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mercoledì 2 marzo 2016

Obiettivo: dimenticare l’inverno

Il cambio di mese ha permesso ai mercati di voltare pagina e fornire finalmente quel chiaro segnale di inversione di breve periodo, che dovrebbe consentire un consistente recupero delle perdite accusate nei primi due mesi dell’anno.
Non che dall’economia reale siano venuti segnali particolarmente incoraggianti.
Anzi. I dati sugli indici PMI, che sono stati pubblicati in abbondanza negli ultimi giorni rivelano  un quadro piuttosto stagnante in Asia ed in marcato rallentamento in Cina; stagnazione anche in USA, con l’indice manifatturiero per il quarto mese consecutivo in territorio che segnala attese di contrazione; modesta e meno convinta crescita in Europa, con indici ancora sopra quota 50 ma sempre meno tonici.
Direi che i dati reali stanno confermando le preoccupazioni dei mercati circa il futuro della crescita globale.

Però probabilmente la sventola subita dai mercati tra nel primo mese e mezzo del 2016 scontava un percorso verso la recessione più rapido di quel che in realtà si sta osservando.
Inoltre il prezzo del petrolio sta mostrando la volontà di stabilizzarsi e persino di prendere in considerazione la possibilità di invertire la marcia di breve termine e recuperare parte del clamoroso calo che ormai dura da 20 mesi e lo ha portato a perdere il 70% del suo valore.
Infine, “last but non least” direbbero gli inglesi, si avvicina l’ennesimo colpo di bazooka che Draghi dovrebbe sparare la prossima settimana, che è stato anticipato dal taglio della riserva obbligatoria da parte della People Bank of China.

Le Banche Centrali potrebbero dunque nuovamente intervenire a favore dei mercati, mentre numerosi esponenti della Federal Reserve americana si stanno sprecando a lanciare messaggi rassicuranti che diffondono la sensazione che la FED non disturberà con rialzi dei tassi l’erogazione di Valium monetario da parte delle altre banche centrali.
Mettendo in fila tutti questi dati i mercati si sono convinti che ci sia un po’ di spazio di recupero per il mese in corso e ieri hanno fornito tutti segnali di inversione rialzista di breve termine.

Il petrolio non ha ancora trovato la forza per infrangere il livello di 34,80, ma sta continuando a premere e potrebbe farcela in questi giorni. L’indice USA SP500, dopo due false rotture venerdì e lunedì, ieri con un impetuoso +2,39% e chiusura sui massimi, è arrivato a 1.978, superando di slancio e finalmente con convinzione la barriera di 1.950.
L’obiettivo rialzista ora è assai ambizioso. Con il doppio minimo realizzato, ora l’indice incontrerà un ostacolo in area 2.000 punti e poi potrà puntare all’obiettivo finale di area 2.080, recuperando così tutta la scivolata di Gennaio.
Gli indici europei hanno tenuto botta e anch’essi hanno fornito segnali di inversione rialzista di breve.
Eurostoxx50 ha superato la resistenza di 2.940 ed è già approdato a 3.000, con possibilità di estensione del recupero fino all’area 3.060.

Anche il nostro Ftse-Mib ha superato l’ostacolo di 17.700 ed è approdato a 18.000. Ora il recupero potrebbe proseguire fino a 19.200.
La primavera fa così capolino in anticipo sui mercati finanziari. Il clima sembra essersi rasserenato e, se Draghi non lo guasterà mancando ancora una volta l’appuntamento tra le promesse ed i fatti concreti, potremmo vedere qualche germoglio.
Non è poco, dopo le gelate finanziare di gennaio.

Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

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