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giovedì 17 marzo 2016

3 dividendi che offrono stabilità e consistenza


Investire in borsa è, per antonomasia, una delle attività più incerte che ci siano. Eppure, paradossalmente, per farla occorre partire da una base certa: la presenza di soldi. Per questo motivo, a meno che non si disponga di un lavoro ben pagato e che assicuri introiti garantiti e ampi ogni mese, un piccolo aiuto può arrivare dai dividendi delle azioni, o almeno da quelli che, per struttura, sono comparabili ad una (quasi) certezza.


Philip Morris International (PM)

Philip Morris vanta una capitalizzazione di quasi 150 miliardi di dollari, rendimenti da dividendi al 4,2%e un aumento della cedola per 46 anni consecutivi.

Un biglietto da visita molto interessante se a questo si aggiunge, come ricorda Ben Reynolds anche il fatto che PM copre il 28,7% della quota del mercato mondiale (Cina e Usa esclusi).
In realtà la reputazione delle società che vendono fumo è in declino per ovvi motivi ma in questa situazione PM registra un aumento della sua quota di mercato, quindi un andamento in controtendenza. Dopo un 2015 che ha decretato una crescita degli utili del 12% le aspettative per il 2106 restano sullo stesso piano il che rende il business di PM un affare interessante per chi guarda al dividendo.

Intanto gli investitori possono sfruttare i benefici di un buyback adottato dall'azienda sulla scia della possibilità di indebitarsi a costo zero.

Realty Income (O)

Realty Income ha un dividendo mensile anziché trimestrale, come spesso accade a Wall Street, un fattore che a volte, per chi fa leva su un'entrata costante, può fare la differenza, così come il fatto che l'azienda, specializzata nel settore immobiliare e che possiede oltre 4.500 immobili sparsi tra Usa e Porto Rico, ha pagato dividendi senza interruzioni dal 1970.

Non solo ma l'analisi di Reynolds sottolinea anche che la cedola è stata aumentata per 73 trimestri consecutivi. Il punto di forza di Realty Income sono i contratti di locazione adottati usando la formula triple net (formula assente in Italia) che prevede tutte le spese di manutenzione (ordinarie e straordinarie) dell'immobile a carico del conduttore (chi in pratica lo affitta) comprese anche l'assicurazione sull'edificio ed il pagamento delle imposte derivanti: grazie a questo sistema la società è al riparo da imprevisti come l'aumento delle tasse sugli immobili oppure delle tariffe assicurative.

Chi investe nelle azioni può sfruttare anche un dividendo del 4% che non solo, come detto all'inizio, è pagato mensilmente ma che nell'ultimo decennio è anche stato aumentato in maniera costante. Secondo il report di Reynolds le previsioni di crescita oscillano tra il 7% e il 9% numeri notevoli se si considera il panorama globale e ancora di più le prospettive sull'economia statunitense.

Verizon (VZ)

Verizon, società di telecomunicazione, si colloca al secondo posto della classifica Usa delle maggiori società del settore per capitalizzazione dietro solamente ad AT&T con 215 miliardi di dollari contro 237.

Sebbene il suo rendimento sia al 4,3% per Reynolds il vantaggio si estende anche ad altro. Prima di tutto si parla di un settore dove ci sono pochi competitors dal momento che i primi due della classifica, i già citati Verizon e AT&T rappresentano, da soli, il 70% delle quote di mercato.
Per quanto riguarda l'analisi dei dividendi, invece, la crescita della cedola è stata stabile o in aumento sin dal 1984. Le prospettive di crescita si basano sia sui frutti che daranno le recenti acquisizioni di AOL e Millenial Media sia su investimenti futuri che l'azienda farà in aree strategiche come mobile e Internet oltre a servizi in streaming.



Fonte: News Trend Online

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