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martedì 23 febbraio 2016

Volatilità ancora in calo, indici su primi livelli di resistenza


Seduta positiva per il Nasdaq C., che chiude sui massimi a 4571 (+1,47%).
Il movimento rialzista in essere dai min. del 16.11.2012 a 2810 si e' sviluppato senza particolari correzioni (max 10-11%, a mar-apr e set-ott 2014), fino ad un nuovo max storico a 5232 il 20 luglio 2015, superando marginalmente il precedente massimo del 10 marzo 2000 a 5133.
Dai picchi del 20.07 le quotazioni sono ridiscese verso 5000, la cui rottura ha provocato un sell-off che si e' spinto fino ad un min. a 4292 il 24.08 (-18% dai max). Dai min. del 24.08 a 4292 l'indice e' poi risalito verso il max storico del 20.07.2015 a 5232 (max 5163 il 04.11 e 5177 il 02.12), facendo base da fine ottobre sopra il supporto in area 4870-4910 (min 4909 il 16.11 e 4872 il 14.12).

La correzione agostana e' stata la piu' marcata degli ultimi 3 anni e segnala un possibile esaurimento del trend rialzista dominante post-2009, come sembra confermare la dinamica molto negativa in essere da inizio dicembre (-18,6% al minimo a 4210 dell'11.02, al di sotto dei precedenti minimi di ago-set 2015 in area 4300/500).
Supporto chiave in area 3950-4100 (minimi apr-ott 2014). Stabilizzazione sopra 4800/35 (prematuro) e ritorno di positivita' sopra 4925 (poco probabile).
Per le prossime sedute. La discesa delle ultime settimane ha raggiunto in accelerazione il supporto in area 4300/500 (min 4314 il 20.01), per poi rimbalzare verso 4635 e nuovamente ripiegare con un nuovo minimo a 4210 l'11.02 (-18,7% vs.

i max del 02.12). Il superamento di 4425 fornisce un primo segnale di rimbalzo, spingendo le quotazioni al di sopra di 4500, ma il rimbalzo acquisirebbe slancio solo al superamento di 4650, con obiettivo 4800/35, il cui superamento (prematuro) e' necessario per avere un primo segnale di stabilizzazione in ottica plurisettimanale.
Il quadro tornerebbe positivo sopra 5000 (al momento poco probabile). Rinnovata debolezza sotto 4380; le pressioni ribassiste riprenderebbero sotto 4200 (prematuro), con obiettivo il supporto chiave in area 3950-4100, la cui tenuta e' fondamentale pena un deterioramento del quadro tecnico plurimensile.
Volatilita' implicita Vxn: 23,81, in calo.

Negli ultimi 3 anni il Vxn si e' mosso dentro un'ampia banda laterale con estremi i minimi del giu-lug '14 ai 11,35 ed i max del 15.10.14 a 31,17, su livelli storicamente "bassi" (minimi pre-Lehman). L'esplosione di volatilita' dal 20.08.15 ha determinato la fuoriuscita dalla parte alta del suddetto intervallo, con un picco a 46,72 il 24.08, in prossimita' dei max dell'ott 2011 a ridosso di 47,23, per poi ridiscendere.
La volatilita' instabile ed in rialzo da meta' dicembre segnala tensioni moderate, in peggioramento sopra 34,20-35,40 (prematuro); segnale distensivo sotto 21,50-22,50 (prematuro).
Seduta positiva per il Dow Jones Ind., che chiude a 16621 (+1,40%), dopo un max a 16664.
Il rialzo pressoche' lineare sviluppatosi dai min.

di meta' nov. 2012 a 12471 ha portato l'indice a toccare un nuovo max storico il 19 maggio 2015 a 18351. Le poche correzioni, a partire da fine 2012, sono sempre state decisamente contenute, al di sotto dell'8-9%, e sono sempre state riassorbite nell'arco di 3-4 settimane; la correzione dai picchi del 19.05.2015 ai minimi del 24.08 a 15370 e' stata invece piu' ampia: -16,2% circa, e non e' ancora stata riassorbita.
Dai minimi del 24 agosto a 15370 l'indice ha messo a segno una risalita con un picco a ridosso di quota 18000 (max 17978) il 03.11, per poi muoversi in modo debole/laterale, con tendenza al peggioramento. L'abbondante liquidita' presente sui mercati post-2009 e' stata il driver del movimento rialzista: si spiega cosi' lo stallo dell'indice dopo la fine del Quantitative Easing nell'ottobre 2014.

L'estrema maturita' del trend rialzista e lo stallo/fragilita' del periodo giu-set hanno portato ad un deterioramento del profilo di risk-reward, come sembra confermare la dinamica molto negativa in essere da inizio dicembre (-12,9% al min a 12451 del 20.01). Un segnale di allerta in ottica pluri-mensile, tuttavia, si avrebbe solo su chiusure sotto 15650 (prematuro), con conferma alla violazione dei minimi di fine agosto a 15370.
Stabilizzazione sopra 17000/500 (prematuro) e ritorno di positivita' sopra 18000 (poco probabile).
Per le prossime sedute. La discesa delle ultime settimane ha ricondotto l'indice sotto ai minimi di fine settembre in area 15900-16000, al test dei minimi di fine agosto a 15370 (min 15451 il 20.01), per poi rimbalzare verso 16510 e nuovamente ripiegare verso i minimi (15660 l'11.02).

Il tentativo di rimbalzo dai minimi ha ricondotto le quotazioni al di sopra di 16500, il cui superamento (da confermare) darebbe slancio per un test dell'area di resistenza 17000/500, che deve essere superata (prematuro) per avere un segnale di stabilizzazione del quadro tecnico in ottica plurisettimanale.
Rinnovata debolezza sotto 16100; la violazione di 15370/650 (prematuro) farebbe poi riprendere le pressioni ribassiste, con primo supporto significativo a ridosso di 14500.
Seduta positiva per l'S&P500, che chiude sui massimi a 1945 (+1,45%).
Il rialzo pressoche' lineare sviluppatosi dai minimi di meta' nov.

2012 a 1343 ha portato l'indice a registrare un nuovo max storico il 20 maggio 2015 a 2135. Le poche correzioni, a partire da fine 2012, sono sempre state decisamente contenute (meno del 10%) e sono sempre state riassorbite nell'arco di 3-4 settimane; la correzione dai picchi del 20.05.2015 ai minimi del 24-25.08 a 1867 e' stata piu' ampia: -12,6% circa, e non e' ancora stata riassorbita.
Dai minimi del 24-25 agosto a 1867 l'indice e' rimbalzato verso 2020 a meta' settembre, per poi ripiegare nuovamente verso i minimi a fine settembre; da inizio ottobre sono ripresi gli acquisti, con una risalita al test del max storico del 20 maggio a 2135 (max 2116 il 03.11). Da inizio novembre di assiste ad un progressivo indebolimento del quadro tecnico.

L'abbondante liquidita' presente sui mercati post-2009 e' stata il driver del movimento rialzista: si spiega cosi' lo stallo dopo la fine del Quantitative Easing nell'ottobre 2014. L'estrema maturita' del trend rialzista e lo stallo/fragilita' del periodo giu-set hanno portato ad un deterioramento del profilo di risk-reward, come sembra confermare la dinamica molto negativa in essere da fine dicembre (-13% circa al minimo a ridosso di 1810/15 del 20.01-11.02): la violazione di tale supporto chiave fornirebbe un segnale di allerta in ottica pluri-mensile, con rischi di avvitamenti ribassisti consistenti.
Per le prossime sedute.

Da inizio novembre il quadro si e' progressivamente indebolito, con un'accelerazione da fine dicembre che si e' spinta al di sotto dei precedenti minimi di fine agosto-fine settembre a ridosso di 1865, al test del supporto chiave a 1815 (min 1812 il 20.01 e 1810 l'11.02). Il rimbalzo dai minimi ha ricondotto l'indice al di sopra di 1900, riducendo il rischio ribassista; il rimbalzo acquisirebbe slancio al superamento di 1950, con obiettivo area 1990-2000 il cui superamento (prematuro) e' necessario per avere un segnale di stabilizzazione in ottica plurisettimanale; rinnovata positivita' sopra area 2025/50 (poco probabile).

Rinnovata debolezza sotto 1875; la violazione del supporto chiave a 1815 potrebbe provocare un deterioramento del quadro tecnico in ottica plurimensile.
Volatilita' implicita Vix: 19,38, in calo. Negli ultimi 3 anni il Vix si e' mosso dentro un'ampia banda laterale con estremi i min. del giu-lug '14 a ridosso di 10,30 ed i picchi del 16 ott 2014 a 31,06, su livelli storicamente "bassi" (minimi pre-Lehman).
L'esplosione di volatilita' a partire dal 20.08 ha determinato la fuoriuscita dalla parte alta, con un picco a 53,29 il 24.08, ben al di sopra dei massimi registrati nel maggio 2010-agosto 2011 a ridosso di 48, per poi ridiscendere. La volatilita' instabile ed in rialzo da meta' dicembre segnala tensioni moderate, in peggioramento sopra 32,10 (prematuro), con conferma sopra 33,85.

Segnale distensivo su consolidamenti al di sotto dell'area 19,50-20,50.
Seduta molto positiva per il DJEuroStoxx50, che chiude a 2934 (+2,19%).
A partire da meta' gen '15 sulla scia del varo del programma di quantitative easing della Bce annunciato il 22.01, forti acquisti hanno portato l'indice sopra la resistenza a 3325 (nuovo max il 13.04.2015 a 3836) contestualmente ad una marcata discesa dell'euro.
Dai picchi di meta' aprile e' iniziato un progressivo deterioramento del quadro tecnico, che ha risentito di varie influenze negative, dalla crisi greca al sell-off sulla Borsa Cinese allo scivolone agostano di Wall Street. L'indice subisce un forte movimento correttivo che culmina nel minimo del 24.08 a 2973 (-22,5% dai picchi di aprile).

Il recupero dai minimi si esaurisce nel picco del 30 novembre a 3524: inizia quindi una nuova fase ribassista con un'accelerazione alla perforazione del supporto chiave a 2915, che spinge l'indice ad un minimo a 2673 l'11.02 (-24,1% dai max di inizio dicembre). Dopo un 2015 con un modesto +4% a fronte di un range max-min del 25%, il forte deterioramento da inizio anno risente di un quadro generale negativo oltre che di fragilita' interne all'area.
Un possibile driver del rimbalzo e' individuabile nel probabile incremento del programma di QE Bce da fine marzo. Primo segnale di stabilizzazione solo sopra area 3000/50 (prematuro), con conferma sopra 3300.
Per le prossime sedute. Il sell-off da inizio dicembre spinge l'indice sotto 2915, con un min a 2673 l'11.02.

Il buon rimbalzo dai minimi riporta l'indice sopra 2900 riducendo le pressioni ribassiste, ma un primo segnale convincente di stabilizzazione si avrebbe solo sopra 3000/50 (prematuro), con obiettivo 3150-3200 e quindi 3300. Rinnovata debolezza sotto 2850 e ripresa delle vendite sotto 2670 (prematuro), con obiettivo il valido supporto in area 2500-2600.
Autore: Gruppo Banca Sella Fonte: News Trend Online

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