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giovedì 24 marzo 2016

Attività ridotte a causa delle feste


Il clima vacanziero si sta progressivamente impadronendo dei mercati. Per esempio, i volumi sui future più utilizzati sul mercato azionario US (i miniS&P) degli ultimi 2 giorni si collocano ai minimi del  2016.
Su queste basi, la seduta asiatica ha offerto pochi spunti, e i principali indici mostrano variazioni modeste, per lo più in negativo.
Il governatore della Bank of Japan Kuroda ha indirettamente raffreddato le attese di rinvio del  rialzo dell’ IVA, sostenendo che è improbabile che questo causi un impatto duraturo sul ciclo. Ciò può aver fornito la scusa per un consolidamento del rialzo di ieri. A mercati chiusi, il Governo giapponese ha downgradato il proprio scenario macro, riconoscendo il recente rallentamento, dovuto ad un calo di consumi e profitti aziendali.

Ha però sottolineato l’accelerazione degli investimenti. L’impatto si è visto sullo yen.
Alcuni funzionari del SAFE ( State Administration of Foreign Exchange ) hanno dichiarato che a marzo i deflussi di capitale dalla Cina si sono ulteriorimente calmati. La notizia può aver offerto qualche supporto all’azionario locale, unico a chiudere in positivo tra i principali indici dell’area asiatica.
La cosa non ha però  impedito allo yuan di indebolirsi in giornata.
La seduta europea ha avuto un esordio sorprendentemente buono, con gli indici rapidi a  portarsi nella parte alta del recente range, in un contesto di attività rarefatta. Difficile indicare un catalyst preciso per la forza del mercato.
A metà giornata, cosi come era arrivato, il risk appetite si è  dileguato.
Tra i motivi inserirei l’intervista di Bullard, il quinto membro FED in questa settimana (dopo Williams, Lockhart, Evans e Harker) a mostrare un impostazione relativamente meno accomodante rispetto al recente FOMC.

Il presidente della Fed di St Louis, noto per la variabilità delle sue opinioni, ma membro votante quest’anno, è arrivato a dichiarare che con un altro buon labour market report, un rialzo ad aprile non è da escludere.
A una settimana di distanza da un FOMC da tutti definito “estremamente dovish” queste sortite risultano un po’ sorprendenti.
Normale che il mercato ne risulti un po’ infastidito, come si nota dalla correzione delle commodities, favorita anche da scorte di greggio in salita (anche se i carburanti e la produzione scendono), e dal recupero del dollar index.
Personalmente, osservo che spesso si assiste a correzioni di tiro a suon di retorica, quando non solo il FOMC, ma anche il Governing Council ECB e altri committee monetari si rendono conto che l’interpretazione data alle loro decisioni e comunicazioni eccede in un senso o nell’altro.

In questo caso, può essere che l’obiettivo delle esternazioni a raffica sia quello di preservarsi la possibilità di alzare i tassi almeno un paio di volte quest’anno. Tra l’altro, se questo è l’obiettivo FED, con le presidenziali in autunno,  non c’è troppo tempo da perdere, visto che normalmente la FED si astiene dal muoversi nell’ultimo trimestre degli anni elettorali.
Come noto, di sti tempi i rialzi a  sorpresa non vanno di moda.

E il mercato al momento sconta solo un 40% di probabilità di una mossa a giugno, e il 50% a luglio.
Se non altro ciò restituirà un po di forza al $/€, con gioia dell’ECB.
A parte ciò, con Pasqua alle porte, non mi sorprende più di tanto che compaia qualche presa di beneficio, sugli asset che hanno performato meglio.
DB segnala che il lungo su MSCI emerging future è ai massimi da un anno, e quello su oil future ai massimi da autunno scorso. Ovviamente si tratta di indicazioni tattiche. Dubito fortemente che il mercato sia strategicamente lungo di emergenti, anzi ritengo che questi siano totalmente assenti dai portafogli di molti investitori istituzionali non dedicati.

Ma sono proprio le posizioni tattiche a venir smontate prima delle feste.
Sul fronte tecnico, l’S&P 500 ha spazio per correggere fino in area 2000, dove incontra il primo supporto serio (ex resistenza). poco sopra c’è anche la media mobile a 200 giorni. Un raffronto con gli altri 2 movimenti simili (il rimbalzo di ottobre 2014 e quello di ottobre 2015) indicherebbe un movimento correttivo del 4/5% (area 1960), 2 punti sotto la resistenza indicata.
Autore: Giuseppe Sersale Fonte: News Trend Online

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