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lunedì 14 marzo 2016

Profughi: presto isolata anche l'Italia come la Grecia?

Schiaffo xenofobo alla Merkel la cui coalizione ha dovuto pagare il dazio di una politica troppo aperta sull'immigrazione. Infatti nelle elezioni che si sono svolte ieri in tre Lander teutonici e considerate una sorta di test elettorale per la Cdu, il solo vincitore è stato il fronte anti immigrazione degli xenofobi populisti di Alternativa per la Germania, ovvero Alternative fuer Deutschland, i quali hanno potuto incassare ovunque vittorie con percentuali a due cifre.
I votanti, corrispondenti a un quinto degli aventi diritto tedeschi, hanno bocciato la volontà, non sempre sostenuta da un'adeguata organizzazione, di accogliere i flussi di immigrati che arrivano in Germania passando dalla Grecia, attraverso i Balcani e, ora, anche dall'Italia, con la conseguenza che l'Europa, adesso, guarda anche alle frontiere tricolori con lo stesso sospetto con cui si rivolgeva a quelle elleniche.

Ma procediamo con ordine

Mai dal dopoguerra ad oggi il partito della Merkel ha dovuto registrare una sconfitta del genere, ancora più cocente si si pensa che Alternativa per la Germania, il partito che ha portato a casa il 24% delle preferenze in zone come la Sassonia-Anhalt e che nel Baden-Wuerttenberg tocca punte che superano il 14%, non ha nemmeno 3 anni di vita.

A peggiorare la sconfitta ci sono anche le percentuali dei votanti, percentuali che confermano come questa volta l'astensionismo non c'entri: infatti la partecipazione è aumentata in media del 10% rispetto alle precedenti consultazioni.
Cdu e Spd ormai sul viale del tramonto? Ovviamente no, i partiti storici riescono a resistere ma è innegabile che le perdite subite siano estremamente gravi anche sul profilo strettamente personale dal momento che pur proponendo diverse politiche di accoglienza, chiunque abbia appoggiato a suo tempo la Merkel ha dovuto subire la sconfitta e il NO dell'opinione popolare.

Le difficoltà per la Germania

Insomma un malcontento generale che però complica il già delicato equilibrio delle alleanze al governo centrale: Berlino è abituata ai governi monocolori oppure, durante i periodi più instabili, al massimo alle larghe alleanze; adesso, invece, si prospetta un vero e proprio arcobaleno a livello regionale.

Il che rende la nazione particolarmente sensibile a un problema che verrà affrontato a livello internazionale proprio nel meeting in programma la settimana prossima, convocato appunto per regolare il problema dell'immigrazione in Europa: la Turchia, la cui domanda di ammissione all' Unione è ancora oggetto di vaglio, con Ankara che è la principale rotta dei profughi, è riuscita a mercanteggiare con l'Europa e, approfittando dell'operazione, a strappare finanziamenti per oltre 3 miliardi di euro i quali, si spera, dovrebbero essere impiegati per gestire l'emergenza.

La proposta dell'Austria

Viceversa la Grecia, al collasso economico e membro dell'Unione, sembra non riuscire a suscitare la stessa simpatia dal momento che rischia di essere tagliata fuori dal patto di libera circolazione di Schengen e i suoi confini isolati dal resto dell'Unione con l'uso dell'esercito qualora Atene non riuscisse ad organizzare in patria un sistema di controlli più severi.

Così facendo, però, la penisola ellenica sarebbe trasformata in un immenso campo profughi anche più vasto di quello che è già attualmente e che conta la presenza di oltre 44mila disperati in una zona organizzata per accoglierne non più di 30mila. Non solo ma isolando Atene la rotta che, in sostituzione, i migranti potrebbero seguire sarebbe quella italiana.
Ad alzare i primi e più forti dubbi è il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz il quale, dopo aver promosso la chiusura della “rotta balcanica”, cioè del corridoio finora percorso, adesso starebbe pensando di fare altrettanto con l'Italia. Stando alle sue dichiarazioni, infatti, è necessario lanciare un messaggio chiaro ed incisivo sul fatto che “il tempo del lasciapassare verso la Mitteleruopa è finito”.

In tutto questo è sempre l'Austria che accusa la Germania di aver dato il via ad un'accoglienza indiscriminata dei profughi senza aver posto un tetto massimo (che l'Austria indica per Berlino a 400mila presenza all'anno) alla presenza di stranieri sul proprio territorio favorendo con ciò l'esodo.



Fonte: News Trend Online

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