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lunedì 29 febbraio 2016

La Commissione Ue boccia l’abolizione dell ’Imu


"L'abolizione dell'imposta sulla prima casa a partire dal 2016 non e' in linea con le reiterate raccomandazioni del Consiglio di spostare la pressione fiscale dai fattori produttivi ai consumi e ai beni immobili; inoltre, non e' stato dato seguito ad elementi fondamentali delle raccomandazioni specifiche per Paese, quali la revisione dei valori catastali e delle agevolazioni fiscali". 

Lo scrive la Commissione europea nella Relazione sugli squilibri macroeconomici, spiegando che "permangono problemi significativi per quanto riguarda il regime d'imposta sugli immobili, acuiti da provvedimenti recenti.

Nel 2014 l'Italia ha ridisegnato il regime d'imposta sugli immobili introducendo una nuova tassa sui servizi indivisibili, destinata a coprire le spese per l'illuminazione comunale, la manutenzione del verde pubblico, la pulizia delle strade e tutti i servizi forniti ai cittadini. Questi servizi erano compresi in un'imposta municipale unica insieme ad altre imposte sugli immobili (Imu e Tari).
In tale anno le entrate provenienti dalle imposte ricorrenti sugli immobili, pari all'1,6% del Pil, erano pienamente in linea con la media dell'UE. La legge di stabilità 2016 prevede una riforma delle imposte locali, con l'abolizione della Tasi sulla prima casa a partire dal 2016 e l'abolizione dell'Imu agricola e sui macchinari industriali imbullonati al suolo.

Nel complesso, l'abolizione della tassa sulla prima casa sembra essere un passo indietro nel processo di conseguimento di una piu' efficiente struttura impositiva che sposti il carico fiscale dai fattori produttivi ai beni immobili". 
Canale: Monitor Immobiliare

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