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venerdì 11 marzo 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Wall Street chiude poco mossa

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta poco mossi. Il Dow Jones ha perso lo 0,03% e il Nasdaq Composite lo 0,26%. Sopra la parità l'S&P 500 (+0,02%). La Banca centrale europea ha azzerato i tassi di interesse ed ha aumentato il programma mensile di acquisto di asset a 80 miliardi di euro.
Positivo l'unico dato macroeconomico pubblicato in giornata. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 5 marzo si sono attestate a 259 mila unità, inferiori sia alle attese (275 mila) che al dato rilevato la settimana precedente (277 mila unità).

Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione si attesta a 2,225 milioni, inferiore ai 2,255 milioni attesi. Sul fronte societario Dollar General +10,64%. La catena discount ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l'utile è cresciuto a 376,2 milioni di dollari (1,30 dollari per azione) da 355,4 milioni di un anno prima. I ricavi sono aumentati a 5,29 miliardi da 4,94 miliardi mentre le vendite a parità di negozi sono cresciute del 2,2%. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,26 dollari su ricavi per 5,28 miliardi e vendite a +1,9%. La società ha al zato il dividendo trimestrale del 14% a 0,25 dollari per azione e annunciato un programma di acquisto di azioni proprie da 1 miliardo di dollari.

Expedia +3,49%. Piper Jaffray ha alzato il rating sul titolo del tour operator on line a overweight. Nasdaq -0,23%. La società che controlla il listino tecnologico di Wall Street ha annunciato di avere raggiunto l’accordo per acquisire da Deutsche Börse Group International Securities Exchange (Ise, operatore di tre mercati elettronici per lo scambio di opzioni) per 1,1 miliardi di dollari. Twitter -5,89%. Secondo il Wall Street Journal, il sito di microblogging starebbe offrendo generosi bonus e stock-option per convincere i propri dipendenti a restare in azienda.

MERCATI ASIATICI

L’Asia chiude l’ottava in positivo. Solo Shenzhen in declino

Do po una partenza con il freno tirato, i mercati dell’Asia chiudono l’ottava con una seduta di guadagni. L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, si apprezza di circa lo 0,80% in chiusura, segnando una simile performance per l’intera settimana. La prima reazione degli investitori alle aggressive misure annunciate dalla Banca Centrale Europea non era stata comunque positiva, indicando che ormai il margine d’azione per gli istituti centrali, non solo per quello Ue, si è praticamente azzerato. Il risultato è stato comunque un significativo apprezzamento dell’euro, in particolare sullo yen, nei cui confronti è salito ai massimi di tre settimane. In modesto recupero anche il dollaro Usa, contro il paniere delle sei principali valute. Sul fronte delle materie prime il petrolio è tornato a guadagnare significativamente dopo il declino di giovedì (Brent e Wti scambiavano con progressi intorno al 2% ), mentre l’oro è volato ai massimi di 13 mesi.

A Tokyo, il Nikkei 225 ha chiuso con un progresso dello 0,51% (performance simile per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,53%), grazie soprattutto alla positiva seduta dei titoli finanziari e dei colossi della siderurgia. L’ottava si chiude però con una perdita complessiva di circa lo 0,40% per l’indice nipponico. Sul fronte macro, nel trimestre gennaio-marzo il Business Survey Index (Bsi, sondaggio del ministero delle Finanze giapponese che misura la fiducia delle grandi imprese) relativo al settore manifatturiero ha segnato una lettura negativa a -7,9 contro il +3,8 del periodo precedente e il +4,2 del consensus. Per il non manifatturiero il calo è da +5 a -0,7. In prospettiva, le attese sono per una lettura a -3,5 per il manifatturiero e -1,5 per il non manifatturiero nel secondo trimestre del 2016. Intanto Seoul mette a segno la terza seduta cons ecutiva di guadagni, ma si limita allo 0,11% il progresso del Kospi.

Shanghai è riuscita a cancellare le perdite, chiudendo la seduta in positivo: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno infatti guadagnato lo 0,20% e lo 0,17% rispettivamente. In negativo, invece, lo Shenzhen Composite, che chiude con una perdita dello 0,22% le contrattazioni. Sul fronte macro, secondo quanto comunicato dalla China Association of Automobile Manufacturers, in febbraio le vendite di auto nuove in Cina hanno segnato un calo dell’1,5% su base annua, a 1,38 milioni di veicoli, conto l’incremento del 9,3% di gennaio. Gli osservatori puntano però i riflettori soprattutto sulla crescita del 5,1% dei primi due mesi dell’anno, visto che febbraio è stato pesantemente condizionato dalle festività lunghe una settimana per la celebrazione del Capodanno lunare (caduto invece in gennaio nel 2015). Di tutt’altro tenore è i nvece la seduta di Hong Kong: l’Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è infatti in progresso di circa lo 0,80% (ed è ampiamente superiore all’1% l’apprezzamento dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China).


MERCATI EUROPEI
Borse europee in deciso rialzo, brillano le banche

Le principali Borse europee hanno aperto l'ultima seduta della settimana in netto rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna l'1,7%, il Cac40 di Parigi il 2%, il Ftse100 di Londra l'1,6% e l'Ibex35 di Madrid il 2,2%. In Germania l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all'inflazione di febbraio. L'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,4% su base mensile ed è rimasto invariato su base annuale, confermando la lettura preliminare. L'indice armonizzato è cresciuto dello 0,4% su base mensile ed è diminuito dello 0,2% su base annua. In Spagna l'istituto di statistica INE ha annunciato che l'indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,4% nel mese di febbraio su base mensile ed è diminuito dello 0,8 % su base annuale. I dati sono inferiori alle aspettative degli economisti fissati su un indice dello +0,3% m/m. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) è diminuito dell'1% rispetto al mese di febbraio 2015. Sul fronte societario forti acquisti sul comparto bancario.

Tra i singoli titoli ArcelorMittal +4%. Il gigante dell'acciaio ha annunciato i termini dell'aumento di capitale. Saranno emesse oltre 1,26 milioni di azioni al prezzo di 2,20 euro nel rapporto di 7 nuove ogni 10 possedute. Old Mutual +2,5%. Il colosso anglo-sudafricano dei servizi finanziari ha comunicato il piano per la separazione dei suoi quattro business principali (Old Mutual Emerging Markets, Old Mutual Wealth, Nedbank Group e Om Asset Management) da realizzarsi entro la fine del 2018. Old Mutual ha parallelamente presentato risultati relativi all’esercizio 2015 segnati dal progresso dell’utile operativo rettificato del 4% a 1,7 miliardi di sterline (2,17 milia rdi di euro). Axel Springer +2%. Berenberg ha migliorato la raccomandazione sul titolo del gruppo media a hold da sell. Man +0,7%. Il produttore tedesco di camion ha chiuso il 2015 con un declino dei profitti netti da 254 a 140 milioni di euro. Su base rettificata, però, l’eps è cresciuto da 88 centesimi a 1,02 euro. Le vendite sono comunque calate del 4% a 13,70 miliardi di euro, a fronte del declino del 6% registrato negli ordinativi.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in deciso progresso: Ftse Mib +2,79%. Bancari balzano in avanti

Il Ftse Mib segna +2,79%, il Ftse Italia All-Share +2,62%, il Ftse Italia Mid Cap +1,63%, il Ftse Italia Star +1,38%.

Mercati azionari europei netto rialzo: DAX +2,1%, CAC 40 +2,2%, FTSE 100 +1,5%, IBEX 35 +2,3%.

Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,9-1,2 per cento. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,02%, Nasdaq Composite -0,26%, Dow Jones Industrial -0,03%.

In leggero rialzo Tokyo con il Nikkei 225 a +0,51%. Positive le borse cinesi: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,17%, a Hong Kong l'indice Hang Seng a +1,08%. Euro arretra contro dollaro dal massimo da metà febbraio a 1,1217 toccato ieri pomeriggio.

EUR/USD al momento oscilla in area 1,1110. Mercati obbligazionari eurozona in flessione. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente sale di 3 bp allo 0,26%, quello del BTP sale di 5 bp all'1,38%.

Lo spread sale di 2 bp a 112 (fonte: MTS). Alle 11:10 importante asta di BTP a 3, 7 e 15 anni. Avvio in forte rialzo per il comparto bancario che, nonostante i timori diffusi sugli effetti negativi un ribasso dei tassi sui margini di interesse, segna in prima battuta a Piazza Affari un vero e proprio exploit. L’indice di settore Ftse All-Share Banks guadagna il 5,2%, +4,2% circa per l'EURO STOXX Banks.

In evidenza Unicredit (+5,7%) e di Intesa Sanpaolo (+5,7%). Mediobanca segue a ruota con un +4,6%. Bene i petroliferi grazie al recupero del greggio dai minimi di ieri pomeriggio. Il future sul Brent oscilla sui 40,60 $/barile circa (da 39,66 e sotto i massimi da dicembre a 41,48 toccati martedì), quello sul WTI sui 38,60 $/barile (massimi da dicembre). Saipem (+1,8%) dopo che Goldman Sachs ha promosso il titolo a BUY da NEUTRAL e lo ha inserito nella "Conviction buy list". In rialzo anche Tenaris +2,9% ed Eni +1,5%.

Unipol Gruppo Finanziario (+3,9%) e UnipolSai (+3,5%) positive dopo la conferma dei dati preliminari 2015: per Unipol GF utile netto consolidato a 579 milioni di euro (+14,6% a/a), proposta di dividendo uni tario pari a 0,18 euro per azione. Per UnipolSai utile netto consolidato a 738 milioni di euro (-5,8% a/a, con un impatto fiscale negativo straordinario di 84 milioni), proposta di dividendo unitario pari a 0,15 euro per azione.

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TITOLI DEL GIORNO
Mediobanca in forte rialzo insieme al comparto bancario dopo le dichiarazioni del presidente della Bce, Mario Draghi. Dopo aver toccato un massimo intraday a 6,98 euro i prezzi hanno tuttavia fatto dietro front, terminando sui livelli di apertura a 6,585. Per quanto significativo, il rimbalzo che i prezzi hanno messo a segno dai minimi di febbraio a 5,415 non ha ancora superato ostacoli di rilevo. Il titolo è infatti arrivato in vista dell’importante resistenza dei 7 euro, media mobile a 50 sedute e riferimento che dovrà essere superato con decisione per tornare a mettere sotto pressione le resistenze successive posizionate tra 7,50 e 7,60. Il mancato ritorno sopra area 7 e discese sotto 6,30 rischiano invece di alimentare nuove tensioni ribassiste, sebbene solo la violazione di area 6 comporterebbe un deterioramento ulteriore del quadro grafico di lungo periodo.
Per chi volesse acquistare il titolo: posizion i long oltre 7 con target a 7,50/7,60 euro. Stop sotto 6,50 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 6,30. Incrementare oltre 7 per target a 7,50/7,60 euro.

Banche in rally dopo la decisione della Bce di fare sentire con forza la sua voce contro il rallentamento dell'economia, con Unicredit che guida la pattuglia dei migliori. Il titolo e' salito nell'intraday fino a quota 4,066 euro dopo aver terminato mercoledi' a 3,616 euro, per poi ridimensionarsi in area 3,80, rimanendo quindi ampiamente positivo. La rottura a 3,81 della media mobile a 50 giorni e' in ogni caso un primo segnale positivo che lascia sperare nel proseguimento del rimbalzo in atto dai minimi di febbraio. Obietti per l'ascesa a 4,10 e 4,50 euro, rispettivamente 38,2% e 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi di ottobre. Solo la rottura anche di area 4,50 fornirebbe indicazioni utili per l'avvio di una tendenza di crescita duratura. Sotto area 3,50, dove transita la linea che sale dai minimi di febbraio, rischio invece di ripiegamenti almeno fino a 3,15 euro.
Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 4,10 per intervenire con target a 4,50 e stop loss sotto 3,90 euro.
Per chi gia' detiene il titolo mantenere le posizioni con stop subito sotto 3,50, incrementare oltre 4,10 per il test di 4,50 euro.

Autogrill ha tentato ieri di avvicinarsi al massimo di inizio mese a 7,86 euro, tentativo che nella parte finale della seduta è stato riassorbito. Il titolo deve ora guardarsi dal rischio di violazione dei primi supporti a 7,00/7,10, circostanza che creerebbe le premesse per il ritorno sul minimo di febbraio a 6,11, con conferma sotto 6,70. Indicazioni positive sopra 7,83 con il completamento del potenziale testa e spalle rialzista in formazione da fine gennaio. Il segnale verrebbe definitivamente corroborato dal superamento di 8, con primo obiettivo a 8,45/8,50 e successivi a 8,90 e 9 ,4150, massimo storico del marzo 2015.
Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 8 per 8,45, stop sotto 7,80.
Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 8 per 8,90 e 9,4150, ridurre sotto 6,70 e uscire alla violazione di 6,11.

DATI MACRO ATTESI

Venerdì 11 Marzo 2016
00:50 GIA Indice BSI (fiducia grandi imprese manifatturiere) trim1 2016;
08:00 GER Inflazione (finale) feb;
09:00 SPA Inflazione (finale) feb;
10:00 ITA Produzione industriale gen;
10:30 GB Bilancia commerciale (non UE - GBP) gen;
10:30 GB Bilancia commerciale (totale - GBP) gen;
14:30 USA Indice prezzi importazioni feb.

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HEADLINES
Petroliferi in recupero con il greggio
Bene i petroliferi grazie al recupero del greggio dai minimi di ieri pomeriggio. Il future sul Brent oscilla sui 40,60 $/barile circa (da 39,66 e sotto i massimi da dicembre a 41,48 toccati martedì), quello sul WTI sui 38,60 $/barile (massimi da dicembre). In evidenza Saipem (+3,3%) grazie a Goldman Sachs che ha promosso il titolo a BUY da NEUTRAL e lo ha inserito nella "Conviction buy list". In rialzo anche Tenaris +2,9% ed Eni +1,6%.

Banche in rally in avvio di seduta
Avvio decisamente al rialzo per il comparto bancario, che nonostante i timori diffusi sugli effetti negativi di un ribasso dei tassi sul loro margine di interesse, segnano in prima battuta a Piazza Affare un bel progresso. L’indice di settore Ftse All-Share Banks guadagna il 4,82%, trascinato dai rally di Unicredit (+5,46%) e di Intesa Sanpaolo (+5,58%). Mediobanca segue a ruota con un +4, 57% mentre Ubi Banca guadagna il 4,41 per cento. Mps recupera il 4,53%, Bper il 4,15% e Bpm il 4,46 per cento. Il Banco guadagna il 3,36 per cento.

Olanda: produzione industriale cresce del 2,8% annuo in gennaio
Inizia il 2016 con un’accelerata la crescita della produzione industrale in Olanda. Secondo quanto comunicato dal Centraal Bureau voor de Statistiek (Cbs, l’Ufficio centrale di statistica olandese), infatti, in gennaio l’output medio giornaliero dell’industria manifatturiera olandese ha registrato un progresso del 2,8% contro il 2,1% registrato in dicembre. Si tratta del quinto mese consecutivo di incremento. Il dato segna una crescita dello 0,4% su base mensile rettificata stagionalmente.

Cina: vendite di auto calano dell’1,5% in febbraio
Secondo quanto comunicato dalla China Association of Automobile Manufacturers, in febbraio le vendite di auto nuove in Cina hanno segnato un calo dell’1,5% su base annua, a 1,38 milioni di veicoli, conto l’incremento del 9,3% di gennaio (e i balzi del 18,3% e del 24% in dicembre e novembre). Nonostante sia il primo declino registrato negli ultimi sei mesi, gli osservatori puntano i riflettori soprattutto sulla crescita del 5,1% dei primi due mesi dell’anno, visto che febbraio è stato pesantemente condizionato dalle festività lunghe una settimana per la celebrazione del Capodanno lunare (caduto invece in gennaio nel 2015).

Giappone: indice di fiducia grandi imprese Bsi cala nel primo trimestre
Continua a crescere il pessimismo nell’industria nipponica. Nel trimestre gennaio-marzo, infatti, il Business Survey Index (Bsi, sondaggio del ministero delle Finanze giapponese che misura la fiducia delle grandi imprese) relativo al settore manifatturiero ha segnato una lettura negativa a -7,9 contro il +3,8 del periodo precedente e il +4,2 del consensus. Per il non manifatturiero il calo &egrav e; da +5 a -0,7. In prospettiva, le attese sono per una lettura a -3,5 per il manifatturiero e -1,5 per il non manifatturiero nel secondo trimestre del 2016.

Germania: ferma l'inflazione annuale a febbraio
In Germania l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all'inflazione di febbraio. L'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,4% su base mensile ed è rimasto invariato su base annuale, confermando la lettura preliminare. L'indice armonizzato è cresciuto dello 0,4% su base mensile ed è diminuito dello 0,2% su base annua.

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