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lunedì 7 marzo 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Wall Street chiude in rialzo dopo i dati sull'occupazione

A New York i principali indici hanno chiuso l'ultima seduta della settimana in rialzo grazie ai positivi dati sull'occupazione. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,37%, l'S&P 500 lo 0,33% e il Nasdaq Composite lo 0,2%.

Nel mese di febbraio i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono aumentati di 242 mila unita'. Il dato e' nettamente superiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 190 mila impieghi. Rivista al rialzo la rilevazione di gennaio a 172 mila impieghi dai 151 mila precedenti. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,9%, in linea con le attese e con la rilevazione precedente. Diminuisce invece dello 0,1% il salario orario medio a fronte di una crescita attesa dello 0,2% su base mensile.

Sul fronte societario Hewlett Pack ard Enterprises +13,46%. Il fornitore di servizi informatici ha presentato risultati relativi al suo primo trimestre segnati da utili netti più che dimezzati da 547 milioni di dollari, pari a 30 centesimi per azione, a 267 milioni, e 15 centesimi. L'Eps rettificato si è attestato a 42 centesimi di dollaro, contro i 10 centesimi del consensus di FactSet. I ricavi sono calati del 3% a 12,72 miliardi. Hp Enterprises ha dichiarato di volere restituire agli azionisti almeno il 100% del free cash flow per l’esercizio 2016 (pari a 2-2,2 miliardi di dollari). Big Lots +2,41%. La catena discount ha chiuso il quarto trimestre con un utile di 94,5 milioni di dollari, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo di un anno prima.
Escluse le poste straordinarie l'utile per azione si è attestato a 2,0 dollari, 2 centesimi in più delle attese. Inferiori al previsto invece i ricavi, scesi a 1,58 miliardi da 1,59 miliardi (consensus 1,60 miliardi). La società ha annunciato un programma di acquisto di azioni proprie da 250 milioni di dollari e un incremento dell'11% del dividendo trimestrale. Carmike Cinemas +16,49%. Amc Entertainment Holdings ha raggiunto l’accordo per rilevare l'operatore di sale cinematografiche in un’operazione del valore di 1,1 miliardi di dollari (debito incluso).

Staples -2,74%. Il rivenditore di articoli per ufficio ha annunciato una trimestrale inferiore alle attese. Su base adjusted l'Eps si è attestato a 0,26 dollari contro i 28 centesimi indicati dal consensus. I ricavi sono diminuiti del 6,9% a 5,23 miliardi contro i 5,4 miliardi previsti dagli analisti. Nell'arco dell'intera settimana il D ow Jones ha guadagnato il 2,2%, l'S&P 500 il 2,67% e il Nasdaq Composite il 2,76%.

MERCATI ASIATICI

Mercati asiatici ancora in progresso. Tokyo in negativo sulle prese di beneficio

L’ottava si è aperta in progresso per i mercati dell’Asia, in scia alla seduta positiva di venerdì a Wall Street, su dati incoraggianti per l’occupazione Usa e sul recupero di petrolio e materie prime. A Tokyo, però, sono partite le prese di beneficio dopo il rally di oltre il 5% di settimana scorsa e, in attesa della revisione del Pil prevista per martedì che dovrebbe evidenziare un rallentamento superiore alle stime preliminari per l’economia del Sol Levante, il Nikkei 225 ha chiuso in declino dello 0,61% appesantito anche dal rafforzamento dello yen registrato in chiusura della precedente ott ava. Sul fronte macroeconomico, in gennaio l’indice anticipatore del Giappone si è attestato a 101,4 punti contro i 101,8 punti della lettura finale di dicembre (103,5 in novembre) e contro i 101,6 punti del consensus.

Si tratta del livello più basso dai 98,9 punti registrati nel dicembre 2012. Per la seconda seduta consecutiva il migliore titolo a Tokyo è stato quello di Sharp, che ha guadagnato il 7,28% su indiscrezioni che le trattative per il takeover da parte di Hon Hai Precision Industry (l’azienda di Taiwan nota, e non sempre in positivo viste le polemiche sulle condizioni di lavoro nelle sue fabbriche cinesi, come Foxconn) potrebbero portare a un accordo in settimana. A Seoul, il Kospi ha segnato invece un progresso dello 0,11% al termine delle contrattazioni.

Pechino ha confermato sabato in occasione dell’apertura dell’Assemblea nazionale del popolo target di crescita dell’economia del 6,5-7% nel 2016. Il premier cinese Li Keqiang, parlando all’assemblea, ha di fatto riconosciuto che gli sforzi per reagire al rallentamento del Paese non hanno prodotto gli effetti desiderati. Li ha però promesso tagli fiscali che potrebbero lasciare alle aziende più soldi da investire. E non a caso in una seduta contrastata per le piazze cinesi, la migliore performance è stata quella dello Shenzhen Composite: l’indice che più rappresenta le Pmi della Cina ha infatti registrato un progresso del 2,03% in recupero dopo il crollo del 2,91% segnato venerdì.

Grazie a un’accelerazione finale, invece, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno chiuso in progresso dello 0,81% e dello 0,35% rispettivamente dopo una seduta in altalena. Spinta che ha portato in positivo anche la piazza di Hong Kong: l’Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è infatti in modesto progresso (mentre l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, guadagna circa l’1%).

Migliore piazza della regione è stata quella di Sydney, grazie al rally delle materie prime che non accenna a fermarsi. Settimana scorsa il minerale di ferro, principale voce per l’export australiano, era volato ai massimi di quattro mesi e mezzo, mentre il petrolio alla riapertura sui mercati asiatici ha continuato ad apprezzarsi dopo il rally di quasi il 10% della precedente ottava. I future sul Brent si muovono ai massimi da metà dicembre, con un progresso di quasi un terzo rispetto ai minimi toccati in febbraio. Il risultato è stato un progresso dell’1,04% per l’S&P/ASX 200, ma a fronte dei nuovi rally dei colossi minerari Bhp Billiton e Rio Tinto (hanno guadagnato il 4,98% e il 3,50% rispettivamente), anche i titoli finanziari hanno sovraperformato l’indice. E il guadagno di Sydney è stato il principale fattore dietro al progresso di circa lo 0,60% per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che ha recuperato circa l’80% delle sue perdite dall’inizio dell’anno.

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MERCATI EUROPEI
Borse europee negative, sugli scudi Fcc e Old Mutual

Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta dell'ottava in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,15% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,1%. La settimana sarà dominata dall'attesa del consiglio Bce di giovedì.

Il Dipartimento dell'Economia e della Tecnologia tedesco ha reso noto che a gennaio gli ordinativi industriali sono diminuiti dello 0,1% rispetto al mese precedente, risultando tuttavia superiori alle stime degli analisti che avevano calcolato un calo pari allo 0,3%. A dicembre gli ordinativi erano diminuiti dello 0,2%.

Alle 10,30 ora italiana sarà pubblicato l'indice Sentix (fiducia investitori). Sul fronte societario Fomento de Construcciones y Contratas (Fcc) +15%. Il miliardario messicano Carlos Slim ha comunicato che lancerà un’Opa totalitaria sul gruppo di costruzioni spagnolo a 7,60 euro per azione.

Old Mutual +10%. Il gruppo dei servizi finanziari ha confermato una revisione strategica e che non esclude nessuna opzione. Accor -2%. Citigroup ha tagliato il rating sul titolo della catena di alberghi a neutral da buy. Commerzbank +1,5%. La banca tedesca ha comunicato che sarà Martin Zielke a prendere il posto del chief executive Martin Blessing, che in novembre aveva annunciato di non avere accettato una proroga del suo contratto che andava in scadenza nell’ottobre di quest’anno.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in flessione: Ftse Mib -0,98%. Vendite su bancari e Telecom, sale Saipem

I l Ftse Mib segna -0,98%, il Ftse Italia All-Share -0,87%, il Ftse Italia Mid Cap -0,30%, il Ftse Italia Star +0,17%.

Mercati azionari europei in rosso: DAX -1%, CAC 40 -0,7%, FTSE 100 -0,6%, IBEX 35 -0,6%. Future sugli indici azionari americani in calo dello 0,2-0,4 per cento circa. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,33%, Nasdaq Composite +0,20%, Dow Jones Industrial +0,37%. In flessione Tokyo con il Nikkei 225 a -0,61%. incerte le borse cinesi: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,35%, a Hong Kong l'Hang Seng a -0,08%. Euro in correzione sotto il massimo di venerdì a 1,1043. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0960.

Mercati obbligazionari eurozona in leggero rialzo. Il rendimento del Bund decennale è stabile rispetto alla chiusura precedente allo 0,21%, quello del BTP scende di 2 bp all'1,43%. Lo spread cede 2 bp a 122 (fonte: MTS).

Ancora debo li i titoli bancari italiani dopo la flessione di venerdì: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,7% contro il -0,3% circa dell'EURO STOXX Banks. In calo Banco Popolare -3,1%, BP Milano -2,1%, BPER -2,2%, Banca MPS -1,9%. Telecom Italia (-2%) corregge dopo il rally della scorsa settimana. Un portavoce ha smentito le indiscrezioni sull'arrivo di Luigi Gubitosi in sostituzione dell'a.d. Marco Patuano.

Il rally del titolo era stato causato, tra le altre cose, dall'ipotesi secondo cui Vivendi, principale azionista di Telecom, starebbe pensando a sostituire Patuano. Saipem (+3,5%) balza in avanti con promozione Jefferies e forza petrolio. Il greggio oscilla sui massimi da dicembre (gennaio per il WTI). Il future sul Brent quota 39,12 $/barile circa (39,50 il massimo), il WTI sui 36,42 $/barile (36,72).

Bene Datalogic (+2,5%) grazie a Equita che promuove il titolo a BUY da HOLD e lo inserisce nel por tafoglio Small Caps raccomandato.

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TITOLI DEL GIORNO
Settimana da record per Telecom Italia che guadagna oltre 10 punti percentuali, grazie a diverse indiscrezioni. Vivendi, principale azionista della società, starebbe considerando l'ipotesi di sostituire l'a.d. Marco Patuano. La nuova autorità delle tlc in Argentina, Enacom, avrebbe dato il via libera alla vendita della quota di controllo in Telecom Argentina da parte di Telecom Italia a Fintech. Infine, F2i e Cellnex potrebbero migliorare la loro offerta per la controllata Inwit entro il termine di scadenza per le offerte vincolanti, a metà marzo. Si vocifera di una proposta intorno a 5 euro per azione. Graficamente il titolo ha raggiunto il target del testa e spalle rialzista disegnato dai prezzi nel mese di febbraio, a 1,03 circa, ma potrebbe spingersi fino al test a 1,05 della linea tracciata dal picco dello scorso autunno. Sebbene gli oscillatori grafici siano ancora lontani dalla zona di eccesso di ipercompr ato, l’arrivo su questi livelli potrebbe favorire delle prese di beneficio. Solo discese sotto area 0,88 potrebbero però risultare pericolose, preludendo ad approfondimenti verso i minimi di febbraio a 0,7965. Supporti successivi sui minimi di ottobre 2014 a 0,7365.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 1,05 per obiettivi a 1,13 e 1,19 , stop sotto 1 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 0,88 per 1,13 e 1,19 euro.

Unicredit innesta la retromarcia dopo il raggiungimento di un massimo a 3,766. La flessione sarà preoccupante però solo a seguito della violazione a 3,518 della base del gap del 2 marzo. Sotto quei livelli rischio di test di 3,15, minimo del 19 febbraio, e di 2,77, minimo di febbraio. La tenuta di area 3,52 e la rottura di 3,766 permetterebbero invece il test a 3,92 della media a 50 giorni e poi di area 4,14, picco del 22 gennaio.
Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 3,77 euro per intervenire con target a 4,14 euro e stop loss sotto 3,65 euro.
Per chi gia' detiene il titolo mantenere le posizioni con stop subito sotto i 3,35 euro, incrementare oltre 3,77 per il test di 4,14 euro.

Brusco arretramento per De'Longhi nella parte finale della settimana passata. Il titolo si è avvicinato al minimo visto nella prima metà di febbraio a 18,78 euro per poi rimbalzare parzialmente. Quadro grafico di breve molto incerto quindi: L'eventuale violazione di 18,78 favorirebbe la riattivazione del movimento discendente partito a fine dicembre in direzione di 17,00/17,20, ex supporti e resistenze in un passato non recente. Segnali positivi oltre 22,30 per 23,74, massimo di fine gennaio. Oltre questo ultimo livello probabile un'estensione verso 25,30 almeno, con obiettivo successivo sul record storico a 28.
Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 22,30 per 23,74, stop sot to 21,60.
Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 23,74 per 25,30 e 28, ridurre sotto 18,78, uscire alla violazione di 17,00.

DATI MACRO ATTESI

Lunedì 7 marzo 2016
04:40 GIA Intervento Kuroda (BoJ);
06:00 GIA Indice anticipatore gen;
08:00 GER Ordini all'industria gen;
10:00 ITA Indice prezzi alla produzione gen;
10:30 EUR Indice Sentix (fiducia investitori) mar;
15:00 EUR Riunione Eurogruppo;
18:00 USA Intervento Brainard (Fed);
18:30 USA Intervento Fischer (Fed).

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HEADLINES
Telecom Italia: smentiti rumor su arrivo Gubitosi per Patuano
Telecom Italia (-1,9%) corregge dopo il rally della scorsa settimana. Un portavoce ha smentito le indiscrezioni sull'arrivo di Luigi Gubitosi in sostituzione dell'a.d. Marco Patuano. Il rally del titolo era stato causato, tra le altre cose, dall'ipotesi secondo cui Vivendi, principale azionista di Telecom, starebbe pensando a sostituire Patuano.

A2A: sottoscritto il contratto di partnership con LGH
A2A e AEM Cremona, ASM Pavia, ASTEM Lodi, Cogeme e SCS Crema, soci di Linea Group Holding, hanno sottoscritto il contratto per la realizzazione della partnership industriale che prevede l’ingresso di A2A nel capitale sociale di LGH con una quota del 51%. Il closing dovrà avvenire entro i prossimi 90 giorni subordinatamente all’avveramento di alcune condizioni tra le quali l’ottenimento del nulla osta da parte dell’Autori tà Garante della Concorrenza e del Mercato. Il prezzo, che verrà corrisposto per il 58% in denaro e per il 42% in azioni A2A, sarà pari a euro 113 milioni, parte dei quali verranno corrisposti a tre anni data in funzione dell’effettiva realizzazione di alcuni progetti di sviluppo in corso. La partnership con LGH, nel realizzare uno degli obiettivi del Piano Industriale di A2A nell’ambito del macro progetto delle Aggregazioni locali, rappresenterà la prima attuazione concreta del modello di “Multiutility dei Territori” ideato dal Gruppo A2A.

Portogallo: Fitch abbassa l’outlook da positivo a stabile
Fitch Ratings ha peggiorato l’outlook sul rating sovrano del Portogallo da positivo a stabile, citando una debole performance fiscale, rivelatasi inferiore agli obiettivi nel 2015, ma anche i piani per quest’anno sono a rischio. Per l’agenzia di rating, l'obiettivo di bilancio preliminare al 2 ,2% del Pil si basava su ipotesi ottimistiche di crescita economica e andamento dei prezzi. Fitch ha comunque confermato il giudizio su Lisbona a BB+ a fronte di una crescita economica che resta moderata.

Moody's mette la Russia sotto revisione per un possibile downgrade
Moody's Investors Service venerdì ha piazzato il giudizio Ba1 sul credito sovrano della Russia sotto revisione per un possibile downgrade a causa del costante declino dei corsi del greggio. L’agenzia di rating stima che prezzi del petrolio a livelli bassi possano fare crescere il già pesante indebitamento di Mosca del 12% nei prossimi quattro anni.

Petrolio: rally del 9,5% nell’ottava per i future sul Wti
Dopo una seduta di riflessione giovedì, venerdì è ripreso il rally dei corsi del greggio, grazie anche alla spinta dei positivi dati sull’occupazione in Usa e a motivazioni tecniche derivanti dal fatto che il prezzo av eva superato la resistenza. Il risultato è stata la chiusura dei future sul Brent a 38,70 dollari al barile (la resistenza era in area 37,50 dollari), mentre quelli del Wti hanno segnato un balzo del 3,91% nella seduta a 35,92 dollari, pari a un guadagno del 9,5% nell’intera ottava.

Giappone: indice anticipatore in gennaio ai minimi dal dicembre 2012
Continua anche in gennaio la flessione dell’indice anticipatore del Giappone. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, infatti, il dato preliminare per il primo mese del 2016 si è attestato a 101,4 punti contro i 101,8 punti della lettura finale di dicembre (103,5 in novembre) e contro i 101,6 punti del consensus. Si tratta del livello più basso dai 98,9 punti registrati nel dicembre 2012. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece cresciuto a 113,8 punti da 110,9 punti di dicembre e in linea con le attes e degli economisti.

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