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giovedì 10 marzo 2016

Super-QE: mercati in rally e crollo dell'euro. Grazie Mario!


Elisir per imercati quello arrivato dalla Bce oggi con l'annuncio di varie misure per stimolare l'inflazione e combattere la palude nella quale la crescita si è da tempo impelagata.

Le novità 

Tra le varie strategie che saranno adottate in futuro, prima di tutto l'aumento di 20 miliardi sulla quantità di liquidità immessa, una quantità che continuerà ad essere sfruttata anche oltre il limite attualmente previsto i marzo 2017 con acquisti che includeranno anche bond societari con rating investment grade denominate in euro emesse da società non bancarie dell'eurozona. Decise anche nuove operazioni di rifinanziamento per le banche, per la precisione 4 Tltro (Targeted long term rifinancing operation) e l'abbassamento generalizzato di tutti i tassi partendo da quello sui depositi, arrivato a 0 per il refi e a -0,4% per quello si depositi.

In particolare Draghi ha specificato che i tassi di rifinanziamento resteranno a livelli minimi o negativi anche oltre la durata del Quantitative Easing. Proprio su questo punto all'interno della stessa Bce si erano scatenate in passato diverse polemiche che Draghi non ha avuto difficoltà ad ammettere ma che ha ritenuto legittime sebbene l'esperienza diretta di Francoforte sui tassi negativi sia stata nonostante il gioco di parole, particolarmente positiva o comunque tale da non scoraggiare nell'adozione della strategia anche sul lungo periodo.

I tagli sulle previsioni

Contemporaneamente la Bce ha anche tagliato le previsioni di crescita dell'eurozona: il precedente 1,7% previsto per il 2016 è diventato 1,4% mentre l'1,9% del prossimo anno si è stabilizzato all'1,7% con un 2018 che sarà a 1,8%.

Tagliate anche le previsioni sull'inflazione: i prezzi al consumo per il 2016 arrivano a toccare un debole +0,1% dal precedente +1%, mentre per il 2017 si arriva a +1,3% anche se in calo dalla stima precedente pari a +1,6%, stesso livello per il 2018, il che significa che, anche nelle migliori delle ipotesi il target del 2% non sarebbe toccato nemmeno tra tre anni.
Torna come sempre l'appello alle nazioni per una serie di riforme strutturali che dovranno supportare la già incisiva azione della Bce dimostrata quest'oggi.

La prima reazione dei mercati, come prevedibile, è quella valutaria oc un euro in caduta libera di oltre l' 1% arrivando alla soglia di $1,0866. Successivamente si deve registrare il rally di Piazza Affari che, dopo una mattinata di cauta attesa arriva a registrare alle 16 un risultato positivo di 2,8% seguita a ruota dal resto d'Europa che registra 0,91% per il Dax di Francoforte, 1,15% sul Cac40 di Parigi e con un solo negativo a Londra a -0,32%.
Sul podio di Milano, ovviamente, i titoli bancari con Unicredit a oltre +8%, Intesa SanPaolo a +6,4%, Mediobanca +4,87%, MPS +5%.
In contemporanea arrivano anche acquisti sui titoli di stato il cui rendimento scende a 1,27% come anche lo spread sul Bund che arriva a 109 pb, il tutto mentre il Bot a un anno arriva a un rendimento negativo che dal precedente 0,032% diventa 0,068%. 
Fonte: News Trend Online

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