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giovedì 25 febbraio 2016

Piazza Affari al giro di boa. Com'è andata la mattinata?


I mercati mantengono le promesse: davanti a prospettive di aperture ampiamente positive Piazza Affari e tutta l’europa confermano le attese. Anche se ognuna a modo suo. Infatti alle 13.30 il quadro generale vedeva Milano con un vantaggio di +2,24% seguitta da Londra a +2,37%, il Dax a 1,64% e il Cac 40 a +2,24%.

Il settore bancario

Al vaglio degli operatori sono le banche visto che ieri l'Eba ha pubblicato i particolari tecnici che saranno adottati nei prossimi stress test per le banche Ue anche se il quadro generale risulta piuttosto rassicurante visto che secondo fonti ufficiali non sembrano esserci bocciature in vista ne specifiche sulle nuove eventuali soglie di capitale per le banche.

Anche per questo l’andamento del settore su Milano è in positivo con Unicredit (+2,57%), Intesa Sanpaolo (+2,20%), Mps (+0,58% ) e Banco Popolare  (+1,09) solo per citare i primi.

Il quadro generale

In realtà è un quadro che contrasta con i timori espressi sia dal Fondo Monetario Internazionale che da Citigroup di un aumento dei rischi per la ripresa globale sempre più fragile, secondo il FMI, e addirittura di Recessione mondiale per Citigroup, con un calo del Pil al di sotto della soglia limite del 2%.

Le paure del Fmi nascono dal rallentamento della Cina che proprio oggi ha confermato indecisione e volatilità con un calo del 6% su Shanghai in armonia con la fragilità che suggeriscono anche i dati europei e in particolare quelli italiani con la produzione di dicembre in calo sia per Roma che per tutto il resto del Vecchio Continente con la conseguenza diretta di una mancanza di domanda aggravata, se non addirittura causata, dai paletti che le norme sul bilancio impongono alle singole nazioni.
Una situazione che, volendo guardare al parametro sempre utile della saggezza popolare, si evince anche dal fatto che gli italiani, da sempre particolarmente intuitivi su questo fronte, hanno iniziato da tempo una meticolosa strategia di risparmio “preventivo” con l’aumento dei depositi e la preferenza per la liquidità sempre disponibile sul conto corrente.
Cosa significa questo? Semplicemente che si risparmia per paura e non per ottimismo. A conferma di ciò anche il dato appena pubblicato sulla fiducia dei consumatori a febbraio, fiducia che, stando ai dati Istat diminuisce a 114,5 dai precedenti 118,6 di gennaio e che è al di sotto anche delle attese ferme a 117,9.

Diverso invece l’andamento delle imprese il cui indice composito del clima di fiducia arriva a 103,1 dai precedenti 101,4. 

Le speranze sul futuro 

Difficile però nutrire speranze nelle misure, ormai esauste, che in futuro le banche centrali in un mondo alla rovescia in cui chi prende denaro in prestito ne restituisce di meno di quanto preso con l’entrata in scena dei tassi negativi, ultima risorsa per tentare di stimolare la circolazione del denaro e veicolarlo verso l’economia costringendo le banche a non trattenere le risorse nelle casse della Bce.

Una scelta che trasmette un sospetto molto più ampio e cioè che il rallentamento globale, realtà ormai inoppugnabile se non altro guardando al calo dei vari prodotti interni lordi delle nazioni economicamente più avanzate, sarà un protagonista con il quale dovremo convivere a lungo in futuro tarando al ribasso le nostre aspettative. 
Fonte: News Trend Online

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