-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 22 febbraio 2016

I consigli di Faber in caso di Recessione


Quantitative Easing alla riscossa e molto più presto di quanto non si creda. Questa una delle tante sorprese che Marc Faber vede nei prossimi mesi sui mercati.

La Fed torna indietro?

Infatti per quanto la Fed abbia ultimamente confermato, almeno fino a dicembre, l'intenzione di rialzare i tassi ormai storicamente bassi per troppo tempo, è impossibile non pensare che a strappare questa decisione sia stato un tacito impegno che la banca centrale a stelle e strisce aveva preso con i mercati, in particolare nel guidarli e nel ridargli fiducia, cosa che a lungo andare ha creato un circolo vizioso di reciproca dipendenza e di aspettative sempre più pericolosamente da dover esaudire.

Almeno per quanto riguarda quanto ci si attendeva da Janet Yellen e compagni.
La considerazione è quella che Marc Faber fa sull'economia Usa da lui ormai giudicata sull'orlo di una recessione ormai sempre più prossima; recessione dalla quale è possibile uscire, se non proprio vincitori, almeno meno perdenti degli altri.
Ma come? Guardando agli asset che in futuro potrebbero dare buone soddisfazioni, Faber consiglia non solo l'oro ma, in particolare e per diversi motivi, un po' tutti i metalli preziosi.

Auriferi: crisi o opportunità?

Nel settore, da un punto di vista strettamente societario, dopo le speculazioni sul metallo giallo le grandi produttrici si sono viste costrette a dar vita a piano di ristrutturazione e ottimizzazione dei costi, un po' quello che sta avvenendo sul fronte di un altro oro, quello nero con la rimodulazione dei piani di investimento e fusione.

E proprio le fusioni sono al centro dei pensieri di Faber, pensieri che vedono le grandi società minerarie protagoniste di una serie di acquisti e acquisizioni sulle miniere più interessanti. Dunque su tutti i fronti, in primis quello di un ribasso eccessivo della materia prima registrato negli anni passati, il settore aurifero e più in generale quello dei metalli preziosi, potrebbe essere in pole position nel caso si cercassero buoni affari.
Fatto salvo il principio inderogabile di puntare sui grandi nomi e di guardare ai piccoli protagonisti solo se si è in grado di gestire un profilo di rischio molto più elevato. Il tutto favorito anche dal vento di tassi di interesse negativi che sta soffiando sulle banche centrali di tutto il mondo e che induce gli investitori a guardare all'oro come a uno strumento che, sebbene non concede cedole, per lo meno non costringe a pagare interessi negativi.

L'Europa e gli Usa, passando per l'Asia


Andando oltre il settore aurifero e allargando la visuale ai problemi globali, la Cina è il primo dei nomi che appaiono nell'elenco degli imputati soprattutto.

Eppure, come conferma ancora Faber, anche ammesso che la Cina continui la sua discesa, con un atterraggio più o meno duro, restano sulla piazza diverse economie interessanti come Cambogia, Tailandia, Laos e Vietnam oltre a un po' tutta la penisola indocinese. Cosa evitare allora? Un nome potrebbe essere la Corea, particolarmente legata a Pechino e che, quindi, potrebbe essere l'anello più debole di una catena pericolosa.
Una considerazione interessante riguarda infine i rendimenti: il decennale statunitense rende meno di alcuni titoli del Sud Europa per quanto ovviamente più sicuri, il che orta Faber a una considerazione di fondo e cioè quella che vuole i titoli della periferia europea non più sicuri ma che vede invece il Vecchio Continente come un'opportunità interessante sull'azionario, in particolare se confrontato con la realtà a stelle e strisce in cui l'equity è assolutamente da evitare.

 
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento