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mercoledì 2 marzo 2016

Oro, il momento della verità

Conclusa con successo una delle più classiche formazioni di accumulo sui minimi detta anche “tazza con manico” (cup and handle in inglese) il metallo giallo si trova ora in una pausa di consolidamento il cui esito determinerà l’andamento dei prossimi mesi.

 


Osservando il grafico, si può notare che le quotazioni giunte a ridosso dei 1.250 dollari l’oncia hanno trovato una forte resistenza ed hanno iniziato ad oscillare in un’ampia zona tra 1.200 e 1.250 dollari.
La formazione sviluppatasi è simile a un triangolo ascendente, il cui lato obliquo raccorda i minimi crescenti che si sono formati nel corso delle ultime due settimane di contrattazione.
È piuttosto probabile che nel corso delle prossime sedute assisteremo alla fuoriuscita da questa formazione triangolare con un forte movimento; talvolta in questo frangente si assiste a un falso movimento, che viene negato dopo un paio di sedute con un’inversione nella direzione opposta.
Ci troviamo comunque nel momento della verità, che deciderà le sorti del metallo prezioso nei prossimi mesi.
Statisticamente un triangolo ascendente dovrebbe preludere a un movimento rialzista, tuttavia la seduta di venerdì 26 febbraio si è sviluppata in modo contrastante, con forze ribassiste ben presenti e ritiratesi parzialmente prima del termine della seduta.
Un ulteriore elemento che potrebbe contribuire alla prosecuzione del rialzo è il definitivo incrocio rialzista della media mobile a 50 giorni su quella a 200 giorni; è il famoso “golden cross”, l’incrocio dorato atteso da molti investitori istituzionali per avviare gli acquisti.
In estrema sintesi se le quotazioni riusciranno a superare i 1.250 dollari l’oncia per dirigersi verso i 1.275 dollari prima e i 1.300 poi, potremo decretare definitivamente archiviato il lungo periodo di ribasso iniziato nel settembre del 2011.
Se invece le quotazioni dovessero tornare al di sotto di 1.200 è abbastanza probabile che tenderanno a provare la tenuta dei 1.175 dollari; la violazione al ribasso di questo livello cambierebbe completamento il quadro di fondo e si potrebbe ascrivere il rialzo di questo primo scorcio del 2016 come il consueto rally di inizio anno che abbiamo già visto nel 2014 e 2015.
Quali sono gli aspetti che potranno condizionare il futuro andamento dell’oro?
Dal punto di vista di domanda e offerta non si osserva ancora una sensibile diminuzione della produzione, mentre la domanda industriale resta flebile, con alcuni segnali di ripresa nella domanda da investimento.
Le banche centrali, soprattutto di Russia, Cina e Kazakistan, continuano con i loro acquisti che, seppur sostanziosi, non sono ancora in grado di porre in crisi di offerta il mercato.
Quindi la possibile spinta al rialzo potrà giungere solo per una rotazione di investimenti alla ricerca di un porto sicuro.



Il recupero di Wall Street e del dollaro non depongono a favore dell’oro; ma non dobbiamo dimenticare che i dati economici globali restano deboli e l’incognita Cina non è scomparsa del tutto dai radar.
Al tempo stesso, sulla Piazza di New York pesa la brutta chiusura della seduta di venerdì scorso (unashooting star, la stella cadente) e il fosco presagio delle medie 50/200 che hanno già formato un “death cross”, il famoso incrocio della morte che potrebbe favorire ulteriori ribassi.
Grande attenzione anche sulle decisioni della BCE del 10 marzo; Mario Draghi dovrà stupire e andare molto al di là delle aspettative del mercato.
Se l’espansione degli stimoli monetari fossero anche solo in linea con quanto il mercato sembra attendersi, le borse europee potrebbero riprendere il loro cammino ribassista e l’oro potrebbe catalizzare ulteriori acquisti.


Analisi a cura di Maurizio Mazziero
Fonte: www.mazzieroresearch.com

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