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martedì 22 marzo 2016

3 sirene alle quali è meglio resistere


A volte un’azione può sembrare un’occasione ma altrettanto spesso rischia di rivelarsi un errore. Secondo gli esperti di Fool esistono 3 casi eclatanti che lo dimostrano

PDL Biopharm (NASDAQ: PDLI)

Chi ama i dividendi potrebbe essere affascinato da un nome come PDL Biopharm proprio in virtù di quel dividend yield del 6% ma a ben guardare sarebbe meglio starne alla larga.
Il motivo è semplice: stando all’analisi di Todd Campbell, l’80% delle entrate dell’azienda deriva da brevetti attualmente scaduti o in fase di scadenza il che fa presupporre che presto quello delle entrate sarà un problema che i vertici dovranno affrontare.

Magari proprio nel primo trimestre del 2016 per riuscire a reggere il generoso premio. Una nuova fonte interessante di crescita per Pdl Biopharma potrebbe essere, continua il report, il settore degli emergenti ma allo stato attuale è ancora presto per riuscire ad esserne certi e a individuare in questa voce una solida base d’appoggio per la società.
Meglio dunque aspettare che il panorama si stabilizzi.

American Express (NYSE: AXP)

American Express  dopo un forte calo registrato nell’ultimo anno è ancora in cerca di una ripresa, tanto che, come afferma Dan Caplinger, il titolo è stato uno dei meno efficienti del Dow Jones Industrials nel 2015, con un calo superiore al 25%.

Punto a favore, ma solo in apparenza, per la società da sempre status symbol e sinonimo di ricchezza, è la situazione economica degli Stati Uniti ancora molto attivi sul fronte del pagamento elettronico. Ma tutto questo ancora non basta per mantenere un’appetibilità che, adesso, sembra diminuire.
A parte lo spettro di una recessione economica che da più parti è agitato come prossimo protagonista, non certo gradito, l’azienda si trova nella necessità di far quadrare i conti e per farlo American Express non esita a procedere sulla strada dei tagli alla spesa in modo da migliorare la redditività minacciata dal pericolo di una contrazione in arrivo.

Ambarella (NASDAQ: AMBA)

Il titolo è stata protagonista di un vero e proprio crollo che ha portato le azioni dal picco dei precedenti 130 dollari dell'anno scorso, a poco più degli attuali 39, un elemento che potrebbe ingannare più di un investitore e spingerlo a voler tentare l’acquisto.

Ma Evan Niu sconsiglia vivamente di guardare alla società di produzione ed elaborazione video per una serie di motivi: il suo stretto legame con l’altro fiore all’occhiello della tecnologia video e cioè GoPro (NASDAQ: GPRO) è allo stesso tempo sia un bene che un male.
Per quanto possa assicurare un punto di vantaggio in un mercato in cui la ricerca e l’innovazione sono carte vincenti,  si tratta comunque di un mercato altamente saturo (con concorrenti molto agguerriti) e ancora di più pericolosamente di nicchia vista l’entrata in scena della tecnologia dei droni i quali hanno conquistato l’opinione pubblica per la loro popolarità ma, di fatto, possono vantare pochi clienti al di fuori degli operatori specializzati.

Il giudizio finale per il titolo è uno solo: difficile vedere eventuali catalizzatori positivi significativi per Ambarella all'orizzonte.


Fonte: News Trend Online

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