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giovedì 31 marzo 2016

Seduta mista per l'Asia: Sydney beneficia del dollaro Usa debole, Tokyo perde ancora


Seduta contrastata per i mercati dell'Asia che complessivamente beneficiano ancora delle parole della chairwoman della Federal Reserve (Fed) Janet Yellen, che martedì ha dichiarato che l'incertezza economica e finanziaria globale giustifica un percorso più prudente nell'aumento dei tassi di interesse, allontanando l'ipotesi di un nuovo incremento già nel corso del meeting di fine aprile del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie).
L'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, è in modesto progresso dopo avere sfiorato i massimi dall'inizio di dicembre. La prudenza della Fed continua a indebolire il dollaro, che si avvia a un declino di quasi il 7% nell'intero trimestre nei confronti dello yen. La debolezza della divisa Usa non ha però spinto i corsi del petrolio, che hanno segnato perdite superiore all'1% dopo che i dati ufficiali sulle scorte di petrolio in Usa hanno evidenziato una crescita inferiore alle attese ma che le porta, comunque, ai massimi di sempre.

Tra le altre materie prime, da segnalare il rame, scivolato ai minimi da inizio marzo ancora una volta sui timori di rallentamento della Cina, in vista della pubblicazione venerdì dei dati sul Pmi relativo a marzo.
Nonostante il rafforzamento dello yen, Tokyo ha scambiato per gran parte della seduta in positivo, dopo la perdita dell'1,31% registrata mercoledì, per poi virare comunque in negativo in chiusura, segnando una perdita superiore all'11% nell'intero trimestre.
In chiusura il Nikkei 225 ha segnato un declino dello 0,71% (performance in linea con quella dell'indice più ampio Topix, deprezzatosi dell'0,68%). Tra i singoli titoli, da segnalare l'ennesimo declino (intorno al 4%) per Sharp, dopo che mercoledì è arrivata l'intesa sul takeover della conglomerata nipponica da parte di Hon Hai Precision Industry: l'azienda di Taiwan nota (e non sempre in positivo viste le polemiche sulle condizioni di lavoro nelle sue fabbriche cinesi) come Foxconn acquisirà circa due terzi del capitale di Sharp, pagando 88 yen per azione contro i 118 yen dell'offerta originaria e a sconto del 35% rispetto alla chiusura al Nikkei nella seduta di mercoledì.

Il valore dell'operazione scende così a 389 miliardi di yen (3,06 miliardi di euro) contro i 490 miliardi (3,86 miliardi di euro) annunciati a fine febbraio. Sul fronte macro, i nuovi cantieri edili residenziali in Giappone hanno segnato un progresso su base annuale in febbraio del 7,8% in quella che è la crescita più sostenuta dallo scorso mese di agosto.
Il dato si confronta con l'incremento di appena lo 0,2% in gennaio e il declino del 2,8% atteso dagli economisti.
Declino è stato anche per Seoul, con il Kospi che ha segnato una perdita dello 0,31% al termine degli scambi, mentre la giornata è stata più che positiva per Sydney: l'S&P/ASX 200 ha infatti guadagnato l'1,45% grazie a performance positive da gran parte dei settori (da quello finanziario al minerario), visto che l'indebolimento del dollaro Usa è una buona notizia per l'export australiano, prevalentemente di materie prime e quindi prezzato nella divisa americana.

Avvicinandosi alla chiusura lo Shanghai Composite viaggia intorno alla parità come pure lo Shanghai Shenzhen Csi 300 mentre è di circa mezzo punto percentuale il guadagno dello Shenzhen Composite. In declino invece Hong Kong: l'Hang Seng perde intorno allo 0,50% (performance non molto migliore per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China).
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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