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mercoledì 30 marzo 2016

L'Europa cavalca le buone notizie dagli Usa. Bene Milano


Ancora una seduta in rosso per la piazza azionaria giapponese che anche oggi ha terminato gli scambi in calo, con una flessione più accentuata rispetto a quella della vigilia. L'indice Nikkei 225 ha ceduto l'1,31%, per nulla aiutato dalla buona chiusura di Wall Street, alimentata a sua volta dai toni da colomba usati ieri dalla Yellen.
Anzi proprio le dichiarazioni rilasciate dal numero uno della Fed hanno spinto al ribasso il dollaro nei confronti dello yen, il cui apprezzamento pesa sulle aziende esportatrici giapponesi.


A penalizzare l'azionario nipponico sono state anche le deludenti indicazioni arrivate dal fronte macro, visto che in Giappone la produzione industriale ha evidenziato una variazione negativa del 6,2%, mentre le attese erano per una flessione del 6%.
In positivo le Borse europee che da subito hanno catalizzato l'attenzione degli acquirenti, tanto che il Cac40 e il Ftse100 salgono rispettivamente dell'1,57% e dell'1,5%, tallonati dal Dax30 che guadagna l'1,47%.

Sul fronte macro si segnala che in Europa è stato diffuso il dato finale dell'indice relativo alla fiducia dei consumatori che a marzo è rimasto invariato a -9,7 punti, in linea con le attese.
L'indice sulla fiducia economica è invece sceso da 103,9 a 103 punti, a fronte della previsione di un'indicazione pari a 103,8 punti.

Sempre in Europa l'indice riguardante la fiducia delle imprese a marzo è stato pari a -4,2 punti, in lieve calo rispetto alla lettura precedente rivista da -4,4 a -4,1 punti, mentre le stime erano per un'indicazione pari a -4,3 punti.
Infine, l'indice che misura la fiducia sui servizi nell'area euro a marzo è sceso a 9,6 punti rispetto alla lettura precedente rivista al rialzo da 10,6 a 10,8 punti, mentre le attese erano per un rialzo a 10,8 punti.
Ben intonata anche Piazza Affari dove il Ftse Mib si presenta appena sopra quota 18.400, con un vantaggio dell'1,39%.


Tra le poche blue chips in controtendenza segnaliamo alcuni bancari e si tratta di Unicredit che perde l'1,18%, seguito da Ubi Banca e Banca Monte Paschi che scendono dello 0,85% e dello 0,56%, mentre Intesa Sanpaolo limita le perdite allo 0,25%, malgrado gli analisti di Rbc abbiano confermato la raccomandazione "outperform", tagliando il prezzo obiettivo da 3,7 a 3,5 euro.

In positivo gli altri bancari con Banca popolare dell'Emilia Romagna in ascesa del 2,43%, seguito da Mediobanca che sale dell'1,62%, mentre Banca Popolare di Milano e Banco Popolare guadagnano entrambi circa un punto percentuale.
Tra le blue chips più gettonate dagli acquisti troviamo Mediaset ed Exor, in rally di oltre il 4%, insieme a Saipem che recupera circa quattro punti percentuali.

Nel settore oil bene anche Tenaris ed ENI che avanzano rispettivamente dello 3,14% e del 2,74%.   
Acquisti su Telecom Italia che sale del 3% in attesa di novità sulla nomina del nuovo AD, carica per la quale sarebbe ancora in pole position Flavio Cattaneo.
Sul fronte macro Usa oltre all'indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari, si segnala la stima ADP che con riferimento al mese di marzo dovrebbe consegnare un saldo positivo di 190mila unità, in frenata rispetto alle 214mila precedenti.
Nel pomeriggio è atteso il consueto report settimanale sulle scorte strategiche di petrolio che sarà diffuso dal Dipartimento dell'energia.

Da segnalare un discorso di Charles Evans, presidente della Fed di Chicago. 

Dopo la chiusura di Wall Street si guarderà ai risultati degli ultimi tre mesi di Micron Technology dai quali ci si attende una perdita per azione di 0,08 dollari.
Fonte: News Trend Online

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