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giovedì 3 marzo 2016

Giornata di consolidamento sui mercati azionari


Ieri la seduta a Wall Street è  finita in gloria (S&P 500 +2.4%), col brillante superamento del livello chiave di 1950 e della media mobile a 50 giorni. Alla base del  movimento, presumibilmente 2 fattori: il brusco rientro delle  attese di rallentamento fiorite a gennaio, visto  che perfino il vituperato manifatturiero da segnali di risveglio, e il posizionamento alquanto difensivo  con cui il mercato è giunto sulla rottura tecnica, convinto che il  rally avesse vita breve.
Che il mercato  sia  “scarico, lo  si nota dal  fatto che non reagisce al  rimbalzo dei rendimenti, ne alla  forza del  $.

E non sembra preoccupato che il miglioramento del  quadro macro riporti d’attualità rialzi dei tassi da parte della  FED in tempi brevi, anche se in questo ha forse giocato la  recente retorica accondiscendente di Dudley ed altri membri FED.
Il movimento era troppo forte perchè l’Asia lo snobbasse stanotte.
E cosi finalmente abbiamo avuto una performance convincente da parte dei principali indici, Sugli scudi finalmente Tokyo, favorita da uno Yen in calo vs $, e  Shanghai, cui il  downgrade dell’outlook ad opera di Moodys non ha fatto nemmeno vento. Sabato parte il Congresso Nazionale del  partito  e  le  orecchie sono tese per capire  se,  dopo l’easing monetario di lunedi, è  in arrivo  anche dello stimolo fiscale  extra.

 Vedremo la  prossima  settimana che aria tira,  ma negli ultimi giorni le  indiscrezioni di un incremento del budget si sono intensificate.
L’Azionario europeo è partito nuovamente  di  slancio,  ma un rally di oltre 5 punti percentuali in 48 ore era difficile  da  sostenere per l’Eurostoxx, e  cosi, in assenza di dati, è partita una fase di consolidamento fisiologica.
Di grande interesse il discorso  di Coeure al Finance Day di Francoforte.

Il Membro del Board ECB ha dedicato  un ampia parte di esso  al  settore  bancario, dichiarando tra l’altro  che:
  • l’ECB è conscia che l’utilizzo di tassi negativi ha alimentato  timori che questi penalizzino il business bancario, e  sta  studiando  attentamente le  esperienze di altre giurisdizioni, allo scopo di mitigare quest’effetto.
  • l’Euro area ha urgente bisogno di  un’accelerazione della crescita,  per abbassare la  disoccupazione, ridurre il debito e permettere all’inflazione di tornare a target.

    Incertezze nel settore finanziario costituiscono un ostacolo a quel percorso. Autorità monetarie e banche devono collaborare a rendere il  settore in grado  di finanziare la  ripresa,  e  devono farlo  subito.
Queste dichiarazioni hanno immancabilmente alimentato attese di un occhio di riguardo per il settore da  parte dell’ ECB tra una settimana, e cosi l’Eurostoxx banks ha preso il  volo, outperformando l’indice generale durante tutta la seduta (+4.17% finale).
A metà giornata,  l’ADP survey ha a sua volta sorpreso  in positivo segnalando 214.000 nuovi occupati per il  settore privato  a febbraio, contro attese per 190.000.

La nota accompagnatoria suggerisce che la  crescita  occupazionale US resta robusta in tutti i settori tranne Energy e manifatturiero, e il  pieno impiego si avvicina rapidamente.
A meta pomeriggio, la pubblicazione delle scorte EIA di petrolio ha causato  i consueti brividi.
Il  dato  API ieri sera aveva anticipato un numero forte, ma  i 10.3 milioni di barili di accumulo settimanale  restano tanti sotto tutti i punti di vista. In linea col consenso il calo di 1.4 milioni di carburante mentre i distillati sono saliti di 2 milioni contro attese di discesa.

Unico aspetto  positivo  il calo della produzione US, il  sesto  a fila,  che porta l’output sotto  i minimi del 2015, al  livello di novembre 2014.
Sul dato,  l’oil ha buttato giù un paio di punti percentuali,  ma li ha sorprendentemente  recuperati in breve tempo, e,  al momento, oscilla  sui livelli pre dato a dimostrazione che un sentiment anche qui mutato, ed impermeabile  alle bad news.
Con le  scorte  alle  spalle, nulla  poteva impedire a all’Europa di chiudere positiva per la  quinta seduta consecutiva, un record, specie per i tempi.

Col movimento  odierno l’Eurostoxx si mette alle spalle  anche la media a 50 giorni, anche se non è ancora fuori dalla congestione in area 2960-3050, range di fine gennaio. Wall Street, che oggi non ha ancora deciso il  suo fato, incontra il  primo ostacolo decente in area 2000 di S&P 500.
Alla lista di  asset in risk appetite mood illustrata ieri oggi si sono infine aggiunte anche le  aspettative di inflazione europee, col  5y forward tornato sopra 1.40% e l’inflation swap a 10 anni ben sopra l’1%.

Inevitabilmente pesante il long end europeo, con il precipitoso smontamento dei flattening (trade volti a trarre profitto da un appiattimento della curva). Prese di beneficio anche sui periferici.
Autore: Giuseppe Sersale Fonte: News Trend Online

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