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mercoledì 24 febbraio 2016

Borse in tensione in attesa delle indicazioni della Commissione


Non si ferma la discesa della Borsa giapponese che oggi ha visto il Nikkei 225 chiudere nuovamente gli scambi al di sotto di area 16.000, con un ribasso dello 0,85%. Ad alimentare le vendite ha contribuito da una parte l'ulteriore apprezzamento dello yen nei confronti del dollari, dall'altra il nuovo ribasso dei prezzi del petrolio che stanno scivolando al di sotto di area 30 dollari al barile.
Non hanno offerto alcun sostegno le indicazioni del Governatore della Banca del Giappone il quale ha fatto sapere che l'Istituto non esiterà ad agire se la volatilità del mercato continuerà a minacciare gli sforzi per sconfiggere la deflazione, lasciando così la porta aperta ad ulteriori misure di allentamento monetario.
Negative le Borse europee che da subito hanno mostrato segnali di debolezza, accelerando progressivamente al ribasso.

Negli ultimi minuti il Ftse100 arretra dell'1,28%, mentre il Cac40 e il Dax30 perdono rispettivamente il 2,% e il 2,31%.
Sul fronte macro oggi è stato diffuso solo il dato relativo alla fiducia dei consumatori in Francia dove a febbraio si è avuto un calo da 97 a 95 punti, mentre le attese eran per una conferma della lettura precedente.

I mercati intanto guardano con interesse alla riunione odierna della Commissione europea che discuterà i rapporti sui singoli Paesi Ue per fare il punto sull'agenda delle riforme e sugli squilibri macro.
Le vendite hanno la meglio anche a Piazza Affari dove il Ftse Mib scivola poco al di sotto dei 16.900 punti, con una flessione dell'1,8%.
Tra le blue chips in controtendenza segnaliamo Exor che sale poco più dell'1% dopo che ieri la holding ha perfezionato la cessione della sua partecipazione del 17,1% in Banijav.

Poco sopra la parità Campari e A2A che salgono entrambi di un frazionale 0,2%.
Sotto scacco i titoli del settore oil con Saipem in caduta del 5,57% in attesa dei conti del 2015 e dell'outlook 2016. Pesante calo anche per Tenaris che perde il 5,21%, mentre si difende meglio ENI che arretra dell'1,6%.
Nel mirino dei ribassisti i bancari che vedono Banca Popolare dell'Emilia Romagna e Banca Monte Paschi in ribasso di oltre il 4,5%, mentre Unicredit, Banco Popolare e Ubi Banca scendono poco più del 2%, seguiti da Intesa Sanpaolo che cede l'1,3%.

Banca Popolare di Milano e Mediobanca arretrano entrambi dello 0,9%.
Sul fronte macro Usa si segnala l'indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari, ma ancor più importante sarà l'aggiornamento sulle vendite di case nuove che a gennaio dovrebbero scendere da 544mila a 525mila unità.

In calendario un discorso di Jeffrey Lacker, presidente della Fed di Richmond e a prendere la parola sarà anche Robert Kaplan, a capo della Fed di Dallas.
Prima dell'avvio degli scambi sono attesi i risultati degli ultimi tre mesi di Lowe's Companies e di Target Corp. per i quali si prevede un utile per azione pari rispettivamente a 0,59 e a 1,54 dollari.
Fonte: News Trend Online

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