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lunedì 21 marzo 2016

Mercati finanziari e portafoglio ETF - settimana 21 marzo

La FED risponde a tono al super QE della BCE: non vengono alzati i tassi nella riunione di marzo (e questo era nelle attese), ma viene esplicitamente chiarito che i rialzi saranno al massimo 2 nel corso dell’anno, dai 4 precedentemente annunciati. Preoccupa di fatto il super dollaro e la fragilità dei mercati, si opta per un indirizzo monetario più accomodante.
 
La settimana vede quindi una sostanziale stabilità sui mercati azionari, con alcuni spunti positivi su USA e molti emergenti, spesso trainati dal buon recupero delle commodities. Restano un po’ al palo l’Europa ed il Giappone, ma senza fornire rilevanti segnali ribassisti.
 
Situazione che fondamentalmente non cambia su molti grafici rispetto alla scorsa settimana. In generale si rimane in prossimità di una prima rilevante area di resistenza e a questi livelli forse non conviene avventurarsi troppo al rialzo. 






Usa: continua la positività degli indici USA, in maniera regolare e senza strappi. Alcuni buoni dati macro sopra le attese (vendite al dettaglio, indice produzione Philadelfia) e la nuova versione-colomba della Yellen permettono la quinta settimana consecutiva di rialzo.  Confermato un potenziale target di 2080-2100 per questo movimento nel breve, limite che tiene attiva una configurazione ribassista sempre più dubbia. Prezzi ora sopra le medie mobili, peraltro non più inclinate al ribasso dopo questo prepotente rally.





Europa: bene la produzione industriale del mese, con un incremento (+2,1%) che non si vedeva da oltre 4 anni





Gli indici europei chiudono in debole negatività, con l’eccezione di Germania e UK. Dax sempre in zona resistenza, con impostazione tecnica che rimane immutata. Rimane attiva la possibilità di raggiungimento di area 10.200/10.300 nel breve, poi si vedrà. Da segnalare l’incrocio rialzista sull’MACD a supporto dello scenario





Italia: tra i più deboli in settimana, come i principali indici del sud Europa. Area 19.000 si conferma una prima area di resistenza, ma candela settimanale che non inficia possibilità di estensione rialzista. Probabile quindi che l’attacco sarà ritentato, con primo supporto rilevante a quota 18.000. Parametri tecnici (medie mobili e MACD) ancora orientati decisamente al ribasso. Struttura grafica complessiva che lo rende adatto al trading di breve, ma non vi sono ancora le condizioni per impostare posizionamenti di medio-lungo periodo. 




Asia: la banca centrale giapponese lascia invariati i tassi ed il programma di QE, e lo yen continua a rafforzarsi sui mercati (inficiando in parte l’impegno del governo). Indice Nikkei con chiusura in leggero indietreggiamento in settimana. Anche in questo caso debolezza ma non un chiaro segnale ribassista, almeno finché tiene area 16.500. Scenario di medio periodo non dissimile da quello italiano.




Spicca in positivo la Turchia, che rompe al rialzo la trendline decrescente, e imposta le basi per tentare una nuova inversione rialzista. Già +15% nel 2016, uno degli indici più brillanti quest’anno a livello mondiale. Ora ad 85.000 punti il prossimo ostacolo, una chiara resistenza statica.




Latina America: più diventano grossi i problemi brasiliani (ora alla ribalta anche sui quotidiani italiani), più sale l’indice Bovespa. Piuttosto anomalo per un indice passare poche settimane dall’ipervenduto all’ipercomprato sui grafici settimanali. Ora complicato prenderlo sulla forza (resistenza di medio periodo in area 52,500/53.000), un lecito tentativo sulla debolezza da area 45.000





Metalli: fermo l’Oro, interessante la figura tecnica dell’Argento, che sta disegnando una “cup&handle” (cioè una specie di tazza con minimo arrotondato e poi il manico), che ha implicazioni rialziste di medio periodo. Conferma alla rottura di 16,36, che potrebbe portare i prezzi in area 18,5


 


Agricoli: da segnalare un tentativo di inversione rialzista sullo zucchero, che supera il precedente massimo relativo e chiude la settimana su una chiara resistenza statica. Oltre questi valori spazio fino a 18.50, che potrebbe essere il target tecnico del movimento




Petrolio: quarta settimana di rialzo, cresce l’aspettativa di un qualche accordo più robusto tra i produttori nel prossimo meeting di Doha, il 17 aprile. Situazione fondamentale che non muta (scorte ancora in rialzo in settimana), sul fronte prezzi vengono toccati i 40 $, con chiusura appena sotto. In caso di ulteriori estensioni rialziste, 42$ e poi 45$ i prossimi livelli di riferimento. Credo poco probabile che si possa andare oltre nel breve.





Eur-Usd: euro in deciso rialzo in settimana (chiusura 1,1270) dopo le affermazioni della Yellen. Vediamo sotto il grafico a livello mensile, cercando nuovi indizi. Prezzi ora di nuovo verso la parte alta del range laterale (1,05/1,15) attivo da 12 mesi. In caso di superamento di 1,15 (in chiusura settimanale) si aprirebbe un target quantomeno in area 1,25 (cioè altre 10 figure, pari all’estensione dell’attuale trading range, nonché ex livello di supporto). A supporto dello scenario: RSI in divergenza rialzista ed MACD che questa settimana produce un incrocio rialzista. Ricordo anche che i minimi del dollaro (ad 1,57) coincidono proprio con l’inizio del QE americano, a fine 2008. Chissà che la storia non si ripeta: naturalmente dovremo avere dati macro in costante miglioramento per l’Europa, come è avvenuto per gli USA nel periodo 2009-2016 

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Riccardo Zarfati
?onehourtrading.info@gmail.com
Autore: Riccardo Zarfati

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