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giovedì 31 marzo 2016

Pensieri da Trader… non solo Forex


Spesso parliamo di rischio, della relazione rischio rendimento, e dell’approccio al trading da parte delle persone.
L’approccio è fondamentale per tutti:

1) per chi inizia 
2) per chi ha già iniziato e non sta ottenendo risultati
3) per chi ottiene dei risultati e vuole ottenerne di più.
Se parliamo di chi inizia, notiamo come ci sia un’alta concentrazione nel mercato del Forex: ovviamente questo non è il risultato di un “fenomeno di massa” o di una “moda del momento”.
E’ il risultato scaturito da continue campagne  pubblicitarie grazie alle quali il Forex si è conquistato la fama di “mercato facile”. Chi fa trading sa benissimo che questa affermazione non corrisponde alla realtà, di fatto però le strategie commerciali dei Broker hanno avuto (e continuano ad avere) come target preferito i cosiddetti  “neofiti del trading”.
I neofiti, dopo qualche esperienza in “reale”, nella maggior parte dei casi si ritrovano nella seconda categoria, quella di coloro che non ottengono risultati.
Questo, se ci pensate bene, è quasi una conseguenza naturale: chi di voi ha ottenuto grandi successi nella vita o nel lavoro applicandosi poco e copiando qualche strategia qua e la? Immagino pochi.
Allora perché nel Forex le cose dovrebbero andare diversamente?
E’ vero, posso essere operativo in 5 minuti (come amano ripetere gli spot pubblicitari)… ma una cosa è essere operativo e un’altra è essere bravo a gestire l’operatività.
Per dirla in altri termini.
Posso salire in auto, mettermi al posto di guida e provare a partire…
– non avendo la patente e senza aver mai portato la macchina
– avendo la patente ma senza aver mai fatto pratica
– avendo la patente e avendo fatto molta pratica.
I risultati (o le conseguenze) saranno ben diverse a seconda dei casi.
E qui arriviamo alla terza categoria, quelli che… avendo fatto molta pratica… cominciano a raggiungere dei risultati e vogliono ottenerne di più, magari riducendo fattori importanti come stressrischio e tempo.
A questo punto la scelta è davvero vasta: se per avvicinarsi al mondo del trading il Forex può essere considerato un buon “apripista”, la strategia migliore per restarci è rappresentata dalla capacità di individuare quegli strumenti finanziari che più si adattano al nostro stile di trading.
Come anticipato, i mercati e gli strumenti sono tanti, ma senza fare lunghi e noiosi elenchi voglio focalizzare l’attenzione sul mercato che considero in antitesi col mondo del Forex: il mercato Obbligazionario.
Di cosa parliamo? Dell’insieme di scambi che interessa titoli di debito emessi da organismi pubblici e privati (aziende, banche).
Un mercato diverso, ma non per questo meno interessante: possiamo spostarci su questo mercato dopo le “delusioni” del Forex, oppure avvicinarci ad esso integrando la nostra operatività quotidiana.
Certo, dal punto di vista della liquidità il mercato valutario non è secondo a nessuno: la coppia euro-dollaro muove ogni giorno 3.000 miliardi di dollari (contro i 459 miliardi dell’obbligazionario).
Anche sul fronte della volatilità il Forex vince il confronto: un mercato più volatile consente ai trader di guadagnare di più (ma anche di perdere!)
C’è poi la reattività. Un concetto sicuramente importante. Un mercato reattivo subisce molto l’ influenza dei fattori esterni. Anche qui…. se vogliamo fare “trading sulla notizia”, il Forex vince ancora.
Ma la domanda è: vogliamo essere giornalmente impegnati su un mercato volatile, reattivo e liquido?
Se la risposta è no, allora possiamo scoprire, con molto meno stress ed apprensione, il mercato obbligazionario: bassa volatilità e bassa reattività non necessariamente sono fattori negativi.
L’unico elemento che influenza pesantemente questo mercato non riguarda l’economia “in generale”, ma lo stato di salute dell’ente che l’ha emesso.  C’è solo un parametro “macro” che ha potere sulle obbligazioni: il tasso di interesse di mercato (che è inversamente proporzionale al prezzo: è sufficiente sapere questo).
In definitiva, sia il Forex che le obbligazioni rappresentano delle buone alternative: la scelta spetta a noi…ed è una conseguenza delle nostre esigenze… e delle nostre esperienze di trading.
A presto.

Filippo Cossetti per itConsilium
Fonte: www.itconsilium.it

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