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lunedì 14 marzo 2016

Mercati asiatici in positivo. Rally per Shenzhen (+3,56%)


L'ottava sui mercati asiatici si apre come si era chiusa la precedente: in positivo. Dopo il balzo superiore al 3% segnato dalle principali piazze europee venerdì, e il guadagno comunque significativo con cui aveva chiuso Wall Street (il Nasdaq era stato il migliore tra gli indici Usa con un progresso dell'1,85%), l'Asia conferma la tendenza in crescita nell'inizio di una settimana che avrà le Banche centrali sotto i riflettori: martedì la Bank of Japan è attesa alla sua periodica pronuncia in tema di politiche monetarie, mentre mercoledì e giovedì sarà il turno, rispettivamente, di Federal Reserve Usa e Bank of England.

Intanto, il petrolio perde in minima parte quanto guadagnato la scorsa ottava, con il Wti volato ai massimi da inizio 2016 (e mettendo a segno la quarta settimana consecutiva di progresso), dopo che venerdì l'International Energy Agency si era espressa dichiarando che il mercato del greggio aveva ormai toccato il fondo.
Sul fronte valutario, l'euro si è moderatamente apprezzato dopo essere scivolato ai minimi settimana scorsa in seguito alle nuove misure annunciate dalla Banca centrale europea. Il dollaro è invece sostanzialmente invariato nei confronti del paniere delle sei principali valute e ha perso marginalmente sullo yen giapponese.

Complessivamente la seduta è quindi positiva per i mercati d'Oriente, con l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, in progresso di circa lo 0,80% che è praticamente quanto guadagnato nell'intera scorsa ottava condizionata soprattutto dalla volatilità delle piazze cinesi.
La nuova seduta è invece più che positiva per Shanghai e, soprattutto, Shenzhen, nonostante il deludente dato sulla produzione industriale diffuso nel weekend dall'Ufficio nazionale di statistica di Pechino.

Nel periodo gennaio-febbraio (abitualmente accorpato per evitare le distorsioni dovute alle festività lunghe una settimana del Capodanno lunare), la produzione industriale è infatti cresciuta del 5,4% su base annua contro il 5,9% di dicembre e sotto al 5,6% del consensus del Wall Street Journal.
Sotto alle attese anche le vendite retail, cresciute del 10,2% nei due mesi contro il 10,8% del consensus. A fine seduta, comunque, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno guadagnato l'1,75% e l'1,57% rispettivamente. Ma la migliore performance della regione è dello Shenzhen Composite, che chiude in rally del 3,56% dopo essere stata la piazza più colpita dalle vendite nella precedente ottava.

Avvicinandosi alla chiusura anche Hong Kong è in positivo: l'Hang Seng è infatti in progresso di oltre l'1% (ed è superiore all'1,50% l'apprezzamento dell'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China).
La giornata si era aperta con il significativo apprezzamendo di Tokyo, grazie tra l'altro al guadagno del 5,20% registrato dal colosso della grande distribuzione Fast Retailing, uno dei titoli di maggiore peso sull'indice nipponico delle blue chip.

A fine seduta il Nikkei 225 ha segnato un guadagno dell'1,74% (leggermente peggio ha fatto l'indice più ampio Topix, in crescita dell'1,52%). Sul fronte macro in gennaio gli ordinativi di macchinari industriali core (escludendo cioè quelli per la generazione elettrica e quelli navali) in Giappone hanno segnato un balzo del 15% su base sequenziale dopo il progresso del 4,2% di dicembre (e il crollo del 14,4% in novembre).
Il dato è anche ampiamente superiore al 3,0% di crescita del consensus. In positivo, ma con un tono decisamente più moderato, le performance di Sydney e, soprattutto, Seoul: S&P/ASX 200 e Kospi hanno infatti guadagnato lo 0,37% e lo 0,04% rispettivamente.
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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