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giovedì 31 marzo 2016

Diffuse anomalie intermarket meritevoli di approfondimento


Negli ultimi due mesi l'indice Eurostoxx50, per una volta, si è comportato in modo esemplare dal punto di vista tecnico. All'inizio di febbraio la discesa è terminata a ridosso dell'elegante proiezione fra 2660 e 2690 punti: qui, come si ricorderà, il ribasso eguagliava in estensione la discesa del 2011, fra le altre cose.

Puntuale la reazione, che alcuni giorni fa ha condotto l'indice a ridosso del primo target di questo rally correttivo: a 3100 punti, il rimbalzo ritraccia al contempo il 38.2% di tutta la discesa, e la metà del ribasso dal massimo inferiore di dicembre. Verosimilmente, il contenimento dovrebbe rivelarsi temporaneo: una volta smaltiti gli eccessi di breve periodo accumulatisi, il benchmark dei listini europei dovrebbe spingersi verso la successiva proiezione, raffigurata nel rapporto di oggi, prima di completare il processo correttivo; idealmente, in coincidenza con le prescrizioni temporali della nostra mappa previsionale.


Ciò non toglie che incomincino a manifestarsi alcune significative divergenze a livello intermarket che sarà opportuno incominciare a monitorare da vicino: la volatilità delle borse europee (VStoxx) risulta eccezionalmente superiore a quella della borsa americana (VIX), a sua volta anomalmente distante dalla volatilità storica, come rilevato ieri; la vitalità dell'Euro/Dollaro è inspiegabile, sulla base del mero differenziale dei tassi di interesse; e la forza dello S&P500 non trova adesso riscontro nella ritrovata debolezza del petrolio.

Sono anomalie che meritano il giusto approfondimento, su cui ci soffermiamo oggi. Ciò non toglie che questa sera celebreremo un recupero strepitoso da parte dello S&P, che poche settimane fa denunciava una perdita infra-annuale a doppia cifra: basterà per indurre il modello di asset allocation a rivedere la sua impostazione cauta?


Gaetano Evangelista
www.ageitalia.net

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