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mercoledì 24 febbraio 2016

Borse trascinate al ribasso. E' il caso di investire altrove?


Anche la giornata odierna è stata caratterizzata da vendite diffuse sui mercati azionari globali. Le Borse asiatiche nel complesso sono riuscite a limitare i danni, mentre ad avere la peggio è stata l'Europa dove i principali indici hanno registrato perdite ben superiori ai due punti percentuali, diversamente da quanto accade a Wall Street dove si registrano flessioni poco più ampie dell'1%.

Atteso un ritorno delle vendite dopo il recente rimbalzo

Il rimbalzo partito agli inizi della scorsa settimana sembra ormai un lontano ricordo per le Borse che non sono riuscite a dare un seguito agli spunti positivi.

Del resto nei giorni scorsi gli analisti da più parti avevano pronosticato un recupero dell'azionario, alla luce anche delle valutazioni raggiunte, mettendo però in guardia dal rischio di una persistente volatilità.
A tal proposito Jp Morgan fa sapere che si aspettava una fase di debolezza dopo il recupero delle passate sedute.
Da una parte permangono diversi fattori di incertezza quali ad esempio le oscillazioni del prezzo del petrolio che incidono e non poco sulle Borse, vista la forte correlazione tra azionario e greggio. Dall'altra però secondo la banca americana sembrano consolidarsi dei dati abbastanza positiva in Europa, in America e in Cina.

Indicazioni che confermano una crescita non particolarmente robusta in queste aree geografiche, ma al contempo non evidenziano segnali recessivi.
A detta di Lorenzo Aliferi, Country Head per l'Italia di JP Morgan Asset Management, i mercati in questo momento sono molto cauti e restano in attesa di conferme.
L'attenzione è rivolta non solo ai dati macro, ma anche alle notizie che possono giungere dai Paesi produttori di petrolio.
L'esperto nel breve si aspetta quindi una fase laterale di mercato con una volatilità più elevata rispetto a quello del 2015. Di fatto manca in questa fase una particolare direzione che possa portare ad una correzione o ad una ripresa, motivo per cui la tendenza di breve periodo si manterrà laterale.


Non è certo una buona notizia per gli investitori, specie per quelli di lungo periodo, visto che la fase attuale non sembra prestarsi ad un approccio di questo tipo.

Tenersi strette le obbligazioni in questa fase

Del resto non dimentichiamo che proprio nei giorni scorsi gli analisti del Credit Suisse, commentando i rimbalzi messi a segno dai vari mercati azionari, parlato di timidi segnali di stabilizzazione a livello globale.
La banca elvetica però ha avvertito che è ancora prematuro incrementare l'esposizione all'azionario, mantenendo di conseguenza un giudizio neutrale su questa asset class.  
Non stupisce alla luce di ciò la strategia suggerita da Ubi Pramerica, i cui gestori invitano a rimanere posizionati sulle obbligazionari per tre motivi chiave: il rendimento, l'alpha e la diversificazione.

L'idea è che i bond dovrebbero fornire un contrappeso nei portafoglio degli investitori rispetto ad asset più volatili come l'azionario e l'immobiliare.
Fonte: News Trend Online

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