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martedì 29 marzo 2016

Mercati finanziari settimana 29 marzo

La settimana corta prefestiva termina con una diffusa ma non accentuata debolezza su gran parte degli indici e delle materie prime. Due i fattori principali che hanno per il momento rallentato il precedente rally: le dichiarazioni di alcuni esponenti della FED che affermano la possibilità un altro rialzo dei tassi già ad Aprile (dissociandosi di fatto dalle precedenti affermazioni della Yellen), ed un flusso di dati macro non esaltante, in primis gli indici PMI manifatturieri di Germania, Francia, Usa e Giappone, tutti sotto le attese.

Sui grafici hanno quindi tenuto i primi livelli di resistenza da tempo individuati, ma senza ancora fornire chiare indicazioni di fine corsa. Fase molto dubbia: potremmo essere vicini alla fine del rimbalzo (il trend negativo di medio periodo guida ancora-vere conferme con chiusure sotto i supporti) o potrebbe essere l’inizio di una pausa di assestamento prima di un ulteriore allungo (possibilità suggerita dagli oscillatori ancora orientati perlopiù al rialzo)

In fasi come questa, il suggerimento è di tentare acquisti preferibilmente dai supporti settimanali per operazioni di breve e con stop molto stretti. Possibile anche sulla forza, ma probabilmente con poco ulteriore spazio al rialzo.





Usa: La Fed continua con il gioco delle tre carte nella comunicazione sui tassi. L’impressione è che il tutto sia gestito a proposito, al fine di evitare eccessive fluttuazioni sui mercati, sia al rialzo che al ribasso (almeno fino alle elezioni di novembre?). Indice PMI a 51,4, poco sotto le attese ma per il momento sopra la soglia dei 50 punti. Sullo S&P 500 non è successo nulla che modifichi il quadro tecnico. 2000 e poi 1950 i più immediati supporti, 2080/2100 la resistenza più vicina





Europa: dopo il brusco affondo di inizio anno, rimane l’area con la minore forza relativa nel breve, mostrando la più evidente debolezza in settimana. Indice PMI manifatturiero tedesco al terzo mese consecutivo di declino ma sopra 50, lasciando aperto il dilemma: periodo di rallentamento o solo l’inizio di una fase veramente negativa?




Poche nuove indicazioni dal Dax, che fa in settimana nuovi massimi di periodo per poi ritracciare sul finale. Struttura grafica che rimane ribassista di medio periodo, ma con oscillatori che per ora non precludono ulteriori fasi rialziste. Segnali quindi contrastanti, tutti gli scenari aperti. 9500/9300 la prima area di supporto in caso di debolezza. 





Italia: con la recente negatività l’indice è già tornato in area supporti, tra 18.000 e 17.700. Per il momento rimane un indice da utilizzare per trading stretto (visto che tende ad amplificare i movimenti medi del mercato sia al rialzo che al ribasso), ma rimangono sempre intatti i dubbi sul fatto che questo sia il timing corretto per posizionamenti di più ampio respiro. 





Asia: indici misti in Asia, con poche variazioni rilevanti. Sul fronte dati macro da segnalare l’arretramento del PMI giapponese (spesso un buon anticipatore del PIL), tornato sotto la soglia dei 50 punti. Un dato che probabilmente non fa dormire sonni tranquilli alla BCE, impegnata in politiche monetarie ultra espansive come la banca centrale giapponese




Dagli indici un modesto progresso per Shangai (+0,8%), che fornisce un timido segnale rialzista di breve dopo il superamento di area 2940. Possibilità ora di raggiungimento del successivo livello di resistenza (area 3250), sulla tenuta in chiusura settimanale proprio di area 2940, ora primo supporto.






Metalli: le esternazioni della FED ridanno forza al dollaro ed indeboliscono le materie prime, soprattutto il comparto metalli, tutti in negativo. Oro in calo del 2,5%, per il momento non ancora minacciata la recente inversione rialzista. In caso di ulteriore debolezza, sempre fondamentale la tenuta di 1200 e poi eventualmente 1150 a sostenere il trend





Agricoli: deboli i coloniali (con l’eccezione del Cotone), rialzi in controtendenza per Frumento, Mais e Soia. Guardando a quest’ultima, prezzi in pressione su un primo livello di resistenza. In caso rottura rialzista, possibilità di raggiungimento del livello successivo, in area 985, resistenza statica e dinamica. Dopo la buona fase rialzista dei coloniali, non da escludere che sia ora il turno dei grains a dare qualche segno di vitalità dopo 4 anni di ribassi




Petrolio: prezzi fermi in chiusura, ma dopo aver fatto un massimo di periodo in zona 42$ , rispettando con precisione il primo livello di resistenza.  Credo che per avere ulteriori rilevanti aumenti (cioè oltre 45$), il prossimo meeting di Doha non possa limitarsi al solo congelamento della produzione.





Intanto lo stock di petrolio americano mostra un'altra settimana di forte aumento, segnando nuovi massimi storici. Il recente trend non è stato certo guidato dai fondamentali.






EUR-GBP: ancora senza chiari segnali di medio periodo per l’EUR-USD, torniamo sulla sterlina. Prezzi ancora in chiaro trend rialzista in avvicinamento ad un potenziale target di medio periodo, area 0,8. I fatti di Bruxelles hanno ridato probabilmente vigore allo schieramento “Si Brexit”, che rimane tuttora in svantaggio guardando questa volta alle quote degli scommettitori inglesi (Brexit pagata 2 a 1, quindi probabilità inferiore al 50%). Scommesse a parte, potrebbe essere una buona opportunità di medio periodo per vendere la coppia (=acquisto GBP), sui primi segnali di indebolimento e con stop sopra 0,8250. 





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Riccardo Zarfati
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Autore: Riccardo Zarfati

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