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martedì 23 febbraio 2016

Wall Street: la parola d'ordine è selezione. Di titoli e settori


Mercato Usa ancora possibile fonte di guadagno ma ad una condizione: bisognerà essere selettivi. Dopo tre anni di ritorni a doppia cifra è arrivato il momento di restare cauti ma non per questo negativi. Questo, in sintesi, il parere di Richard Gillham il direttore generale di Legg Mason che guarda agli Usa con interesse, seppur condizionato. 

La situazione a Wall Street 

Nello specifico la sua analisi parte dall’andamento del 2015 che ha visto una netta divisione tra vincitori e vinti: ai primi, sul fronte statunitense appartengono nomi come Facebook, Amazon, Netflix e Google, un poker d’assi che gli addetti ai lavori hanno racchiuso nell’acronimo Fang e che adesso, però, appare sopravvalutato.

Si è poi assistito a un cambio nelle preferenze degli investitori i quali si sono orientati vero scelte di tipo growth a discapito del value con i primi cresciuti di quasi il 5,6% (5,57% per la precisione) contro i secondi in calo di poco più del 5% (5,07% per la precisione). Una scelta, sottolineano da Legg Mason, che è stata dettata più che altro dalla convinzione secondo cui questi titoli sono e resteranno un porto sicuro nella tempesta, ma se questo era utile per il 2015 adesso gli esperti di Legg Mason guardano altrove.

In particolare non è il caso di escludere dal ventaglio delle opportunità proprio il tanto vituperato settore energetico: il calo continuato delle quotazioni porterà ad un parallelo calo della produzione ritenuta non più conveniente da molte società estrattive costrette, gioco forza, a chiudere i battenti.

La strategia

Ovviamente, come detto all’inizio, si tratta di una strategia basata prima di tutto sulla selezione e quindi anche su un piano di lungo periodo dal momento che solo guardando a questo parametro e quindi dopo un periodo di assestamento, sarà possibile capire chi riuscirà a superare la tempesta e ancora meglio la fase di assestamento.  
Ecco allora che si delinea un quadro caratterizzato per lo più da titoli di alta qualità e con bilanci sani.

Allontanandosi dagli energetici e allargando il focus al resto, tra i settori preferiti ci sono salute, storage e media. Guardando ai nomi si fanno quelli di Sandisk e Seagate il primo, provider di servizi di archiviazione digitale, il secondo produttore di software ed entrambi in fase di uscita dopo un burrascoso 2015.
Per quanto riguarda i media, invece, la pietra angolare è rappresentata dalle società in grado di fornire un buon potenziale di crescita a sua volta rappresentato dalla creazione di contenuto o servizi differenti dai propri competitor.     
Fonte: News Trend Online

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