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venerdì 26 febbraio 2016

Quando la Fed farà marcia indietro?


Ordinaria amministrazione. Al termine di una nuova seduta convulsa, Piazza Affari sacrifica più del 2% del proprio valore. Negli ultimi 29 giorni, una variazione giornaliera in valore assoluto superiore al 2% è stata registrata in ben 19 occasioni; in due casi su tre, diciamo. E dire che per alcuni analisti la volatilità elevata è destinata a rimanere una costante, in epoca di normalizzazione della politica monetaria americana...

L'attenzione degli investitori si sofferma sui prossimi dati macroeconomici e sull'imminente G20 a Shanghai. Il dato mensile sull'andamento dei servizi negli USA è stato oggettivamente disastroso, e ciò sta inducendo a rivedere in negativo le previsioni di crescita del PIL USA nello scorso trimestre; già fissate ad un deludente +0.7% annualizzato in sede di prima rilevazione provvisoria a fine gennaio. Si discute delle prossime misure che saranno adottate a Francoforte, e il calo del tasso EONIA promette un ulteriore taglio del tasso sulle riserve in eccesso degli istituti di credito presso Eurotower; ma l'idea è che la BCE stia raschiando il barile, e che la notizia bomba sul fronte della politica monetaria globale, sarà rappresentata da un cambiamento radicale di rotta da parte della signora Yellen.

Non abbiamo esitato, a dicembre, a definire «scellerato» l'aumento dei tassi ufficiali da parte della Federal Reserve. Quella mossa, magari nominalmente simbolica, e motivata da una interpretazione discutibile della Curva di Philips, ha inasprito ulteriormente condizioni finanziarie effettive già restrittive alla vigilia di quello sciagurato evento; al punto ora da minacciare un esaurimento del ciclo espansivo iniziato a metà 2009. Si tratta di stabilire non "se" ma "quando" la Fed farà marcia indietro, varando un nuovo QE.

A proposito di Stati Uniti, ieri ha impressionato lo spettacolare colpo di reni da parte dello S&P500; passato da una perdita dell'1.6% ad una chiusura positiva. Statisticamente, però, il dato è tutt'altro che beneaugurante, nel brevissimo periodo, come commentiamo nel Rapporto Giornaliero di oggi. E la prossima scadenza ciclica del Delta suggerisce la concreta probabilità che si scenda fino ad allora, prima di avviare il sospirato (dai più) rimbalzo.


Gaetano Evangelista
www.ageitalia.net

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