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lunedì 22 febbraio 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Borsa Usa: miglior settimana da inizio anno

A New York i principali indici hanno chiuso l'ultima seduta della settimana poco mossi. Il Dow Jones ha perso lo 0,13% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,38%. Invariato l'S&P 500. Nell'arco dell'intera settimana il Dow Jones ha guadagnato il 2,6%, l'S&P 500 il 2,8% il Nasdaq Composite il 3,8%. Si è trattato della miglior ottava da inizio anno. L'indice dei prezzi al consumo (CPI) a gennaio è rimasto invariato rispetto al mese precedente mentre è aumentato dell'1,4% su base annua.

Gli analisti avevano previsto un calo dello 0,1% m/m. Il dato "core" è cresciuto dello 0,3% rispetto al mese precedente registrando il più forte incremento da quattro anni e mezzo. La notizia ha aumentato le probabilità di un aumento dei tassi da parte della Fed. Sul fronte societario Deere -4,2%. Il produttore di macchine agricole ha rivisto al ribasso le stime per l'esercizio in corso. L'utile è previsto ora a 1,3 miliardi di dollari (da 1,4 miliardi della precedente guidance). Nel primo trimestre l'utile è diminuito a 254,4 milioni di dollari (0,80 dollari per azione) da 386,8 milioni di un anno prima. Giù anche i ricavi (-13% a 5,53 miliardi).

VF Corp -4,46%. La holding che controlla i marchi di abbigliamento Wrangler e Timberland ha annunciato una trimestrale inferiore alle attese. Nel quarto trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 0,95 dollari su ricavi per 3,38 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,01 dollari su ricavi per 3,64 miliardi. Best Buy -2,62%. Goldman Sachs ha tagliato il rating sul titolo della catena di negozi di elettronica a neutral da buy.

Applied Materials +7,05%. Lo specialista di apparecchiature per la produzi one di semiconduttori ha chiuso il primo trimestre con un utile per azione adjusted di 0,26 dollari, un centesimo in più delle attese. Meglio del previsto anche il giro d'affari a 2,26 miliardi (consensus 2,24 miliardi). Per il trimestre in corso la società stima un utile per azione compreso tra 0,30 e 0,34 dollari (consensus 0,26 dollari).

MERCATI ASIATICI

Shanghai guadagna il 2% e trascina al rialzo tutti i mercati dell’Asia

Dopo un’ottava in significativo recupero (per quanto chiusa con una seduta in segno negativo), i mercati dell’Asia aprono la nuova settimana con generalizzati guadagni, al traino delle piazze cinesi che sembrano avere gradito la rimozione di Xiao Gang, chairman della China Securities Regulatory Commission (Csrc, l’autorità di controllo dei mercati finanziari cinesi) d al 2013. Xiao, che in passato era stato a capo di Bank of China, paga il sell-off abbattutosi sulle Borse di Shanghai e Shenzhen la scorsa estate, con i listini deprezzatisi del 40% in breve tempo sollevando non pochi dubbi su speculazioni e irregolarità che avrebbero contribuito al tracollo.

Al suo posto è stato nominato Liu Shiyu, chairman di Agricultural Bank of China e già vicegovernatore della People’s Bank of China, l’istituto centrale di Pechino. Le misure introdotte da Xiao per reagire al sell-off secondo diversi operatori di mercato avevano peggiorato ulteriormente la situazione invece di migliorarla. Il risultato è stato un rally del 2,35% per lo Shanghai Composite. Di poco inferiori i guadagni di Shanghai Shenzhen Csi 300 (in progresso del 2,20%) e dello Shenzhen Composite (apprezzatosi del 2,04%), quest’ultima unica piazza in positivo (insieme al Kospi di Seoul) nell’ultima seduta della scorsa ottava. Il trend positivo per la regione è confermato dall’apprezzamento dello 0,80% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, dopo il guadagno superiore al 4% registrato la scorsa settimana.

Ottava che si era chiusa con una seduta mista ma poco mossa per Wall Street (in calo il Dow Jones Industrial Average, in crescita il Nasdaq, invariato l’S&P 500) ma con un ulteriore significativo declino dei prezzi del greggio che invece hanno guadagnato circa l’1,60% sui mercati asiatici, contribuendo a sostenere le Borse. A Tokyo è stato dello 0,90% il guadagno del Nikkei 225 con progressi del 3-4% per i due colossi della birra Asahi Group e Sapporo Holdings. Bene anche Sharp, apprezzatasi del 3,59% in attesa della decisione, prevista per giovedì, se accettare l’offerta da 659 miliardi di yen (5,26 miliardi di euro) di Hon Hai Precision Industry, l’azienda di Taiwan nota come Foxcon n, o preferire l’ennesimo salvataggio (il terzo in tre anni) a opera di Innovation Network Corporation of Japan che ha messo sul piatto 300 miliardi di yen (2,39 miliardi di euro) per la ristrutturazione della conglomerata in crisi.

Sul fronte macro, la lettura preliminare dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei ha segnato per il mese in corso un declino a 50,2 punti rispetto ai 52,3 punti del dato finale di gennaio (e dopo i 52,6 punti di novembre e dicembre, in quello che era il livello più alto dal marzo del 2014). Il dato, che resta per il decimo mese consecutivo sopra alla soglia di 50 punti che separa crescita da recessione, si confronta però con il ben più moderato declino a 52,0 punti atteso dagli economisti. A Sydney, l’S&P/ASX 200 ha chiuso con un progresso dello 0,98% mentre è stata sostanzialmente piatta la seduta di Seoul (il Kospi ha limitato il suo guadagno allo 0,01%). In positivo anche Ho ng Kong: avvicinandosi alla chiusura, infatti, l’Hang Seng guadagna circa lo 0,80% (performance migliore per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso intorno all’1,30%).

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MERCATI EUROPEI
Borse europee in netto rialzo, male Hsbc

Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in deciso rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna l'1,5%, il Cac40 di Parigi l'1,4%, il Ftse100 di Londra l'1% e l'Ibex35 di Madrid l'1,5%.

In Francia, Markit Economics ha reso noto che il dato preliminare dell'Indice PMI Servizi, nel mese di febbraio, è sceso a 49,8 punti dai 50,3 punti rilevati in gennaio, segnalando una contrazione dell'attività manifatturiera, su livelli minimi da due mesi. L'Indice PMI Composito è sceso a 49,8 punti dai 50,2 punti precedenti. Solo il settore manifatturiero ha evidenziato una crescita modesta, a 50,3 punti dai 50 punti di gennaio.

In Germania Markit Economics ha comunicato che il dato preliminare relativo all'Indice PMI dei servizi di febbraio si è attestato a 55,1 punti poco sopra la lettura precedente pari a 55 punti. La lettura odierna indica una solida espansione dell'attività del settore terziario che compensa il rallentamento della crescita del settore manifatturiero PMI, sceso a 50,2 punti in febbraio dai 52,3 punti di gennaio. L'indice PMI Composito scende a 53,8 punti dai 54,6 punti precedenti, su minimi da sette mesi.

Sul fronte societario Hsbc -4%. Il colosso bancario britannico ha comunicato per il quarto trimestre perdite nette pari a 1,33 miliardi di dollari, contro profitti per 511 milioni del pari periodo del precedente esercizio. Il dato, prima delle tasse, è per un rosso di 858 milioni di dollari, contro utili per 1,73 miliardi del quarto trimestre 2014 e 1,95 miliardi di profitti del consensus di Bloomberg. I profitti netti nell'intero esercizio sono calati marginalmente da 13,69 a 13,52 miliardi di dollari, a fronte del declino dei ricavi da 61,25 a 59,8 miliardi. L'utile prima delle tasse è invece cresciuto dell'1% a 18,87 miliardi.

Suez Environnement -1%. Citigroup ha tagliato il rating sul titolo del gruppo dei servizi di pubblica utilità a sell da neutral.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in accelerazione: Ftse Mib +2,13%. Molto bene bancari, Telecom e gruppo Agnelli

Il Ftse Mib segna +2,13%, il Ftse Italia All-Share +2,07%, il Ftse Italia Mid Cap +1,63%, il Ftse Italia Star +1,80%.  

Mercati azionari europei in netto rialzo: DAX +1,5%, CAC 40 +1,4%, FTSE 100 +1%, IBEX 35 +1,6%.

Future sugli indici azionari americani al momento in rialzo dell'1,0-1,2 per cento. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,01%, Nasdaq Composite +0,38%, Dow Jones Industrial -0,13%.

In verde Tokyo con il Nikkei 225 a +0,90%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +2,20%, a Hong Kong l'indice Hang Seng a +0,93%.  Euro in flessione contro dollaro. EUR/USD al momento oscilla in area 1,1085.

Moneta unica in netto rialzo contro la sterlina inglese dopo l'intesa di Bruxelles tra l’Unione Europea e il Regno Unito. EUR/GBP a 0,7817 da 0,7730 venerdì sera.  Mercati obbligazionari eurozona incerti.

Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente sale di 1 bp allo 0,20%, quello del BTP scende di 4 bp all'1,54%. Lo spread cede 5 bp a 134 (fonte: MTS).  Avvio di ottava molto buono per i bancari: l'indice FTSE Italia Banche segna +2,5%, l'EURO STOXX Banks +2,2% circa.

In evidenza BP Milano +4,2%, BPER +3,8%, Banca MPS +2,9%, Banco Popolare +3,3%.  Ferrari (+2,9%) torna a spingere sull'acceleratore dopo il balzo di mercoledì scorso sulla notizia dell'ingresso del finanziere George Soros nel capitale del costruttore di auto sportive di lusso con un quota pari a circa lo 0,45%. Venerdì a mercato chiuso Ferrari ha comunicato che il cda ha approvato la distribuzione di un dividendo pari a 0,46 euro per azione ordinarie, corrispondente a una distribuzione complessiva di circa 87 milioni di euro.

Bene anche gli altri titoli del gruppo Agnelli con FCA a +3,3% e CNH Industrial a +2,8%.  Telecom Italia (+3%) torna a guadagnare terreno dopo la correzione di venerdì. Vivendi ha acquistato un ulteriore 1,4% del capitale del gruppo telefonico. E' quanto emerge da un documento depositato alla Sec. Il colosso francese ha ora il 22,8% del capitale di Telecom.

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TITOLI DEL GIORNO
Chiusura di ottava negativa per Banco Popolare. Il titolo ha disegnato sul grafico a candele giornaliere nelle sedute del 17 e 18 febbraio una figura "bearish engulfing", dove il secondo elemento incorpora il primo invertendone il segno, cancellando di fatto di progressi realizzati nella prima parte della settimana. A destare più preoccupazione è tuttavia il fatto che i prezzi non siano riusciti a mantenersi al di sopra dei minimi di fine gennaio in area 7,60, avvalorando le implicazioni negative dettate dalla presenza del "bearish engulfing”. Resta dunque elevato il rischio di proseguimento del movimento ribassista intrapreso a fine dicembre verso i bottom assoluti del 2011 a circa 6 euro.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 8,30 euro per obiettivi a 9,20 e10 euro, stop sotto 7,60.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 6,20 per i target a 8,30 e 1 0 euro.

Mediaset ha tentato nell'ultima seduta della settimana, come del resto gia' altre volte nel recente passato, di riportarsi al di sopra della linea di tendenza rialzista disegnata dai minimi di novembre 2012, violata al ribasso il 15 gennaio, ed ora in transito a 3,33 euro circa (massimo venerdi' a 3,338, chiusura a 3,234 euro). Il superamento della linea permetterebbe con buona probabilita' anche quello della vicina media mobile a 50 giorni, a 3,38 euro circa, permettendo al titolo di estendere il rimbalzo in atto dai minimi di febbraio a 2,77 euro. Primo obiettivo in quel caso a 3,83, lato alto del gap ribassista del 4 gennaio, praticamente coincidente con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di novembre (e quindi resistenza critica anche in ottica di medio termine), 3,97, poi in area, minimo del 17 novembre. Il mancato superamento di area 3,33/38 e la violazione di 3,10 potrebbero invece anticipare il ritorno sui recenti minimi di 2,77 euro, suppor to critico in quanto coincidente con l'ampio gap rialzista lasciato dai prezzi il 12 novembre 2014 (con base per la precisione a 2,764 euro). Sotto quei livelli probabile il test dei minimi di ottobre 2014 a 2,424 euro.
Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 3,38 per intervenire con target a 3,80 e stop loss sotto 3,30.
Per chi gia' detiene il titolo mantenere le posizioni con stop subito sotto i 3,10 euro, incrementarle oltre 3,38 per il test di 3,80.

Cementir indietreggia e porta a contatto con i supporti di brevissimo a 4,10/4,20 euro. Eventuali discese sotto questi riferimenti preannuncerebbero il ritorno sul minimo pluriennale a 3,7120 toccato due settimane fa, sostegno determinante per scongiurare la conferma dell'ampio doppio massimo creatosi a partire dalla primavera 2014 e completato nelle ultime settimane: si tratta infatti di una figura ribassista capace di causare l'inversione della tendenza ascendente partita nel 2012. Segn ali di forza oltre oltre il massimo della scorsa ottava a 4,50 per 5,00/5,10 almeno e obiettivi successivi sui massimi di dicembre a 6,00/6,10.
Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 4,50 per 5,00, stop sotto 4,25.
Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 5,10 per 6,00, ridurre sotto 4,10 e uscire alla violazione di 3,7120.

DATI MACRO ATTESI

Lunedì 22 febbraio 2016
03:00 GIA Indice PMI manifatturiero (prelim.) feb;
09:00 FRA Indice PMI manifatturiero (prelim.) feb;
09:00 FRA Indice PMI servizi (prelim.) feb;
09:30 GER Indice PMI manifatturiero (prelim.) feb;
09:30 GER Indice PMI servizi (prelim.) feb;
10:00 ITA Inflazione (finale) gen;
10:00 EUR Indice PMI composito (prelim.) feb;
10:00 EUR Indice PMI manifatturiero (prelim.) feb;
10:00 EUR Indice PMI servizi (prelim.) feb;
12:00 GB Indice CBI tendenza or dini industriali feb;
14:30 USA Indice Chicago Fed gen;
15:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero (prelim.) feb.

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HEADLINES
UBI Banca: Tribunale di Brescia respinge azione promossa da alcuni soci su nomina Consiglio di Sorveglianza
Bergamo, 20 febbraio 2016 – UBI Banca comunica che, con sentenza depositata in cancelleria in data odierna, il Tribunale di Brescia, Sezione Specializzata in materia di Impresa, definitivamente decidendo, ha respinto l'azione promossa dal dott. Giorgio Jannone e da altri otto soci volta all'annullamento della delibera del 20 aprile 2013 con cui l'assemblea dei soci della Banca ha nominato il Consiglio di Sorveglianza attualmente in carica. Con la medesima sentenza il Tribunale di Brescia ha rigettato la domanda di risarcimento del danno formulata dagli attori e li ha condannati alla refusione delle spese di lite a favore di UBI Banca.
UBI Banca è stata difesa dagli Avvocati Piero Albertario, Studio Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners e Filippo Casò, Studio Pedersoli e Associati.

< b>Eni: completato l’iter autorizzativo per lo sviluppo del giacimento di gas di Zohr
Il Ministero del Petrolio e delle Risorse Minerarie egiziano ha approvato l’assegnazione a Eni, da parte della Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS), del Contratto di Sviluppo di Zohr (Zohr Development Lease) che sancisce, a seguito della definizione del quadro contrattuale, l’avvio dello sviluppo del giacimento a gas situato nella Concessione di Shorouk, nell’offshore dell’Egitto. Il piano di sviluppo prevede l’inizio della produzione entro la fine del 2017, a soli due anni dalla scoperta, con un aumento progressivo fino a raggiungere un volume di circa 75 milioni di metri cubi standard di gas al giorno (equivalenti a circa 500 mila barili di olio equivalente al giorno) entro il 2019.
Per la realizzazione di un progetto di queste dimensioni in tempi così rapidi si farà affidamento principalmente sulle società contrattiste P etrojet, Enppi e Saipem, le quali hanno contribuito da sempre al successo delle attività di sviluppo di Eni in Egitto. La scoperta di Zohr è stata annunciata il 30 agosto 2015 a seguito della perforazione del pozzo Zohr-1, avvenuta nell’ambito dello Shorouk Concession Agreement, nella quale IEOC è Operatore al 100%. Attualmente è in fase di perforazione Zohr–2, primo pozzo di delineazione della scoperta.
Eni è presente in Egitto dal 1954, dove opera attraverso IEOC Production BV, storicamente precursore nell’esplorazione e sfruttamento delle risorse gas nel paese fin dalla scoperta del Campo di Abu Madi nel 1967. La produzione equity nel Paese è stata di circa 200 mila barili di olio equivalente al giorno nel 2015.

General Motors potrebbe cancellare gli investimenti per 1,45 mld in Brasile
General Motors (Gm) rivaluterà i suoi piani d’investimento in Brasile se la situazione economica e quella politica del gigante latinamericano non miglioreranno. Lo ha dichiarato al quotidiano brasiliano O Estado de S.Paulo (Estadão) Dan Ammann, president del colosso di Detroit. Il Brasile era uno dei cinque maggiori mercati dell’auto nel mondo, ma la peggiore recessione degli ultimi 25 anni ha reso tutto più complicato: in gennaio la produzione di auto e veicoli commerciali è crollata del 29,3% annuo in gennaio, peggiore performance dal 2003, ed è stato invece del 38,8% il tracollo delle vendite. “Spero di vedere progressi politici ed economici nei prossimi 6-12 mesi, che ci permettano di rispettare il nostro piano di investimenti”, ha detto Ammann nell’intervista pubblicata domenica da Estadão. In caso contrario, Gm lo “ri-considererà”, ha concluso. Lo scorso anno il gruppo Usa aveva annunciato un piano d’investimento in Brasile, in nuovi prodotti e tecnologie, per 6,5 miliardi di real (1,45 mi liardi di euro) a tutto il 2019.

Hsbc in rosso per 1,33 mld $ nel quarto trimestre
Hsbc Holdings ha comunicato per il quarto trimestre perdite nette pari a 1,33 miliardi di dollari, contro profitti per 511 milioni del pari periodo del precedente esercizio. Il dato, prima delle tasse, è per un rosso di 858 milioni di dollari, contro utili per 1,73 miliardi del quarto trimestre 2014 e 1,95 miliardi di profitti del consensus di Bloomberg. I profitti netti nell’intero esercizio sono calati marginalmente da 13,69 a 13,52 miliardi di dollari, a fronte del declino dei ricavi da 61,25 a 59,8 miliardi. L’utile prima delle tasse è invece cresciuto dell’1% a 18,87 miliardi.

Pechino rimuove il capo della China Securities Regulatory Commission
Sabato Xinhua, agenzia stampa ufficiale di Pechino, ha comunicato la rimozione di Xiao Gang, chairman della China Securities Regulatory Commission (Csrc, l’autorità d i controllo dei mercati finanziari cinesi) dal 2013. Xiao, che in passato era stato a capo di Bank of China, paga il sell-off abbattutosi sulle Borse di Shanghai e Shenzhen la scorsa estate, con i listini deprezzatisi del 40% in breve tempo sollevando non pochi dubbi su speculazioni e irregolarità che avrebbero contribuito al tracollo. Al suo posto è stato nominato Liu Shiyu, chairman di Agricultural Bank of China e già vicegovernatore della People’s Bank of China, l’istituto centrale di Pechino.

Giappone: lettura preliminare indice Pmi Markit/Nikkei in decisa frenata
Brusco rallentamento in febbraio per il manifatturiero in Giappone. La lettura preliminare dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei segna infatti per il mese in corso un declino a 50,2 punti rispetto ai 52,3 punti del dato finale di gennaio (e dopo i 52,6 punti di novembre e dicembre, in quello che era il livello più alto dal marzo del 2014). Il dato, che resta per il decimo mese consecutivo sopra alla soglia di 50 punti che separa crescita da recessione, si confronta però con il ben più moderato declino a 52,0 punti atteso dagli economisti.

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