come detto dalla Yellen, i rischi globali sono in aumento, c’è da chiedersi in che modo gli investitori in questione, potrebbero considerare l’Italia un paese affidabile in caso di crisi sistemica?

Tutto merito della Bce allora visto che le intenzioni di Draghi sarebbero quelle di applicare un tasso negativo anche alle operazioni di rifinanziamento alle banche sul lungo termine, le OMLTRO  sui 4 anni.

Il tutto in attesa dell'eploit fatto dal nuovo settore interessato dalla  Bce ovvero i Corporate Bond con investment grade.

La risposta delle valute  

Ad ogni modo la risposta più immediata (e prevedibile) è quella delle valute: il dollaro è crollato a svantaggio della moneta unica (in realtà anche di altre 15 valute principali), annullando immediatamente tutti gli sforzi di Draghi, i vantaggi del QE e le prospettive, per quanto minime, di crescita dell’Europa.

Tradotto in numeri si è visto un euro che è arrivato a quota 1,1280. In parallelo anche la ripresa del petrolio il quale, in relazione inversa con il dollaro come tutte le materie prime, si è preso il lusso di un rally che ha registrato il 43% dai minimi. Il beneficio arriva anche sul settore bancario: Euribor in negativo per gli istituti di credito di Francia e Inghilterra dai 3 ai 12 mesi, mentre per Germania e Italia il tasso negativo arrivava sui 9 mesi. 
Fonte: News Trend Online

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