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giovedì 10 marzo 2016

Bond News: Euromacro


Molto interessanti le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata.
In Germania il surplus della bilancia commerciale a gennaio si e' attestato a 18,9 miliardi di euro, dai 20,3 di dicembre, risultando inferiore anche alle attese degli economisti, che avevano previsto un avanzo pari a 19,6 miliardi di euro.
L'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha inoltre riportato che le esportazioni sono diminuite dello 0,5% rispetto a gennaio 2015 e le importazioni sono invece cresciute dell'1,2% nello stesso periodo.
In Francia l'Insee ha reso noto che la produzione industriale nel mese di gennaio è cresciuta dell'1,3% rispetto al mese precedente, invertendo il trend al ribasso delle ultime rilevazioni.

Gli analisti si aspettavano un incremento dello 0,8% del valore della produzione.
In Spagna a gennaio le vendite al dettaglio sono aumentante del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2015, al di sopra del consensus fissato al +2,9%. Nel mese di dicembre le vendite al dettaglio erano risultate in crescita del 2,7% a/a.
L'Istat rende noto che il tasso di disoccupazione è salito a gennaio all'11,5%.
I segnali di progressivo rallentamento della crescita congiunturale del Pil avviatasi all'inizio dell'anno sono confermati nell'ultimo trimestre del 2015. La pur debole dinamica positiva ha condotto comunque ad un'ulteriore risalita del tasso di crescita tendenziale, passato a +1,0% da +0,8% del terzo trimestre e +0,6% del secondo.

Tale risultato è accompagnato da un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, rilevato da gran parte degli indicatori, con aumenti congiunturali sia dell'input di lavoro impiegato, sia del tasso di occupazione. Un tratto caratteristico di questa fase congiunturale è la divaricazione tra l'andamento positivo dell'occupazione dipendente e la debolezza persistente di quella indipendente; inoltre, all'interno del lavoro dipendente, cresce in misura significativa l'occupazione a tempo indeterminato, in un contesto di progressiva estensione della ripresa della domanda di lavoro anche da parte dell'industria dopo la forte ripresa già registrata nel settore dei servizi.Nel quarto trimestre 2015 l'occupazione risulta stabile, dopo la crescita nei due trimestri precedenti.

L'aumento tendenziale dell'occupazione registrato nel quarto trimestre (+184 mila) è dovuto quasi esclusivamente agli uomini e risulta trainato dai lavoratori dipendenti, cresciuti di 298 mila unità, in gran parte a tempo indeterminato (+207 mila) e, tra i dipendenti a termine, dall'incremento di quanti hanno un lavoro di durata non superiore a sei mesi.
Accanto alla risalita degli occupati a tempo pieno, l'aumento del lavoro a tempo parziale coinvolge soprattutto quello di tipo volontario. La crescita è robusta nei settori dei servizi e, per la prima volta dal secondo trimestre del 2008, torna anche nell'industria.
La Banca centrale europea ha tagliato i tassi di 5 punti base allo 0% ed ha ampliato il programma di acquisto di asset a 80 miliardi di euro al mese.

Abbassati anche il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale allo 0,25% (-0,05%) e quello sui depositi a -0,40% (-0,10%).
Qe potenziato fino a 80 miliardi di euro previsto fino al marzo 2017 "e oltre se necessario". Lo ha specificato il presidente della Bce Mario Draghi durante la conferenza stampa in corso specificando che è stata allargata la platea dei titoli oggetto degli acquisti.
La dinamica dei prezzi potrebbe portare a variazioni minime o anche negative nei prossimi mesi principalmente a seguito degli effetti dei prezzi del petrolio.

Si tratta di effetti "inevitabili", ha confermato Mario Draghi numero uno della Bce durante la conferenza stampa di oggi. Successivamente gli effetti delle decisioni di politica monetaria dovrebbero comunque supportare un recupero delle spinte inflattive.
Le proiezioni dello staff macroeconomico della Bce stimano un'inflazione allo 0,1% per il 2016, all'1,3% nel 2017 e all'1,6% nel 2018.
Le previsioni di marzo dello staff macroeconomico della Bce indicano per il 2016 una crescita del Pil dell'1,4%, per il 2017 è atteso un +1,7% del Prodotto Interno Lordo dell'Eurozona e per il 2018 un incremento dell'1,8 per cento.

Le revisioni implicano una lieve revisione al ribasso dalle stime di dicembre, quando erano attesi in ordine incrementi del Pil dell'1,5% per il 2015, dell'1,7% per il 2016 e dell'1,9% per il 2017.
Rimarremo bassi, molto bassi per un lungo periodo. Al contempo manterremo gli acquisti di asset.
Lo ha ribadito Mario Draghi (Bce) durante la conferenza stampa di oggi.
Aste in Europa:
- Il Tesoro ha collocato 6,0 miliardi di euro di Bot a 12 mesi (Isin IT0005162620) con rendimento a -0,068%, in calo di 4 punti base dall'asta del 10 febbraio scorso. Buona la domanda con un bid to cover a 1,66.
Aumentano i depositi overnight presso la Bce.

L'ultima rilevazione giornaliera indica che i depositi di breve delle banche europee presso la Banca centrale europea ammontano a 251.105 miliardi di euro, dai 249.563 milioni della lettura precedente. Salgono a 30 milioni di euro i prestiti marginali dai precedenti 22 milioni di euro.
Spread BTP/Bund a 115 punti base nel pomeriggio.
Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni si attesta all'1,38%.
Volatilità elevata sui future sui titoli di Stato tedeschi. Il Bund future di giugno sale a 162,31 (+0,06%) punti ed il Bobl future si attesta a 130,78 (-0,30%) punti.
(CC)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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