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giovedì 3 marzo 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Wall Street recupera nel finale e chiude in rialzo
A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,2%, l'S&P 500 lo 0,41% e il Nasdaq Composite lo 0,29%. I listini hanno recuperato nel finale dopo la pubblicazione del Beige Book. Dal documento sull'andamento dell'economia è emerso che l'attività manifatturiera è stagnante e resta penalizzato dalla forza del dollaro, circostanza che rende poco probabile un incremento dei tassi nel mese di marzo.
La stima ADP (National Employment Report) sul mondo del lavoro ha evidenziato, nel mese di febbraio, una crescita di 214 mila nuovi impieghi. Il dato e' risultato nettamente superiore alle attese degli addetti ai lavori che si aspettavano un incremento di 190 mila posti di lavoro. Rivista al ribasso la rilevazione precedente a 193 mila unità, da 205 mila.
Sul fronte societario Abercrombie & Fitch +4,36%. Il gruppo di abbigliamento ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 1,08 dollari contro i 99 centesimi indicati dal consensus. I ricavi sono calati dell'1% a 1,113 miliardi di dollari mentre le vendite a parità di negozi sono aumentate dell'1%. Gli analisti avevano previsto ricavi a 1,103 miliardi e vendite piatte. Per il 2016 la società stima vendite a parità di perimetro stabili. Monsanto -7,78%. Il gruppo delle biotecnologie agrarie ha rivisto al ribasso le stime per l'esercizio 2016. L'utile per azione adjusted è ora atteso tra 4,40 e 5,10 dollari (5,10-5,60 dollari la precedente guidance) mentre il free cash flow è stimato a 1,4-1,6 miliardi (1,6-1,8 miliardi la precedente guidance).
ExxonMobil +1,76%. Il gigante petrolifero ha annunciato che quest'anno taglierà del 25% a 23 miliardi di dollari gli investimenti in conto capitale (Capex). Zynga +4,17%. La società specializzata in videogiochi strettamente legati a Facebook ha comunicato che il fondatore Mark Pincus lascerà il ruolo di chief executive. Frank Gibeau è stato nominato nuovo amministratore delegato.
MERCATI ASIATICI

Terza seduta di guadagni per l’Asia. In negativo solo Hong Kong e Shenzhen
I mercati asiatici mettono a segno la terza seduta consecutiva di guadagni, con la sola eccezione di Hong Kong: l’Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è infatti in declino di circa lo 0,60%. A spingere i corsi i positivi dati sull’occupazione in Usa e il recupero delle materie prime. In particolare il petrolio ha recuperato terreno, continuando a guadagnare in Asia dopo il progresso segnato in overnight: il mercato ha preferito puntare lo sguardo sui negoziati per un congelamento della produzione da parte dell’Opec, piuttosto che sulle scorte record in Usa. Quest’ultimo dato, per altro, era già stato scontato nella seduta precedente sulle stime dell’American Petroleum Institute, la cui previsione di una crescita di 9,9 milioni di barili nella settimana al 26 febbraio scorso, contro i 2,6 milioni del consensus del Wall Street Journal, si era rivelata persino ottimistica (10,37 milioni è stata poi la lettura ufficiale diffusa dalla U.S. Energy Information Administration). Il minerale di ferro, intanto, continua a muoversi intorno ai massimi dallo scorso mese di ottobre e in crescita sono anche i corsi del rame. Il risultato è stato un ulteriore apprezzamento dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che guadagna poco meno dell’1% ai massimi delle ultime sette ottave.
A Tokyo, il Nikkei 225 dopo il rally del 4,18% di mercoledì ha chiuso con un guadagno dell’1,28% (meglio ha fatto l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dell’1,44%). Tra i migliori titoli della seduta, Toshiba guadagna il 7,07% su indiscrezioni di Reuters secondo cui la conglomerata nipponica, da tempo in crisi, starebbe cercando di ottenere 200 miliardi di yen (pari a 1,61 miliardi di euro) di nuovi finanziamenti da Sumitomo Mitsui Banking, Mizuho Bank e Sumitomo Mitsui Trust Bank. Le banche sarebbero disponibili a concederli ma l’ammontare dei prestiti sarebbe ancora oggetto di negoziati. Decisamente più moderato il guadagno della piazza di Seoul, con il Kospi che segna comunque un progresso dello 0,55% al termine della seduta.
In linea con Tokyo è invece Sydney, sostenuta proprio dai corsi di iron ore e rame. L’S&P/ASX 200 ha chiuso con un guadagno dell’1,19% viaggiando ai massimi degli ultimi due mesi, a fronte della seconda seduta consecutiva in rally per i colossi minerari Bhp Billiton e Rio Tinto, apprezzatisi del 3,11% e del 2,08% rispettivamente. Più contrastata la seduta delle piazze cinesi, che si muovono verso la parità erodendo gran parte dei guadagni registrati in giornata. Alla fine della seduta riescono comunque a chiudere in positivo lo Shanghai Composite (0,35% il suo guadagno) e lo Shanghai Shenzhen Csi 300, che ha segnato un progresso dello 0,23% al termine degli scambi. In territorio negativo, invece, lo Shenzhen Composite che perde lo 0,14% al termine delle contrattazioni.

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MERCATI EUROPEI
Borse europee deboli
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta deboli in vista della pubblicazione degli indici PMI servizi nella zona euro a febbraio. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,05%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,1% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,4%. In Francia il tasso di disoccupazione relativo al quarto trimestre 2015 si e' attestato al 10,3%, inferiore sia alla rilevazione precedente pari al 10,4% (rivisto da 10,6%) che alle attese fissate su un tasso del 10,5%. Nel Regno Unito, l'Indice Nazionale dei Prezzi delle Abitazioni (Nationwide Housing Price Index), che misura la variazione mensile nel prezzo medio per una abitazione con un mutuo ipotecario, a febbraio ha registrato una crescita dello 0,3% rispetto al mese precedente, a fronte di attese pari al +0,5%. Il dato e' risultato in linea con la rilevazione di gennaio. Su base annuale l'indice si e' attestato su un valore pari a +4,8%, risultando superiore al dato precedente, pari al +4,4%, ma inferiore alle at tese, pari al +5 a/a. Alle 11 ora italiana è atteso il dato sulle vendite al dettaglio di gennaio nell'eurozona. Sul fronte societario Adidas -0,8%. Il colosso dell'abbigliamento sportivo ha comunicato risultati definitivi relativi al quarto trimestre segnati dalla riduzione delle perdite nette da 140 milioni di euro, pari a 67 centesimi per azione, a 44 milioni, e 22 centesimi. La perdita rettificata per azione si è dimezzata da 30 a 14 centesimi, Le vendite nette sono cresciute nei tre mesi del 15,4% (12% al netto dei favorevoli corsi valutari) a quota 4,17 miliardi di euro. Domino's Pizza +3%. La catena di pizzerie ha chiuso il 2015 con un utile ante imposte in crescita del 18% a 73,2 milioni di sterline ed ha alzato il dividendo finale a 11,75 pence per azione (+19%).
Ahold +0,8%. La catena di supermercati ha comunicato per il quarto trimestre il progresso dei profitti netti da 219 a 255 milioni di euro. L’eps è cresciuto da 26 a 31 centesimi, a fronte di una marginalità operativa migliorata al 4,3% dal 3,7% del quarto trimestre 2014. Nei tre mesi, le vendite nette sono balzate del 21% a 9,8 miliardi di euro (il progresso al netto di stagionalità, carburanti e impatto valutario è stato del 4,3%). Rimbalzo anche per l’utile operativo underlyng, cresciuto del 39% a 421 milioni di euro, contro i 379 milioni del consensus di Reuters. Ahold ha migliorato dell’8,3% la cedola annuale.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in calo: Ftse Mib -0,41%. Bene Carige e l'Espresso

Il Ftse Mib segna -0,41%, il Ftse Italia All-Share -0,36%, il Ftse Italia Mid Cap -0,12%, il Ftse Italia Star -0,11%.Mercati azionari europei in calo: DAX -0,5%, CAC 40 -0,6%, FTSE 100 -0,4%, IBEX 35 -0,7%.
Future sugli indici azionari americani appena sotto la parità. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,41%, Nasdaq Composite +0,29%, Dow Jones Industrial +0,20%. In ulteriore rialzo Tokyo con il Nikkei 225 a +1,28% dopo il +4,11% di ieri. Incerte le borse cinesi: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,23%, a Hong Kong l'indice Hang Seng a -0,31%. Euro in recupero dal minimo da inizio febbraio contro dollaro a 1,0825 toccato ieri pomeriggio. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0865. Mercati obbligazionari eurozona deboli. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente sale di 2 bp allo 0,21%, quello del BTP segna +3 bp all'1,46%. Lo spread sale di 1 bp a 125 (fonte: MTS). In evidenza i bancari con Banca MPS +4,4%, UBI Banca +1,5% e Banca Carige (+11,2%) che accelera dopo che l'azionista di maggioranza Malacalza Investimenti ha depositato ieri la lista per il rinnovo del Consiglio di amministrazione dell'istituto li gure. Nel ruolo di amministratore delegato, scrive Reuters citando una fonte vicina alla situazione, è stato proposto Guido Bastianini e Giuseppe Tesauro come presidente.
In rialzo Gruppo Editoriale L’Espresso (+3,6%), insieme alle controllanti CIR (+1,2%) e COFIDE (+1,9%), dopo l'accordo per una fusione per incorporazione di ITEDI (società editrice dei quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX, controllata da FCA e Ital Press Holding). Le due società editoriali nel 2015 hanno registrato complessivamente ricavi pari a circa € 750 milioni, con la più alta redditività del settore, e non sono gravate da debiti. All’esito dell’operazione, CIR resterà azionista di controllo, con una quota di circa il 43% del Gruppo Editoriale L’Espresso. CIR intende definire un accordo con EXOR (-1%) - che deterrà una quota di circa il 5% della società che nascerà dalla fusione - avente a oggetto le rispettive partecipazioni. La società risultante dalla fusione resterà quotata alla Borsa Italiana. Il perfezionamento dell’operazione di fusione è previsto per il prim o trimestre del 2017.
Trevi Finanziaria Industriale (+2,4%) guadagna ulteriore terreno dopo il +3,82% grazie alla firma del contratto per la manutenzione e messa in sicurezza della Diga di Mosul in Iraq. Il contratto ha un valore complessivo di 273 milioni di euro.

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TITOLI DEL GIORNO
Rimbalzo deciso ieri per Intesa Sanpaolo, protagonista insieme a tutto il comparto bancario dei progressi del listino milanese. Con un evidente gap up il titolo è andato a intercettare la linea che unisce i massimi di febbraio a 2,45/2,48. Necessario tuttavia il superamento in pianta stabile di area 2,55/2,57 per dissipare la nebbia che avvolge le quotazioni attuali. In tal caso tornerebbe un po’ di positività sul titolo per obiettivi almeno a 2,80. Target successivo a 2,88, quota pari al 50% di ritracciamento di tutta la discesa dai massimi dello scorso luglio. Tali attese non troverebbero conferma in caso di ritorno sotto 2,24 euro. Sotto area 2,10 resterebbe poi solo area 1,99/2,00, minimi toccati tra agosto e ottobre 2014, a scongiurare ulteriori flessioni.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire sui livelli attuali per il target a 2,57, 2.80 e 2,88. Stop sotto 2,318 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 2,12 per i target a 2,88 euro.
Deciso balzo in avanti mercoledi' per Ubi Banca. Il titolo arriva a toccare un massimo intraday a 3,916 euro per poi stabilizzarsi poco al di sotto di area 3,90 dopo aver chiuso martedi' a 3,686 euro. Positivi gli ultimi giudizi dei broker, emessi a inizio marzo dopo la presentazione dei conti. Mediobanca Securities ha confermato sul titolo la raccomandazione "outperform" anche se ha portato il prezzo obiettivo a 5,7 da 7,5 euro. Per gli esperti non c'e' rischio di aumento di capitale e l'integrazione con Mps, un fattore di rischio per la banca, e' improbabile: lo stesso Ceo di Ubi Banca ha detto che al momento non ci sono le condizioni per procedere ad operazioni di M&A. Il superamento del picco del 23 febbraio (una candela giornaliera di tipo "doji", quindi molto significativa in termini di resistenza) a 3,73 euro invia un segnale di forza incoraggiante che lascia ben sperare per il proseguimento del rimbalzo in atto dai minimi di febbraio a 2,82 euro. La rottura dei 4 euro, primo dei ritracciamenti di Fibonacci calcolati per il ribasso dal top dello scorso agosto, permetterebbe di ipotizzare il raggiungimento dei gradini successivi nella scala dei ritracciamenti, il 38,2% ed il 50% posti rispettivamente a 4,75 e a 5,35 euro. Solo discese sotto la media mobile a 20 giorni, a 3,47, potrebbero fare ripartire il ribasso che incontrerebbe comunque in area 2,82 un forte supporto.
Per chi vuole comprare il titolo intervenire oltre i 4 euro per il test di 5,35, stop loss sotto 4,50.
Per chi gia' detiene il titolo mantenere le posizioni con stop subito sotto 3,45, incrementare oltre area 4 per il test di 5,35 euro.
Gruppo Editoriale L’Espresso balza in avanti sulle indiscrezioni, poi confermate ufficialmente, riguardo all'accordo per una fusione per incorporazione di ITEDI (società editrice dei quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX). Il titolo ieri ha guadagnato oltre il 15% e ha superato le resistenze statiche e dinamiche posizionate a 0,92 e 0,97 euro, portandosi a ridosso del massimo di fine 2015 a 1,0180. Una vittoria su questo riferimento lancerebbe i prezzi verso 1,0630, massimo di novembre, e 1,1320, massimo di agosto. Sopra questo ultimo ostacolo si aprirebbero spazi di ascesa più ampi con obiettivo sui massimi allineati di marzo/aprile 2015 a 1,30 circa. Discese verso 0,92 sarebbero da considerare correzioni fisiologiche capaci di allentare l'ipercomprato e preparare il terreno per una ripartenza. La violazione di 0,79/0,80 creerebbe invece le condizioni per un approfondimento verso il minimo di metà febbraio a 0,70.
Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 1,0180 o sulla debolezza fino a 0,92 (stop sotto 0,86) per 1,0630 e 1,1320, stop sotto 0,96.
Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 1,1320 per 1,30, ridurre sotto 0,79 e uscire alla violazione di 0,70.
DATI MACRO ATTESI

Giovedì 3 Marzo 2016
02:45 CINA Indice Markit/Caixin servizi feb;
07:30 FRA Tasso di disoccupazione T4;
09:15 SPA Indice Markit PMI servizi feb;
09:30 GB Indice Halifax (prezzi abitazioni) feb;
09:45 ITA Indice Markit PMI servizi feb;
09:50 FRA Indice Markit PMI servizi (finale) feb;
09:55 GER Indice Markit PMI servizi (finale) feb;
10:00 EUR Indice Markit PMI composito (finale) feb;
10:00 EUR Indice Markit PMI servizi (finale) feb;
10:30 GB Indice Markit PMI servizi feb;
11:00 EUR Vendite al dettaglio gen;
14:30 USA Richieste settimanali sussidio disoccupazione;
14:30 USA Indice costo unitario del lavoro (finale) trim4 2015;
14:30 USA Indice produttività del lavoro trim4 2015;
15:45 USA Indice Markit PMI servizi (finale) feb;
16:00 USA Indice ISM non manifatturiero feb;
16:00 USA Ordinativi industriali gen.

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HEADLINES
Rendimenti del debito sovrano in rialzo in avvio
Rendimenti in crescita per il debito sovrano europeo durante i primi scambi. Il BTP decennale italiano segna un rendimento in crescita di 5 punti base all’1,48% e il Bund tedesco uno yield in aumento di 4 punti base allo 0,23 per cento. Lo spread BTP/Bund rimane dunque stabile a 125 punti base, ma il costo del debito (sul mercato) aumento per entrambe e di conseguenza i prezzi dei titoli di Stato scendono. In rialzo anche il rendimento dell’Oat francese a 10 anni (+3 punti base allo 0,59%) mentre il rendimento del Bono iberico segna un incremento di 6 punti base all’1,61 per cento.
Spagna: prosegue a febbraio la crescita del settore dei servizi (Markit)
In Spagna Markit Economics ha comunicato che nel mese di febbraio l'Indice PMI dei Servizi e' sceso a 54,1 punti dai 54,6 punti di gennaio, oltre le stime degli addetti ai lavori che avevano previsto un valore dell'indice pari a 54,0 punti. La lettura odierna conferma un tasso di crescita costante delle attività nel settore dei servizi, in progresso da novembre 2013.
Francia: scende il tasso di disoccupazione T4 (+10,3%)
In Francia il tasso di disoccupazione relativo al quarto trimestre 2015 si e' attestato al 10,3%, inferiore sia alla rilevazione precedente pari al 10,4% (rivisto da 10,6%) che alle attese fissate su un tasso del 10,5%.
Cina: indice Pmi servizi Markit/Caixin in febbraio cala a sorpresa a 51,2 punti
In febbraio, il Purchasing Manufacturers' Index (Pmi) nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin segna una nuova frenata, attestandosi a 51,2 punti da 52,4 punti di gennaio (50,2 in dicembre). Il dato resta sopra la soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione ma si confronta con attese degli economisti per un progresso a 52,6 punti. Torna invece sotto la soglia psicologica il Pmi Composite, sceso in febbraio a 49,4 punti da 50,1 punti di gennaio (49,4 in dicembre).
Brasile: Banca centrale lascia ancora invariati i tassi ai massimi di nove anni
La Banca centrale del Brasile ha lasciato invariati i tassi d’interesse per il quinto meeting consecutivo (dopo averli alzati costantemente dall’ottobre 2014) a quota 14,25% che è il livello più alto degli ultimi nove anni. Come in gennaio, due membri del comitato per le politiche monetarie puntavano però a un rialzo di 50 punti base, ma in questo caso le attese degli economisti erano per tassi invariati. Nel comunicare la decisione l’istituto non sì è discostato dal solito copione citandone le motivazioni in “outlook sull’inflazione, bilanciamento dei rischi e incertezze interne ma soprattutto esterne”.
Beige Book: segnali di rallentamento per l’economia Usa. Improbabile un’azione della Fed nel breve
Per la Federal Reserve (Fed) l’espansione dell’economia Usa continua, con note positive, su scala nazionale, in arrivo praticamente solo dall’immobiliare. Secondo quanto emerge dal Beige Book diffuso mercoledì dall’istituto centrale americano, a copertura della congiuntura economica fino alla fine di febbraio, in sei dei 12 distretti la crescita dell’economia è stata modesta o moderata (erano nove nel precedente rapporto), in nessuno si sono segnalati miglioramenti di rilievo, mentre in quello di Kansas City si è registrato addirittura un declino. Non sono state evidenziate particolari preoccupazioni nei confronti della Cina ma neppure pressioni inflazionistiche che possano spingere la Fed all’azione nel breve periodo.

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