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mercoledì 16 marzo 2016

Provaci ancora Dow Jones

Prima di analizzare i recenti movimenti dell’indice Dow Jones Industrial, quello che quota le maggiori aziende Usa, occorre fare un passo indietro che rimanda alla riunione del 9 marzo della Banca Centrale Europea e fissare alcuni punti dello scenario attuale:

- I mercati europei hanno ormai da mesi (a differenza della prima parte del 2015) un deficit di forza relativa rispetto ai mercati americani, così come accaduto per anni, quando oltreoceano il QE era nella sua massima espressione mentre in Europa ancora pura utopia.
- La situazione a livello mondiale tra economie emergenti che crescono a tassi inferiori alle attese ed economia americana con difficoltà di ulteriore crescita, dopo quasi 7 anni di crescita quasi ininterrotta, comincia a dare segni di cedimento.
- Mercati europei ed americani che sono decisamente saliti in prossimità degli annunci di Draghi del 9 marzo dando così l’idea di avere almeno in parte “scontato” i nuovi aiuti.


Alla luce di questo osserviamo il grafico senza le candele dal 9 marzo in poi:



Cosa avremmo potuto attenderci in una situazione in cui il trend di medio ribassista, con i prezzi intorno ad una cifra tonda come 17.000, e con un trend di breve che non ha avuto nessun ritracciamento degno di nota? Un ribasso, almeno di breve, poteva tranquillamente starci. I mercati si stavano preparando di fatto a questo: un trend di medio ribassista che stava quasi prendendo il sopravvento su quello di lungo che, fino ad allora, era ancora long.

Cosa è invece accaduto e come è cambiata la situazione?
Vediamo insieme il grafico seguente per capire cosa potranno fare i prezzi nelle prossime sedute.





Nella giornata in cui Draghi ha parlato, i mercati hanno mostrato molto nervosismo e quindi alta volatilità. Soprattutto i mercati europei, ovviamente più coinvolti di quelli americani, hanno reagito inizialmente in maniera quasi illogica, scendendo a fronte di una manovra di ampliamento del Qe addirittura superiore alle aspettative, in un regime di tassi ufficialmente a zero. Nella seduta di venerdì, però, tutti i mercati, compresi gli europei, hanno metabolizzato il cambiamento e di fatto (ultima candela verde sul grafico) sono solo saliti.

Come è allora la situazione attuale? Il Dow Jones ha rotto la trendline al ribasso (rossa) sui massimi decrescenti di medio e il supporto statico in blu che ostacolava il rialzo, sembra essere stato spazzato via. La cifra tonda, potenziale resistenza statica è stata rotta di slancio chiudendo in prossimità dei 17.200 punti.

Cosa potrebbe accadere la prossima settimana? Osserviamo la dinamica dei prezzi. Il rialzo sembra sano, guardate i rettangoli in giallo: notate come i prezzi prima di nuovi breakout dei massimi siano sempre andati a prendersi nuovi minimi. Una dinamica che è stata confermata anche dalla candela di Draghi, anzi. Potremmo addirittura dire di più: senza gli annunci di Draghi il mercato non sarebbe sicuramente andato sotto i minimi del giorno precedente, confermando una dinamica sconosciuta ai più finora...

Il Dow sembra proprio puntare ora sull’area in arancio che comprende i precedenti massimi tra 17.600 e 17.750 punti. Lì non dovremo far altro che osservare la dinamica dei prezzi per capire se nuovi record sono o no all’orizzonte!

Gianvito D’Angelo
Per contatti: supergianvi@gmail.com


Tratto da ITFORUM NEWS, clicca qui per leggere gli altri articoli:http://news.itforum.it/redazione/

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