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martedì 1 marzo 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Wall Street chiude in calo, a febbraio Dow Jones +0,3%

Avvio di settimana negativo a Wall Street. Il Dow Jones ha perso lo 0,74%, l'S&P 500 lo 0,81% e il Nasdaq Composite guadagna lo 0,71%. Petrolio (il Wti ha sfiorato un rialzo del 3%) e Banca centrale cinese (abbassati i coefficienti di riserva obbligatoria delle banche) non sono riusciti a cancellare la delusione dei dati macroeconomici pubblicati in giornata. L'Indice PMI Chicago (attivita' manifatturiera) nel mese di febbraio e' sceso a 47,6 punti da 55,6 punti del mese precedente, risultando nettamente inferiore alle attese degli addetti ai lavori, fissate su un indice pari a 53 punti.
L'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato un calo inatteso nel mese di gennaio, pari al 2,5% m/m, dopo l'incremento di dicembre dello 0,9%. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari all 0,5% mese su mese. L'indice è sceso a 106,0 punti dai 108,7 di dicembre.

Sul fronte societario Federal-Mogul +45,78%. L'investitore attivista Carl Icahn ha lanciato una offerta di acquisto da 7 dollari per azione per il 18% non ancora in suo possesso della società specializzata nella produzione di componenti per auto. Valeant -18,44%. Il gruppo farmaceutico, che ha rinviato la pubblicazione dei risultati trimestrali, è finito sotto indagine da parte della Sec. Berkshire Hathaway +1,56%. La holding di Warren Buffett ha comunicato di avere registrato nel quarto trimestre un balzo dei profitti del 32% a 5,48 miliardi di dollari. L’utile opera tivo è aumentato da 2.412 a 2.843 dollari per azione, contro i 2.814 del consensus di Bloomberg. Nell’intero 2015 i profitti sono cresciuti a 24,1 miliardi di dollari, dai 19,9 miliardi del 2014 che erano già un record per la conglomerata di Omaha. Nel quarto trimestre i ricavi sono aumentati da 48,26 a 51,82 miliardi di dollari.

Tribune Media +8,95%. L'emittente tv ha annunciato una trimestrale superiore alle attese e prevede di esplorare strategia alternative per aumentare il valore delle azioni. Nel quarto trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 0,63 dollari su ricavi per 547,6 milioni di dollari. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,55 dollari su ricavi per 544 milioni. Per il 2016 la società stima ricavi compresi tra 2,25 e 2,28 miliardi (consensus 2,23 miliardi). Nel mese di febbraio il Dow Jones ha guadagnato lo 0,30% mentre l'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno perso rispettivamente lo 0,5% e l'1,2%.

MERCATI ASIATICI

Mercati asiatici in recupero dopo gli interventi di Pechino. Solo Seoul in calo

Dopo la seduta contrastata per i mercati del Vecchio Continente lunedì, e quella negativa di Wall Street, i listini dell’Asia tornano a guadagnare, grazie al significativo recupero di Shanghai e Shenzhen che proprio nella sessione precedente avevano incassato l’ennesimo sell-off. A sostenere le Borse è infatti proprio la Cina e, in particolare, la mossa della People’s Bank of China, che lunedì ha tagliato di 50 punti base il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche. “L’allentamento è coerente con l’attività economica che continua a essere più debole del previsto e con rischi ribassisti per la crescita”, ha notato Jian Chang, analista di Barclays. “La misura dovrebbe contribuire a sostenere la fiducia del mercato nel breve termine”, ha concluso. E infatti dopo dati macroeconomici non esaltanti in arrivo da Europa e Usa, anche quelli asiatici non contribuiscono certo a sostenere i mercati. In particolare proprio in Cina si è registrato il settimo mese consecutivo di contrazione per il manifatturiero. Secondo quanto comunicato dall'Ufficio nazionale di statistica di Pechino, infatti, l’indice Pmi manifatturiero è sceso in febbraio a 49,0 punti da 49,4 punti di gennaio (49,7 in dicembre e 49,6 in novembre). Il dato è il peggiore dal novembre del 2011. Ma sono bastate le mosse di Pechino e l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, dopo che lunedì aveva chiuso il secondo mese consecutivo di declino si è apprezzato di oltre un punto percentuale.

In recupero anche Tokyo. Il Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,37% (leggermente peggio ha fatto l’indice pi& ugrave; ampio Topix, apprezzatosi dello 0,23%), a fronte di un modesto deprezzamento dello yen nei confronti del dollaro Usa. Sul fronte macroeconomico, la lettura finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei relativa a febbraio è per un declino a 50,1 punti, meglio rispetto ai 50,2 punti di quella preliminare ma ampiamente sotto ai 52,3 punti di gennaio (rivisti dal 52,4 punti della lettura preliminare che erano anche il consensus per febbraio) e ai minimi degli ultimi otto mesi. Mentre la spesa delle famiglie è cala oltre le attese del 3,1% in gennaio. L’unica piazza a chiudere in negativo è stata quella di Seoul, dopo che in febbraio l’export ha fatto registrare un declino su base annua del 12,2% in allentamento comunque rispetto al crollo del 18,8% di gennaio. Il Kospi ha segnato una perdita dello 0,18% in chiusura di seduta.

In positivo, invece, Sydney, dopo che la Reserve Bank ha lasciato per la nona volta consecutiva invariati i tassi d’interesse ai minimi del 2,00% (valore raggiunto a inizio maggio con il taglio di 25 punti base dopo che già in febbraio era stata effettuata una riduzione di pari entità). L’S&P/ASX 200 ha chiuso con un guadagno dello 0,85% nella migliore performance della regione (Borse cinesi escluse). Dopo le significative perdite di lunedì, lo Shanghai Composite si è apprezzato dell’1,68% e leggermente migliore è stata la performance dello Shanghai Shenzhen Csi 300, che ha segnato un progresso dell’1,85% al termine degli scambi. Dopo il tracollo del 5,37% della seduta precedente, lo Shenzhen Composite ha guadagnato il 2,32% in chiusura. Trend positivo che sostiene anche Hong Kong: l’Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è infatti in progresso di circa l’1% (leggermente migliore la performance dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ ex colonia britannica per la Corporate China, in flessione di circa l’1,70%).

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MERCATI EUROPEI
orse europee positive

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo in vista di alcuni importanti dati macroeconomici. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,8%, il Cac40 di Parigi lo 0,5%, il Ftse100 di Londra lo 0,2% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,7%.

Alle 10 (ora italiana) sarà reso noto l'indice Markit PMI manifatturiero della zona euro di febbraio mentre alle 11 il tasso di disoccupazione a gennaio nell'eurozona.

Sul fronte societario Gameloft +8%. Vivendi ha alzato l'offerta di acquisto sul produttore di videogame a 7,20 euro per azione.

Barclays -6%. La banca britannica ha chiuso il 2015 con un utile ante imposte adjusted in calo del 2% a 5,4 miliardi di sterline. Il dato è anche inferiore alle attese (consensus 5,772 miliardi). La società ha annunciato l' intenzione di dimezzare il dividendo.

Zalando -2%. Il rivenditore di abbigliamento e accessori su internet prevede per l'esercizio in corso una crescita del giro d'affari tra il 20% ed il 25% e un margine operativo tra il 3% ed il 4,5%.

Repsol +3%. Barclays ha alzato il rating sul titolo del gruppo petrolifero a overweight da equal-weight.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in verde: Ftse Mib +0,62%. Acquisti su petroliferi, Atlantia e FCA

Il Ftse Mib segna +0,62%, il Ftse Italia All-Share +0,66%, il Ftse Italia Mid Cap +0,64%, il Ftse Italia Star +0,54%. 
Mercati azionari europei in progresso: DAX +1,4%, CAC 40 +0,5%, FTSE 100 +0,7%, IBEX 35 +0,7%.

Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,7-0,8 per cento. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,81%, Nasdaq Composite -0,71%, Dow Jones Industrial -0,74%.  In leggero rialzo Tokyo con il Nikkei 225 a +0,37%. Positive le borse cinesi: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +1,85%, a Hong Kong l'indice Hang Seng a +1,58%.  Euro sui minimi da inizio febbraio contro dollaro a 1,0859.

Mercati obbligazionari eurozona incerti. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente sale di 3 bp allo 0,13%, quello del BTP cede 1 bp all'1,42%. Lo spread scende di 4 bp a 129 (fonte: MTS).
Buon inizio di seduta per i petroliferi che approfittano del rally del greggio: il future sul Brent supera i 37 $/barile per la prima volta da inizio anno, il WTI sale a 34,28 $/barile, vicino al massimo da  inizio gennaio a 34,66. In evidenza Saipem +4,6% e Saras +2,6%, seguite da Tenaris +1,3% ed Eni +0,5%.
Atlantia (+3,2%) in rialzo sulle indiscrezioni del Sole 24 Ore in base alle quali la società sta pensando di aprire il capitale della controllata Autostrade per l'Italia (si parla di un 30%) a investitori istituzionali per acquisire mezzi finanziari freschi al fine di sostenere il piano di internazionalizzazione.
FCA (+2,4%) tocca i massimi da inizio febbraio, ancora sulla scorta delle speculazioni riguardanti la possibile integrazione con PSA Peugeot (+1,7%). Attenzione ai dati sulle immatricolazioni in Italia a febbraio, dati che verranno pubblicati subito dopo la chiusura del mercato. 

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TITOLI DEL GIORNO
Prova di forza per CNH Industrial. In avvio di ottava il titolo tenta di spingersi oltre 6,10, ostacolo tenace che da più di un mese frena le ambizioni di crescita e oltre il quale troverebbe conferma il doppio minimo in formazione da 5,20. La figura di inversione proietta obiettivi a 6,80 euro almeno, ma il rimbalzo potrebbe dimostrarsi anche più ampio se i prezzi riuscissero ad oltrepassare anche il picco dello scorso dicembre a 7,02/7,03, livello dalla elevata valenza tecnica corrispondente al 50% di ritracciamento della discesa subita dai top della scorsa estate. Indicazioni negative invece sotto 5,20, preludio al test dei minimi assoluti dell'ottobre 2011 in area 4,80.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 6,10 con stop sotto 5,80 euro. Target a 6,80 e 7,02 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 5,50 euro per 6,80 e 7,02 euro.

Avvio di settimana brillante per Saipem che raggiunge un massimo intraday a 0,39 euro per poi stabilizzarsi poco al di sotto di quei livelli dopo avere terminato la scorsa ottava a 0,36 euro. Gli analisti di Hsbc hanno alzato la raccomandazione su Saipem da reduce a hold, con prezzo obiettivo che passa a 0,40 euro da 0,51 euro. Anche per Banca Akros raccomandazione "neutral" e prezzo obiettivo a 0,4 euro. Il superamento del picco della scorsa ottava a 0,3723, ora supporto in caso di flessioni, sembra tuttavia preludere a movimenti anche al di sopra di 0,40 euro. I prezzi hanno infatti veleggiato lateralmente per due settimana circa prima dell'impulso rialzista di lunedi' creando una base che sembra in grado di sostenere rialzi estesi. Conferme in questo senso verrebbero comunque solo sopra 0,48 euro, lato alto del gap ribassista dell'8 febbraio e primi dei ritracciamenti di Fibonacci (il 23,6%) calcolati per il ribasso dal top di fine ottobre 2015. Oltre area 0,48 possibile il prosegu imento del rialzo sulla scala dei ritracciamenti di Fibonacci verso il 38,2%, a 0,61 euro, e il 50%, a 0,71 euro. Sopra quei livelli la fase crescente acquisterebbe notevole solidita' e si candiderebbe alla ricopertura del gap del 20 gennaio con lato alto a 0,7761. Solo ribassi inferiori ai 0,33 euro metterebbero in discussione la tenuta dell'uptrend prospettando un nuovo test dei record negativi di quota 0,2828 euro.
Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 0,39 per intervenire con target a 0,48 euro, stop loss sotto 0,36 euro.
Per chi gia' detiene il titolo mantenere le posizioni con stop subito sotto 0,33 euro, incrementarle oltre 0,48 euro per il test di 0,61 euro.

Volatilità altissima ieri per Saras: il titolo è salito fino a portarsi a ridosso degli ostacoli a 1,57/1,58 euro, dove troviamo i massimi della scorsa ottava e i minimi allineati di dicembre/gennaio. Nella seconda parte della seduta le quotazioni hanno eroso gran parte dei guadagni, riposizionandosi nella parte centrale del movimento laterale in forza da circa due settimane. Segnali positivi arriveranno quindi solo a seguito del superamento confermato in chiusura di seduta di 1,57/1,58, con obiettivi a 1,88, lato alto del canale discendente che guida il ribasso da agosto, e 1,95/2,00, massimi di novembre/gennaio. Oltre questi ultimi riferimenti possibili estensioni verso 2,15 ed eventualmente sul massimi della scorsa estate a 2,5460. Discese sotto 1,42 anticiperebbero approfondimenti verso 1,30/1,33, dove troviamo i recenti minimi e le ex resistenze rappresentate dai massimi visti tra febbraio e maggio 2014.
Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 1,58 per 1,70, 1,88 e 1,95, stop sotto 1,42.
Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 2,00 per 2,15 e 2,5460, uscire sotto 1,30.

DATI MACRO ATTESI

Martedì 1° Ma rzo 2016
00:30 GIA Tasso di disoccupazione gen;
00:30 GIA Consumi gen;
02:00 CINA Indice PMI manifatturiero feb;
02:00 CINA Indice PMI non manifatturiero feb;
02:45 CINA Indice Markit/Caixin PMI manifatturiero feb;
03:00 GIA Indice PMI manifatturiero (finale) feb;
05:30 USA Intervento Dudley (Fed);
09:15 SPA Indice Markit PMI manifatturiero feb;
09:45 ITA Indice Markit PMI manifatturiero feb;
09:50 FRA Indice Markit PMI manifatturiero (finale) feb;
09:55 GER Indice Markit PMI manifatturiero (finale) feb;
09:55 GER Variazione n° disoccupati feb;
09:55 GER Tasso di disoccupazione feb;
10:00 EUR Indice Markit PMI manifatturiero (finale) feb;
10:00 ITA Tasso di disoccupazione gen;
10:30 GB Indice Markit PMI manifatturiero feb;
11:00 EUR Tasso di disoccupazione gen;
15:05 EUR Intervento Lautenschläger (BCE);
15:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero (finale) feb;
16:00 USA Spesa i n costruzioni gen;
16:00 USA Indice ISM manifatturiero feb;
19:30 USA Vendite veicoli feb.

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HEADLINES
Ice valuta offerta alternativa a quella di Deutsche Börse per l’Lse
Secondo quanto riporta Bloomberg, Intercontinental Exchange (Ice) starebbe lavorando con un pool di advisor (tra cui Morgan Stanley) alla possibile contro-Opa sul London Stock Exchange, la società-mercato che controlla le piazze di Londra e Milano, promessa sposa di Deutsche Börse. Il gruppo Usa, che controlla il New York Stock Exchange, difficilmente presenterà un’offerta prima del 22 marzo, scadenza entro cui il gruppo tedesco dovrà formalizzare la sua proposta, e non è neppure detto che il suo piano vada a buon fine, ma il risultato potrebbe essere che Francoforte debba aumentare la sua offerta. Secondo Bloomberg anche Cme Group, il gruppo Usa dei mercati di future e derivati a Chicago e New York, starebbe studiando il dossier ma non è detto che si faccia avanti.

Citigroup cede quota di Ch ina Guangfa Bank per plusvalenza di oltre 2 miliardi
China Life Insurance Company ha comunicato lunedì che acquisirà la partecipazione di Citigroup nella banca regionale cinese China Guangfa Bank per 19,7 miliardi di yuan (circa 2,8 miliardi di euro). Il gruppo Usa aveva acquisito il pacchetto nel 2006 per 610 milioni di dollari, il che implicherebbe una plusvalenza di ben oltre 2 miliardi di euro. Citigroup aveva chiuso in flessione dell’1,65% la seduta di lunedì a Wall Street.

Giappone: investimenti delle aziende crescono dell’8,5% nel quarto trimestre
Nel quarto trimestre, secondo quanto comunicato dal ministero delle Finanze nipponico, gli investimenti delle aziende hanno registrato una frenata. Nei tre mesi allo scorso 31 dicembre, infatti, le spese in conto capitale del Corporate Japan sono cresciute dell’8,5% su base annua contro l’11,2% del terzo trimestre (5,6% e 7,3% rispettivamente in secondo e pr imo) e l’8,7% del consensus.

Australia: Rba lascia invariati i tassi al 2% per il nono meeting consecutivo
La Reserve Bank of Australia (Rba), come ampiamente previsto dagli osservatori, ha lasciato per la nona volta consecutiva invariati i tassi d’interesse ai minimi del 2,00% (valore raggiunto a inizio maggio con il taglio di 25 punti base dopo che già in febbraio era stata effettuata una riduzione di pari entità). “Nel corso del prossimo periodo, nuove informazioni dovrebbero consentire al board di giudicare se il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro stia continuando e se le recenti turbolenze finanziarie lascino presagire un indebolimento della domanda globale e nazionale”, ha comunicato la Rba, ricalcando il copione delle dichiarazioni successive i precedenti meeting.

Cina: Pmi manifatturiero ai minimi dal novembre 2011
Settimo mese consecutivo in contrazione per il manifatturier o della Cina, che in febbraio segna un ulteriore rallentamento dopo quello di gennaio. Secondo quanto comunicato dall'Ufficio nazionale di statistica di Pechino, infatti, l’indice Pmi manifatturiero è sceso in febbraio a 49,0 punti da 49,4 punti di gennaio (49,7 in dicembre e 49,6 in novembre). Il dato è il peggiore dal novembre del 2011 e si confronta con i 49,4 punti del consensus del Wall Street Journal.

Dudley (Fed di New York) vede rischi di virata al ribasso per l’outlook degli Usa
William Dudley, presidente della Federal Reserve Bank of New York, ha dichiarato di vedere rischi al ribasso per le prospettive economiche degli Usa, valutazione che potrebbe indicare una pausa più lunga prima del prossimo rialzo dei tassi da parte dell’istituto centrale rispetto a quanto stimato in precedenza. “In questo momento giudico che l'equilibrio dei rischi per crescita e inflazione nel mio outlook stiano iniziando a virare l eggermente al ribasso”, ha detto nel corso di una conferenza a Hangzhou, in Cina. Pur prevedendo ancora che l’economia americana cresca di circa il 2% quest’anno, abbastanza da ridurre la disoccupazione e iniziare a spingere l'inflazione al target del 2% della Federal Reserve, Dudley ha notato che “a conti fatti, sono un po’ meno sicuro di prima”.

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