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martedì 8 marzo 2016

Prese di profitto sulle materie prime. Perchè?


I mercati registrano una serie di prese di profitto su metalli e greggio. Un trend che vede Goldman e le sue previsioni al centro di tutto.

La situazione del petrolio

Il petrolio continua la sua strada, passo dopo passo, verso un rialzo che procede indisturbato e che gli ha permesso di salire oltre la soglia dei 40 dollari al barile.
Un rimbalzo che non entusiasma quasi nessuno perché dettato da motivi tecnici e dovuto per lo più al fatto che si tratta di un comportamento tipico dei mercati in ipervenduto; in altre parole il prezzo si sta andando a stabilizzare dopo essere caduto in baratri sui quali era impossibile, per le società estrattive, produrre e lavorare.

Intanto le scorte sono al massimo della capienza, la produzione è altrettanto abbondante e non ci sono né si intravedono motivi per cui si dovrebbe sperare in una sua contrazione, anche minima.

Le previsioni di Goldman 

Opinione che accomuna anche Goldman Sachs che conferma come l'attuale rialzo non sia sostenibile è per il petrolio né per le materie prime che, come il greggio, sono reduci da un periodo di stress che ha portato molte grandi rappresentanti delle commodities in territori di grave crisi.

Goldman ha messo in guardia chiunque voglia nutrire un entusiasmo che va al di là della consapevolezza di un movimento fragile, notando anche che i prezzi avrebbero dovuto mantenere un livello basso ancora per qualche tempo in modo da perfezionare meglio la stabilizzazione delle quotazioni.In caso contrario “un rally del prezzo del petrolio si rivelerà controproducente come ha fatto la scorsa primavera"
"Solo un vero e proprio deficit fisico può creare un rally sostenibile cosa ben lontana dall'arrivare a detta degli esperti di Goldman.

Per questo motivo un rally basato su altri fattori ben più effimeri potrebbee essere controproducente nel momento in cui questo deficit si verificherà realmente".
Per ora si tratta solo di rialzi temporanei dettati da voci come quelle che vogliono la Cina pronta ad aumentare la produzione di acciaio, di cui il ferro è un ingrediente chiave.
Risultato: lunedì il balzo della materia prima ha registrato un +18% arrivando a 60 dollari la tonnellata (Goldman vede un target credibile a 35 dollari) mentre i prezzi dell'oro seguivano lo stesso trend a 1,270.76 dollari l'oncia (per Goldman non è da escludere i 1100 dollari sul breve termine), sostenuta dalle speranze che la Federal Reserve per questa settimana si asterrà da ulteriori rialzi visto il clima di debolezza segnalato ovunque.
Fonte: News Trend Online

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