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lunedì 29 febbraio 2016

Pil Usa rivisto al rialzo, ma rallentano i consumi


Il Bureau of Economic Analysis ha reso noto che il Pil statunitense nel 4° trimestre del 2015 è salito dell’1% in termini annualizzati, al di sopra sia della stima flash (+0,7%) che delle attese del mercato (+0,4%). La revisione al rialzo è dipesa in larga parte dalle scorte, scese meno rispetto a quanto stimato in precedenza. Rispetto al 3° trimestre, quando il Pil è cresciuto del 2%, la decelerazione è dovuta a un rallentamento sensibile dei consumi (+2% contro il +3% del trimestre precedente), da un peggioramento del saldo di bilancia commerciale (solo parzialmente compensato dal calo dell’import) e da un calo della spesa governativa (-0,1% da +1,8%).
Nonostante la crescita sia stata rivista al rialzo, permane un po’ di scetticismo circa il dato sulle scorte e il rallentamento dei consumi in un periodo così importante come quello natalizio. La bilancia commerciale potrebbe essere stata penalizzata dal dollaro forte negli ultimi due mesi dell’anno, quando il mercato ha iniziato a scontare il rialzo dei tassi della Fed.
Dopo le figure abbiamo assistito a un recupero del biglietto verde e un accelerazione dei future a Wall Street. Il cambio Eur/Usd sta tornando verso i minimi settimanali collocati a 1,0960. In Europa le borse europee sono tornate sui livelli medi della mattinata dopo la fase di decelerazione di metà seduta.
Non crediamo che tali figure siano strategiche per le scelte di politica monetaria della Federal Reserve. Gli investitori continuano a guardare con maggiore attenzione agli indicatori anticipatori che dipingono un outlook sulla crescita futura. Sulla base di questo ragionamento, il dato odierno potrebbe essere trascurato perché giudicato “vecchio” dal mercato. Molte indicazioni interessanti arriveranno la prossima settimana, quando sono in agenda tra gli altri dati le figure sui PMI e Non Farm Payrolls. Sicuramente la portata di quelle indicazioni sarà più interessante per gli investitori in vista della riunione della Fed di marzo.


Articolo a cura di Vincenzo Longo, market strategist di IG


Fonte: www.finanzaoperativa.com

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