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martedì 1 marzo 2016

JP Morgan difende le banche italiane


Ultimamente sul settore del credito europeo si è abbattuta la classica tempesta perfetta nata paradossalmente anche dalle buone intenzioni della Bce di voler mettere in sicurezza il settre con stress test e adeguate coperture sul capitale delle banche stesse, riforme sulle piccole realtà e un monitoraggio costante sul quadro generale.

La buona volontà contro la forza della crisi

In parallelo però la crisi ha creato un blocco dei prestiti e una reticenza da parte degli istituti a farne degli altri dal momento che loro stessi erano (e sono ancora adesso) in pieno combattimento contro le sofferenze e gli incagli. 
A livello mondiale, poi, le cose non sembrano andare meglio: reduci dal tifone che a suo tempo, 8 anni fa, scatenò la più grande crisi della storia economica, le banche statunitensi adesso devono cercare di arginare i pericoli derivanti dal crollo del petrolio e dalle sofferenze derivanti dalle perdite per i sempre più numerosi casi di default presenti e in arrivo.

Una possibilità che continua ad allarmare anche gli esperti di JP Morgan visto che per loro il tasso di fallimento per le società legate al petrolio potrebbe toccare anche il 20% con indubbie conseguenze sul fronte del segmento high yield sul quale è bene usare molta cautela.
Volendo puntare all’alto rendimento meglio guardare, stando a JP Morgan, all’Europa dove si potrà contare su un numero inferiore (6% contro il 9% statunitense) ma con una qualità degli emittenti migliore. 

Il fattore petrolio

Gli esperti, infatti, fanno notare come il reale stato delle esposizioni sul settore petrolifero da parte delle banche globali sia ancora non molto chiaro; a questo si aggiunge anche il fatto che l’intera economia statunitense sta rallentando.

A prescindere dalle valutazioni che in passato possono essere state ottimiste o meno, resta il fatto che la locomotiva del mondo non può più fregiarsi di un titolo che per il momento non sembra spettare a nessuno. 
Di fronte a questo scenario JP Morgan pur non facendo nomi ammette di avere posizioni sulle banche italiane e, nello specifico, quelle di migliore qualità.
Buone notizie, dunque per il fronte del credito ma anche in questo caso è bene non nutrire false speranze e restare realisti: l’economia globale è debole e una scommessa di questo tipo è inevitabilmente soggetta ad alcune clausole, prima fra tutti quella di una recessione ancora lontana.

Da qualche tempo, infatti, i timori di un passo indietro dell’economia globale stanno serpeggiando tra gli investitori e anche tra le grandi banche, spaventate da una volatilità che fa apparire le borse mondiali come tante barchette in fase di beccheggio.

Da JP Morgan tendono a rassicurare su questo fronte e parlano di uno scenario recessivo ancora improbabile per almeno sei mesi.   
Fonte: News Trend Online

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