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mercoledì 30 marzo 2016

La vitalità subisce una battuta d'arresto


La vitalità sperimentata nella prima metà di marzo subisce una battuta d'arresto. I principali indici mondiali fanno registrare un ripiegamento più o meno vistoso, con le eccezioni isolate di alcuni listini asiatici. Piazza Affari cede il 2.4% e viola il long stop giornaliero, per la prima volta dal minimo di febbraio. Più tonica la borsa americana, che su quel supporto abbozza un rimbalzo, pur nell'esiguità degli scambi pasquali. In questo caso gioca decisamente a favore la posizione del CESI (Citi Economic Surprise Index): che pur restando negativo, si attesta sui livelli relativamente più elevati fra tutte le economie mondiali.

L'idea di fondo resta la stessa: i mercati si sono spinti un po' troppo oltre, rispetto al sentiero di recupero ideale, e adesso stanno cercando un nuovo equilibrio, che contempla nei giorni a venire quotazioni più basse. Ma il picco di questa fase correttiva non è ancora stato raggiunto, e restano ferme le indicazioni della mappa previsionale a proposito della tempistica del massimo di questo rally.

Un aspetto suggestivo è offerto dalla stagionalità: lo S&P500 ha sempre perso terreno nella settimana conclusiva degli ultimi sette trimestri; in media, di poco più dell'un percento. Un dato che si lega bene alla posizione dell'ampiezza di mercato: a giovedì, praticamente la metà delle azioni del MSCI Euro si collocava al di sopra della propria media mobile a 50 giorni, come si può notare. Un dato più tiepido rispetto a quello, surriscaldato, che di recente ha indotto il ridimensionamento delle piazze azionarie europee.

Idealmente, la partecipazione all'uptrend potrebbe ridimensionarsi ulteriormente, nei prossimi giorni, prima che il mercato sia pronto a ripartire.


Gaetano Evangelista
www.ageitalia.net
Autore: Gaetano Evangelista

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