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venerdì 4 marzo 2016

Migliore ottava in cinque mesi per l'Asia ma Shenzhen perde il 2,91%


Quarta seduta di significativo recupero per i mercati dell'Asia, che mettono a segno la migliore settimana degli ultimi cinque mesi. Come giovedì i corsi sono stati spinti dai positivi dati macroeconomici in arrivo dagli Usa (in particolare per quanto riguarda l'occupazione) e dal rimbalzo delle materie prime, fattori che avevano già contribuito alla positiva seduta precedente per Wall Street.
Il petrolio, che aveva toccato i massimi di due mesi mercoledì, ha continuato a guadagnare portando a quasi il 7% il progresso nell'ottava. Il prezzo spot per il minerale di ferro con consegna immediata nel porto cinese di Tianjin era invece volato ai massimi di quattro mesi e mezzo giovedì. Il dollaro Usa, dopo essere volato ai massimi dell'ultimo mese nei confronti del paniere delle sei principali valute mercoledì, giovedì ha perso terreno e questo ha aiutato l'oro.

Il metallo prezioso scambia in moderato declino dopo avere toccato i massimi di 13 mesi sempre giovedì. Se giovedì a chiudere in negativo, seppure moderato, erano state le sole piazze di Shenzhen e Hong Kong, nell'ultima seduta dell'ottava insieme a Shenzhen (che crolla) in ribasso è anche Seoul: il Kospi ha perso infatti lo 0,13% al termine delle contrattazioni.
L'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, è in progresso di circa lo 0,60% ai massimi di quasi due mesi e si avvia a registrare un guadagno del 5,5% nell'ottava, migliore performance settimanale da ottobre.
A Tokyo, il Nikkei 225 dopo il guadagno dell'1,28% registrato giovedì ha chiuso l'ultima seduta con un progresso dello 0,32% (meglio ha fatto l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,46%).

Sale quindi al 5,1% l'incremento registrato nell'intera ottava. Sul fronte macro, in gennaio i salari medi totali sono cresciuti dello 0,4% su base annua in Giappone dopo essere rimasti invariati per i due mesi precedenti (il dato di dicembre è stato rivisto al ribasso rispetto allo 0,1% comunicato in precedenza) e in linea con le attese degli economisti.
I salari reali sono altresì cresciuti dello 0,4% dopo il declino dello 0,2% di dicembre e lo 0,2% di progresso del consensus. Migliore titolo della seduta a Tokyo è stato quello di Sharp, che ha guadagnato il 9,42% su indiscrezioni che le trattative per il takeover da parte di Hon Hai Precision Industry (l'azienda di Taiwan nota, e non sempre in positivo viste le polemiche sulle condizioni di lavoro nelle sue fabbriche cinesi, come Foxcon), bloccatesi settimana scorsa, potrebbero a breve portare a un accordo.
Moderato il progresso di Sydney: l'S&P/ASX 200 ha guadagnato infatti lo 0,18% a fronte di un dollaro australiano ancora vicino ai massimi di tre mesi segnati giovedì.

Nell'ottava l'apprezzamento della valuta, grazie anche all'impatto positivo derivante dal recupero dell'iron ore, è di oltre il 3% (migliore performance in cinque mesi). In Cina, lo Shanghai Composite ha chiuso con un progresso dello 0,50% mentre decisamente meglio ha fatto lo Shanghai Shenzhen Csi 300, apprezzatosi dell'1,16% al termine degli scambi.
In decisa controtendenza, invece, la seduta dello Shenzhen Composite, che chiude con un crollo del 2,91% le contrattazioni. Seduta positiva invece per Hong Kong: l'Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è infatti in progresso di oltre l'1% (migliore la performance dell'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che guadagna più del 2%).
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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