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lunedì 22 gennaio 2018

L'S&P500 prolunga il rally


Chiusura sui massimi di sempre per l'S&P 500. L'S&P500 si è confermato in chiusura di ottava sopra area 2800 terminando a 2810,30 punti (+0,44%). L'indice mostra la grinta necessaria per riuscire a prolungare il rally in direzione di 2850 punti. L'eventuale ritorno al di sotto del minimo del 10 gennaio a 2736 punti rischia invece di anticipare la ricopertura a 2714 del gap lasciato aperto il 4 gennaio, poi supporto a quota 2695, base del gap del 3 gennaio ed ex resistenza definita dai massimi di metà dicembre.

Sotto quei livelli aumenterebbero le probabilità di un affondo fino al test del minimo del 29 dicembre, a 2673, e più sotto di area 2652/2653. In caso di discese sotto questo livello il ribasso assumerebbe tratti preoccupanti anche per il medio termine, fino a quel momento l'eventuale proseguimento della fase ribassista potrebbe essere inteso come temporaneo.

Nikkei 225: prosegue il movimento laterale

22/01/2018 08:20
Seduta stabile per il Nikkei 225 che stamattina termina a 23816,33 punti, +0,03% rispetto alla chiusura precedente (23808,06). L'indice principale del mercato azionario giapponese resta quindi imprigionato nel movimento laterale che ha caratterizzato le ultime 8-10 sedute, in attesa dello spunto capace di proiettarlo definitivamente oltre area 23900, massimo di inizio '92: in tal caso si creerebbero i presupposti per assistere alla riattivazione della tendenza ascendente di fondo verso 25200/25400, dove troviamo il picco di ottobre 1991 e il lato alto del canale ipotizzabile da fine 2012.

In ottica di medio termine l'obiettivo è posizionabile sui 27300 circa, massimo di marzo '91. Indicazioni ribassiste (ma solo in ottica di brevissimo periodo) con discese sotto 23500/23600, prologo a un test dall'alto di 23380 (top del 9 novembre) e soprattutto delle ex resistenze di area 23mila (massimi allineati toccati più volte a dicembre).
La violazione di questo ultimo sostegno determinerebbe un significativo peggioramento del quadro grafico di breve termine con rischio di assistere ad approfondimenti verso 22400/22500 e area 22mila, supporto strategico nel medio termine.

Ftse Mib future, il rialzo non si arresta

22/01/2018 08:19
Ftse Mib future, il rialzo non si arresta. Nuovi segnali di forza da parte del Ftse Mib future proprio in chiusura di ottava con la rottura della resistenza, anche se solo nell'intraday, dei 23705 punti, lato alto del gap ribassista del 12 agosto 2015. Il superamento deciso di questi livelli, con almeno una chiusura di seduta al di sopra dell'ostacolo, dovrebbe permettere il test di un altro riferimento rilevante, il top del 20 luglio 2015 a 24175 punti.
Obiettivo successivo a 24850 circa, lato alto del canale crescente che parte dai minimi di novembre 2016. Solo discese al di sotto dei massimi di inizio novembre a 23100 punti potrebbero mettere in discussione la continuazione dell'uptrend prospettando invece il test di 22835, massimo dell'11 dicembre, e di area 21705, base del canale crescente citato coincidente in questa fase con la media mobile a 200 giorni.
(AM - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

Mercati: nella sostanza poco è cambiato

Mercati: nella sostanza poco è cambiato
L’ultima volta è stata un mese fa, tuttavia, rispetto ai nostri particolari “obiettivi”, nella sostanza è cambiato poco o nulla. In particolare,
  • sulla Curva a Campana dello S&P50, il pallino bianco se ne sta sempre lì, giusto dove stava prima: praticamente sul vertice della “campana”, impercettibilmente a sinistra (la parte ancora “sana”) della stessa...
In realtà, un mese fa, noi c’eravamo spinti un po’ oltre ed aggiunto la seguente previsione:
  • Molto difficilmente, la rivedremo così all’inizio del 2018: ne conserveremo comunque il ricordo.
Il mercato americano ci ha messo invero molto del “suo” per smentir questa nostra valutazione, ma il tempo è di solito galantuomo e “l’inizio del 2018” non può certo dirsi “finito” dopo sole tre settimane sulle consuete cinquantadue… D’altra parte abbiamo molti buoni “indizi” per credere che, dalla quinta settimana dell’anno in corso, noi si potrà veder cose probabilmente diverse da quelle che vediamo oggi: non “ben diverse”, intendiamoci, ma certamente diverse. Anche per quel che riguarda i nostri Argo.ritmi.
A tal proposito, alla fine dello scorso anno, scrivevamo:
  • Sull’Argo.ritmo del Vecchio Mondo, l’Impulso prova a ricostruire quanto di buono aveva fatto in autunno:
Non è detto che ci riesca, intendiamoci, ma la sua Inerzia oggi sta molto meglio di quel che stava in passato ed il Destino, pertanto (…ed ancor per qualche tempo), non s’annuncia né cinico né baro: perché per invertire al ribasso quell’Inerzia ci vorranno probabilmente mesi se non trimestri.
Non abbiamo, insomma, alcuna remora nel ripetere quanto detto in passato a tal proposito:
  • non sappiamo (e non potremo mai sapere) cos’accadrà all’Impulso nel frattempo, ma sappiamo che sarà comunque più facile veder quest’ultimo riprendersi che non l’Inerzia cedere del tutto.
Ed infatti… ecco come si presenta, oggi, la situazione sull’Argo.ritmo del Vecchio Mondo:
Come si vede, però, e a dispetto dagli sforzi compiuti (dalla chiusura dello scorso anno, lo S&P500 ha guadagnato più del 5%), l’Impulso [giallo] fatica a riportarsi oltre la propria Inerzia [verde]: se non riuscirà in tale impresa entro la prossima settimana, la situazione potrebbe farsi più difficile di quel che oggi s’è portati a credere. Anche se, poi, chi dovrebbe raccoglierne il testimone non par ancora pronto a farlo. Un mese fa, sul proprio Argo.ritmo, il Nuovo Mondo se ne stava così:
E di fronte a quella sua immagine, noi si “chiosava”:
  • il suo Impulso [linea grigia], dopo esser quasi giunto sui minimi dello scorso inverno, sin qui non ha mostrato alcuna reazione degna di nota.
A dispetto di tutto ciò, però, noi si resta sempre dell’idea che il Destino saprà fare il suo “dovere”:
  • sarà solo un problema di tempi, ma il Destino, ormai, pare segnato: l’Inerzia [linea rossa], a dispetto di quel che le accade intorno, sale sempre con buona continuità e
  • l’Impulso, suo malgrado (fatta salva la possibilità che noi ci si sbagli), non potrà che adeguarsi a quel che l’Inerzia gli impone: mettere a nudo il re e spodestarlo, per sempre, dal trono!
A tutto ciò, in particolare, poi s’aggiungeva:
Nel Nuovo Mondo, ne siamo sempre più convinti, ci sarà anche quell’Italia le cui attuali difficoltà (non si dimentichi, infatti, che il nostro mercato ha chiuso il 2017 sui valori d’inizio agosto) paiono replicar fedelmente quelle mostrate dall’Impulso del Nuovo Mondo sul suo Argo.ritmo. Eppure, sarà proprio dalle attuali difficoltà del suo Impulso che il Nuovo Mondo trarrà l’energia necessaria per compiere quel che il Destino gli ha già indicato. Ci vorrà del tempo, ovvio, ma nel 2018 n’avremo la “prima” (se non già “piena”) conferma: il Vecchio Mondo, infatti, ormai esausto, ad un certo punto si sposterà sul ciglio della strada e non potrà far altro che attendere il proprio di Destino, quello “ineluttabile”: il Nuovo Mondo, invece, senza neppur muovere un dito o quasi, andrà così a far finalmente il suo. O, quanto meno, comincerà a farlo.
Oggi, sull’Argo.ritmo del Nuovo Mondo, le cose stanno come si può veder qui sotto:
Nulla di cui entusiasmarsi, ovvio, ma mentre il Vecchio Mondo si sforza “vanamente” (almeno sin qui…) per tornar in Paradiso, l’altro si sforza (dall’inizio dell’anno il nostro mercato ha guadagnato più dell’8.5%!) per allontanarsi dall’Inferno e il suo impegno non pare “per nulla vano” (almeno sin qui…). Lo ripetiamo: abbiamo buoni indizi per credere che, fin dai primi giorni di febbraio, si potrà assistere, non già ad un cambio di scenario (figuriamoci: per quello ci vorranno mesi!), ma ai primi segnali, ben “evidenti”, di un più che possibile cambiamento.
Ne riparleremo. La prossima volta.

Politica monetaria resta al centro dell'attenzione

 
La settimana si è chiusa con gli ultimi giorni in assestamento, consolidamento dei vari livelli raggiunti, senza nuove iniziative, in attesa di nuovi fattori. L’avvicinarsi della riunione ECB, di politica monetaria, potrebbe essere il momento per vedere novità in merito al TAPERING, alla sua tempistica. Vista la forza EURO, penso che sia poco probabile, visto che non ci sono necessità o motivazioni immediate per innescare nuova speculazione e attese di stretta monetaria. E sul fronte FED, un movimento di eccessiva debolezza del DOLL, porterebbe a mosse piu’ incisive, di rialzo Tassi e nei tempi anticipati di esecuzione. I fattori di fondo restano i medesimi, dagli UTILI societari, con aspettative rialzate dalla riforma fiscale Usa, e all’assenza di rendimento, dai tassi zero/inflazione zero. INDICI quindi sempre sui record massimi, YIELDS sostenuti sui recenti massimi, SPEAD periferici Eu stabili. Assenza di timori POLITICA in Eu, Usa, o meglio, il mercato non li guarda. In effetti abbiamo per gli Usa un rischio di blocco amministrativo, di chiusura uffici Governo.
In EU dove manca ancora il Governo GER, dove l’AUSTRIA applica misure di controllo alle frontiere, contro il trattato di Shengen, con la CATALOGNA irrisolta, sanzioni URSS in discussione a fine mese, voto ITL a marzo, con un G20 su immigrazione, politiche monetarie e varie, il FORUM DAVOS con ampi commenti attesi, e critiche al surplus GER. Il nuovo governo ITL sarebbe il 64. In 70anni (San Remo sono 68), e le incertezze ai massimi, ma al momento non creano timori. AUD le aspettative di stretta sono al rialzo, e grazie anche alla mancanza di forza dollaro, resta sostenuto, con NZD al seguito. GBP stenta, da Brexit e brutto dato vendite dettaglio. Meglio YEN, CHF/cross, ripiegamento del PETROLIO da produzione Usa record, ORO sostenuto. In GIAPP le previsioni politica monetaria sono per stabilità. Debole TURK, da geopolitica, Siria-Curdi. Cede ZAR, stabile CAD, sotto tono SEK, NOK su forza euro. Meglio MEX, BRAS, YUAN, INDIA, URSS, HK, da dati economici e debolezza dollaro. Dai CHARTS segnali e situazioni invariate, dove abbiamo ancora un certo spazio presente per il completamento dei recenti trend/movimenti, e in sostanza, abbiamo completato circa il 90pc di questi. Fase di accelerazione che confermerebbe i movimenti finali di trend, per Indici, Euro al rialzo, e Dollaro al ribasso.
Dati economici
CRIPTO VALUTE da GER, FF, proposta normativa a prox G20 di marzo. SEC USA frena su ETF bitcoin – PETROLIO produz Usa record. Trivelle 747 da 752. -1.0pc – ZINCO -5pc – CAFFE’ -1.7pc – EU Airbus salvato da Emirates, con ordine 16blnn per 36 A380. Curr acc 32.5 da 30.3bln – CH Yield 10anni 0.0220. ppi dic 0.2 e 1.8anno. Zhender +5.5. Oerlikon nuovi contratti, +4.0pc. Casse Pensioni rendita dic +7.82anno – UK yield 1.34. vendite dett -1.5 e +1.4anno, core -1.6 e +1.3anno – GER yield 0.56. ppi dic +0.2 e 2.3anno da 2.5pc – FF yield 0.84. RemyCointreu vendite trim -1.7pc – ITL yield 1.97. btp/bund 142. Geox (EUREX: 1997134.EX - notizie) -7,0pc. Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) , Eni (Euronext: ENI.NX - notizie) -1.5. Reply, Gen +2.5. OVS +5.0, Creval -5.0pc. Bialetti +6.5 Azimut (Milano: AZM.MI - notizie) rialzo a max maggio – ESP yield 144. Bonos/bund 87 e min dal 2010. Bil (Bruxelles: LU0006040975.BR - notizie) comm -1.62bln da -2.1bln – URSS budget dic -1.4/gdp da -0.7 – CAD vendite manifatt +3.4 da -0.6 – USA yield 2.63. Michigan sentiment cons 94.4 da 95.9, aspett 84.8 da 84.3, situaz attuale 109.2 da 113.8. Amexco in perdita, sospende buyback, -2.0pc. IBM (NYSE: IBM - notizie) utili oltre, delude outlook, -2.8. Nike (Swiss: NKE-USD.SW - notizie) +2.0, Amazon +1.5. Square +4.7pc – NZ PMI industr dic 51.2 da 57.7 – INDIA prestiti 11.1 da 10.7bln, depositi 4.5 da 4.0bln, riserve doll 413.8 da 411.1bln.

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