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mercoledì 23 agosto 2017

OSTAGGI DELLA MACROECONOMIA.


Le attese per il convegno dei banchieri centrali a Jackson Hole e i dati bruttini sull’indice Zew tedesco hanno paradossalmente trascinato il DAX ad un recupero che è andato oltre le attese indicate nell’analisi che ho scritto ieri.

Analisi che indicava importante resistenza in area 12.181-12.197, brillantemente superata grazie al calo del VIX nel pomeriggio (e questo invece me lo aspettavo), fattore tecnico che ha creato un vistoso rally di rimbalzo sull’America e che ovviamente ha trascinato anche i principali listini europei.


La mia spiegazione di quanto avvenuto è duplice.

Da un lato nella seduta di lunedì vi era stato un eccesso di vendite segnalato dai miei indicatori, e quindi ripeto che non mi stupisco assolutamente della salita del Dax perché era abbastanza “scritta”, anche andando a vedere le due candele consecutive su EurUsd sul time frame a 4 ore a tipica connotazione shooting star. Considerando la stretta correlazione inversa che c’è fra la forza la nostra valuta la debolezza dell’indice tedesco, un rimbalzo di quest’ultimo ci stava davvero tutto.
Infatti ho comprato Dax a 12056 alle 21,30 di lunedì (per venderlo poi da vero piccione in apertura alle 8 di ieri, perchè mi attendevo un ritorno a 12080 entro le 9, dove sarei stato nuovamente compratore. Si, certo, come no.... :) )


Da un altro lato, la negatività del dato dello Zew (anche nella sua view prospettica rilasciata dall’Istituto di ricerca) ha consigliato molti operatori di chiudere arbitraggi eurousd/dax, procedendo ad acquisti su quest’ultimo strumento in base all’idea che previsioni meno felici sull’andamento futuro dell’economia possono suggerire al board Bce (molto influenzato dai suoi componenti tedeschi) di smorzare le voci su futuri tapering, come un po’ anche si sussurra stia avvenendo oltre oceano.

Pertanto non è fuori luogo pensare che le banche centrali sappiano benissimo che una spinta forte all’incremento dei tassi d’interesse potrebbe non essere buona cosa per economie che, sia pure a macchia di leopardo, hanno fatto salire le borse più per l’immissione di liquidità che per reali ragioni macro. 

Forse quindi si pensa che alla riunione di domani e dopodomani sia Draghi che la Yellen saranno più colombe che falchi. Il nervosismo di euro in apertura degli indici borsistici europei delle 9:00 potrebbe convalidare questo mio pensiero.

Per oggi vi sono resistenze per il derivato tedesco a 12.280-12.305-12.325-12.360, che su base settimanale da qui a venerdì estendiamo al momento fino a 12.467.
A meno che non arrivino notizie poco simpatiche, i volumi creati fra 12.140 e 12.180 paiono giustificare questo rimbalzo; rimbalzo che ovviamente non deve essere ritracciato oltre l’importante livello tecnico di 12.192-184, dove oggi passa anche il pivot mediano. È l’area di prezzo citata all’inizio di questa analisi e che osservavo ieri come area di resistenza molto importante.


Conferme tal senso ci dovranno venire dall’osservazione del calo della volatilità recente di queste ultime due sedute che va ovviamente confermato anche in chiusura settimanale.
Autore: Giovanni Lapidari

Il punto sui BRIC: outlook in miglioramento, India esclusa

Craig Botham, Emerging Markets Economist di Schroders, spiega che l’outlook della crescita dei BRIC è in miglioramento nella seconda parte dell’anno, soprattutto grazie alle sorprese in positivo arrivate dai dati macroeconomici del primo semestre. Non rientra nel quadro l’India, dove, al contrario, i dati hanno sorpreso in negativo, motivo per cui le stime sul Pil sono state ritoccate al ribasso al 6,9% per il 2017 dal 7,4% precedente.
In Brasile e Russia, i miglioramenti rispettivamente sul fronte politico e sul lato dei prezzi del petrolio, hanno contribuito a un rialzo delle aspettative di crescita. Al contempo, le attese sull’inflazione sono state attenuate. Questo contesto maggiormente positivo per i BRIC è dovuto in parte proprio all’inflazione più debole che crea spazio perché i tassi restino bassi o vengano ulteriormente tagliati, fatta eccezione per la Cina.

Cina: rallentamento imminente

La crescita ha battuto le attese nel secondo trimestre (6,9% a/a) e ciò ci ha spinto a rivedere al rialzo le aspettative di crescita per quest’anno al 6,7% dal 6,6% precedente, assumendo che lo scenario resti invariato.

Craig Botham continua ad attendersi un rallentamento nella seconda metà dell’anno, in quanto prosegue l’inasprimento delle condizioni del credito. La fine degli stimoli finora ha condizionato in modo limitato gli investimenti immobiliari e quelli infrastrutturali, ma è destinata a pesare in maniera più sostanziale sui costruttori di immobili, in quanto le vendite stanno rallentando.
Inoltre, il supporto fornito dal contesto esterno si indebolirà: la domanda globale rallenterà nel secondo semestre, con Giappone, USA e Cina che schiacceranno il freno. Ciò a sua volta potrebbe impattare sugli investimenti manifatturieri. Allo stesso tempo, ci aspettiamo che il deprezzamento dello yuan prosegua fino a fine anno.

Il rallentamento della crescita nella seconda metà dell’anno comporterà rinnovate pressioni sul deflusso di capitali e sulla People’s Bank of China perché inietti liquidità. Anche la retorica commerciale del Presidente Trump pone dei rischi.

Brasile: avanti con le riforme

L’allentamento dei timori politici dovrebbe ripristinare un certo grado di fiducia.
Il Presidente Temer finora ha resistito e sembra in grado di passare le riforme - spiega Craig Botham -. Ad esempio, quella sul mercato del lavoro è stata approvata a inizio luglio. Gli indici sulla fiducia di imprese e consumatori hanno subito dei contraccolpi, ma ora dovrebbero stabilizzarsi e recuperare terreno.

Ciò significa che lo slancio di consumi e investimenti resta su una traiettoria rialzista. Abbiamo dunque rivisto al rialzo le previsioni di crescita per quest’anno e il prossimo, rispettivamente allo 0,4% e all’1,6% dallo 0,2% e 1,4% precedenti.
Un altro fattore positivo riguarda il continuo miglioramento delle dinamiche dell’inflazione, che crea spazio per ulteriori tagli dei tassi.
L’indebolimento valutario dovuto all’incertezza politica è stato temporaneo e probabilmente non impatterà l’inflazione. L’indice dei prezzi al consumo ora si trova sui minimi dal 1999. Nelle ultime comunicazioni, la Banca Centrale ha segnalato che le aspettative sui tassi restano troppo restrittive, motivo per cui ora ci aspettiamo che il tasso di riferimento venga tagliato al 7,75% entro la fine dell’anno dal 9,25% attuale.

Russia: sorprese in positivo

L’attività economica ha rimbalzato nel secondo trimestre, accelerando al 2,5% a/a dallo 0,5% a/a dei primi tre mesi dell’anno - spiega Craig Botham -.

Il forte legame tra il Pil russo e i prezzi del petrolio suggerisce che questa overperformance non è poi così anomala. Tracciando l’andamento del greggio, possiamo anche creare un modello di crescita del Pil in grado di segnalare la direzione corretta dell’attività economica.
Da qui in avanti, le quotazioni dell’oro nero segnalano un graduale rallentamento andando verso il 2018, quando la crescita poi recupererà terreno. C’è peraltro spazio per sorprese al rialzo rispetto alle nostre aspettative di crescita all’1,3% per il 2017, già migliorate rispetto all’1,1% precedente.

Anche i dati sull’inflazione sono risultati positivi, creando spazio per ulteriori tagli dei tassi: ci aspettiamo che vengano portati all’8% entro fine anno.
Sul fronte geopolitico, le nuove sanzioni statunitensi approvate a inizio agosto inaspriscono le restrizioni che riguardano i prestiti alle società della lista nera e aumentano le possibilità di ulteriori misure contro altre aziende di Stato.
Tutto ciò può potenzialmente pesare sugli investimenti diretti esteri e sugli investimenti domestici. Ancora più preoccupante per la Russia è il fatto che il Tesoro USA sta valutando l’impatto di ipotetiche sanzioni sul debito governativo russo. Circa il 30% del debito governativo russo è detenuto da entità straniere, quindi azioni in quest’area potrebbero mettere in difficoltà il Paese.

India: venti contrari di natura politica

La revisione al ribasso delle stime di crescita sull’India è riconducibile a due avvenimenti chiave - spiega Craig Botham -.

Il primo riguarda il Pil del primo trimestre, cresciuto del 6,1%, un punto percentuale sotto il consenso. Il secondo consiste nell’implementazione della tassa su beni e servizi, introdotta a inizio luglio. I PMI segnalano un impatto negativo considerevole, sia sul lato manifatturiero che dei servizi.
Anche la produzione industriale a giugno ha registrato una contrazione, la prima negli ultimi quattro anni, in vista della nuova tassazione. In ogni caso, ci aspettiamo che l’effetto sia transitorio, quindi il nostro outlook per il 2018 è meno influenzato.
Il trend disinflazionistico prosegue e lascia spazio alla Banca Centrale per intervenire a supporto della crescita.

A luglio, la Banca Centrale ha tagliato i tassi di 25 punti base al 6%, dopo che l’inflazione si era attestata al 2,4%, ben al di sotto del target al 4%. Nel lungo periodo, la variabile principale che potrebbe rallentare la crescita riguarda il settore bancario domestico, responsabile dell’80% dei finanziamenti.
Circa il 12% dei prestiti sono non esigibili e una risoluzione non sembra vicina. La ricapitalizzazione potrebbe costare al Governo 90 miliardi di dollari e, in assenza di un approccio sistematico, è improbabile che la crescita del credito supporti la crescita nel corso del prossimo anno.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

Report dei mercati



Borsa Usa: indici in rialzo con high-tech e materie prime
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,9%, l'S&P 500 lo 0,99% e il Nasdaq Composite l'1,36%.
Sul fronte macroeconomico l'Indice Prezzi Abitazioni pubblicato dalla Federal Housing Finance Agency (FHFA) si è attestato, nel mese di giugno, a 249,3 punti, lievemente superiore alla rilevazione precedente pari a 249,1 punti, in crescita dello 0,1% (consensus +0,4%). Su base annuale l'indice è salito del 6,5%.
Il comparto tecnologico ha registrato la miglior performance settoriale. Bene anche il comparto legato alle materie prime.
Tra i titoli in evidenza DSW +17,5%. Le vendite a perimetro costante del rivenditore di scarpe sono tornate (a sorpresa) a crescere nel secondo trimestre. Il dato segna un +0,6% contro il -2% del consensus. Era dal 2015 che le vendite "same-store" non registravano un incremento. Meglio del previsto anche l'Eps adjusted (0,38 dollari contro i 29 centesimi del consensus) e i ricavi (680,4 milioni contro i 666 milioni del consensus).
Medtronic -2,11%. Il produttore di apparecchiature medicali ha chiuso il primo trimestre fiscale con un utile per azione adjusted superiore alle attese a 1,12 dollari contro gli 1,08 dollari del consensus. peggio del previsto invece il giro d'affari, cresciuto a 7,39 miliardi (da 7,17 miliardi dello stesso periodo di un anno prima) e contro i 7,45 miliardi del consensus.
Coty -9,46%. Il gruppo dei profumi e dei prodotti per la cura del corpo ha chiuso il quarto trimestre fiscale con un Eps adjusted in breakeven. Il dato è inferiore alle attese (consensus 0,08 dollari).
Toll Brothers -2,56%. Il costruttore di case ha chiuso il terzo trimestre fiscale con un utile per azione in crescita a 0,87 dollari da 0,61 dollari dello stesso periodo di un anno prima. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,69 dollari.
I ricavi sono aumentati a 1,50 miliardi da 1,27 miliardi (consensus 1,51 miliardi) mentre le consegne sono balzate del 26% a 1.899 unità. Per l'esercizio in corso la società prevede tra le 7.000 e le 7.300 consegne (6.950-7.450 la precedente guidance).
MERCATI ASIATICI
Borse Asiatiche stabili nonostante il rialzo di Wall Street
Mercati asiatici stabili questa mattina dopo il rialzo di ieri a Wall Street sostenuto dai titoli del comparto tecnologico. Le incertezze sulle capacità di Trump di tenere fede alle promesse restano, così come quelle relative ai rapporti con la Corea del Nord, ma il mercato azionario continua comunque ad attrarre l'interesse degli addetti ai lavori delusi dai bassi rendimenti dell'obbligazionario.
Sul fronte macroeconomico da segnalare che il settore manifatturiero nipponico è cresciuto più delle attese ad agosto, secondo l'ultima indagine condotta dal Nikkei. L'Indice PMI Manifatturiero si è infatti attestato a quota 52,8 dai 52,1 punti di Luglio, confermandosi ben al di sopra della soglia dei 50 punti che rappresenta il confine tra espansione e contrazione.
In Malesia il Dipartimento di Statistica ha reso noto che a Luglio i Prezzi al Consumo hanno fatto registrare una crescita del 3,2% su base annuale. Il dato è inferiore a quello del mese precedente (+3,6%) ed anche alle attese degli analisti che avevano stimato un valore pari a +3,4%.
Il Nikkei è tornato a salire (+0,26%) accennando una reazione dopo i recenti cali. Bene Sony Corp, Hitachi e Toyota oltre ai titoli delle società legate alle commodities ed in particolare ai metalli i cu prezzi sono apparsi in crescita anche questa mattina. Positivo anche l'Hang Seng (+0,3%) di Hong Kong e la borsa cinese mentre Seoul si è mossa attorno alla parità. Segno meno infine per la borsa australiana che ha chiuso in calo di pochi decimi di punto percentuale.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee deboli, male WPP
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta all'insegna della debolezza. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,1%, il Cac40 di Parigi lo 0,2% e il Ftse100 di Londra lo 0,2%. Piatto il Dax30 di Francoforte.
In un contesto di scambi molto sottili gli investitori attendono il meeting annuale delle Banche Centrali a Jackson Hole in agenda da domani.
Tra i titoli in evidenza WPP -8%. Il colosso della pubblicità ha rivisto al ribasso la stima di crescita organica dei ricavi nel 2017 tra lo 0% e l'1% contro il +2% della precedente guidance. Nel primo semestre il giro d'affari "like-for-like" è calato dello 0,5% contro il +0,7% del consensus.
Air Berlin +3%. Ryanair è interessata a lanciare una offerta per l'intera compagnia aerea tedesca finita sull'orlo del fallimento. Lo ha detto il Ceo del vettore low cost.
Spie +1%. Il titolo del gruppo specializzato nell'ingegneria elettrica entrerà dal prossimo 18 settembre nell'indice Stoxx Europe 600.
Bayer +0,5%. La Commissione Ue aperto un'indagine approfondita sull'operazione di fusione tra il gruppo chimico farmaceutico e Monsanto.
Meggitt +2%. Jefferies ha alzato il rating sul titolo dell'azienda attiva nell'aerospaziale, nella difesa e nei sensori elettronici a buy da hold.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in verde: Ftse Mib +0,29%.

Il Ftse Mib segna +0,29%, il Ftse Italia All-Share +0,26%, il Ftse Italia Mid Cap +0,02%, il Ftse Italia Star +0,15%.
Mercati azionari europei poco mossi. DAX +0,1%, FTSE 100 -0,1%, CAC 40 +0,1%, IBEX 35 +0,1%.
Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,1% circa. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,99%, Nasdaq Composite +1,36% Dow Jones Industrial +0,90%.
Mercato azionario giapponese in verde: l'indice Nikkei 225 stamattina ha terminato a +0,26%. Borse cinesi poco mosse: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude +0,10%, mentre Hong Kong è rimasta chiusa per un'allerta meteo.
Bene FCA (+0,8% a 11,55 euro) grazie ai report positivi di Jefferies e Morgan Stanley, giudizi positivi confermati e target incrementati rispettivamente a 16 e 15 euro.
Avvio positivo per i bancari (indice Ftse Italia Banche a +0,6%) grazie al report di Goldman Sachs: su UniCredit (+0,6% a 17,72 euro) target incrementato da 21,70 a 22,50 euro e conferma in conviction buy list, su UBI Banca (+1,1% a 4,04 euro) target incrementato da 3,24 a 3,40 euro, su Banco BPM (+0,7% a 3,26 euro) target incrementato da 3,20 a 3,70 euro.
Debole invece Bper Banca (-0,2% a 4,75 euro) su cui Goldman Sachs ha ridotto il target da 5,10 a 4,80 euro.
Acquisti su Salini Impregilo (+2,3%). Il Sole 24 Ore scrive che il gruppo delle infrastrutture ha migliorato l'obiettivo dei ricavi negli USA, portandolo a 2,2 miliardi di euro nel 2017 e a 3 miliardi nel 2018, in linea con il target strategico di concentrare negli States circa un terzo dei ricavi complessivi.
Mediaset (-1,2%) perde terreno dopo che STOXX Ltd. ha annunciato che il titolo del gruppo di Cologno Monzese dal prossimo 18 settembre non farà più parte dell'indice STOXX Europe 600.
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TITOLI DEL GIORNO
Lieve flessione ieri per Atlantia (-0,85% a 26,92 euro) che rimane però in vista del recente massimo storico a 27,40. Il presidente Fabio Cerchiai ha affermato che difficilmente arriverà un'offerta per Abertis migliore di quella presentata dal gruppo controllato dalla famiglia Benetton. Cerchiai ha aggiunto che in caso di successo dell'OPAS da 16,34 miliardi di euro annunciata a maggio il gruppo spagnolo delle infrastrutture resterà quotato alla borsa di Barcellona. A luglio l'iberica ACS ha reso noto di avere allo studio il lancio di un'offerta concorrente su Abertis, ma secondo le ultime indiscrezioni l'ipotesi è stata abbandonata. L'analisi del grafico di Atlantia evidenzia la solida tendenza ascendente di fondo, con buone probabilità di assistere ad estensoni verso 28,50 euro, lato alto del canale ascendente ipotizzabile da metà aprile. Discese sotto il recent e minimo a 26,68 determinerebbero il completamento del potenziale doppio massimo formatosi nelle ultime sedute, prologo a un affondo sui 25,85 almeno.
UniCredit ripiega dopo il buon avvio di seduta in scia alle indiscrezioni del Sole 24 Ore. L'istituto di Piazza Gae Aulenti avrebbe dato mandato a Egon Zehnder e Spencer Stuart (due "cacciatori di teste", società specializzate nella selezione di figure professionali di alto profilo) per la ricerca rispettivamente del nuovo presidente e di nuovi membri del cda. Mancano ancora otto mesi alla scadenza dell'attuale board ma a quanto pare il CEO Jean Pierre Mustier ha deciso di affrontare la questione per tempo. Il quotidiano scrive che solo pochi consiglieri sono sicuri di vedere rinnovato il mandato e che le fondazioni bancarie sono pronte a ridurre la propria presenza nel cda a un solo membro. Il titolo resta comunque in vista degli ostacoli a 18,40 euro circa, linea che unisce i massimi di dicembre e gennaio. Oltre questi livelli il titolo potrebbe ambire a obiettivi a 20,70, picco di marzo 2016, e a 21 circa. Sotto area 17, punto di passaggio della media mobile a 50 giorni, attesi cali verso 16,89, base del gap del 3 agosto, e area 16, linea che sale dai minimi di novembre, ultimo appiglio in grado di scongiurare l’avvio di una flessione correttiva di tutto il rialzo degli ultimi otto mesi.
Netto rialzo martedi' per Banca Intermobiliare che si spinge a toccare un massimo a 1,37 euro dopo avere terminato la seduta precedente a 1,32 euro. Il Sole 24 Ore scrive che venerdi' si chiudera' la data room per l'istituto controllato da Quaestio SGR tramite Veneto Banca in liquidazione. Warburg Pincus, Attestor, JC Flowers e Barents Re sono i fondi internazionali impegnati nell'analisi dei conti dell'istituto. Si passera' poi alla fase delle offerte non vincolanti. Veneto Banca detiene l'80,5% di Banca Intermobiliare. Con il rialzo odierno i prezzi si sono portati nella sezione centrale del canale moderatamente decrescente (una porzione di grafico compresa all'interno di due linee parallele dalla inclinazione negativa) originato dai massimi di ottobre 2016 a 1,63 euro. I limiti inferiore e superiore del canale attualmente transitano in area 1,175 e 1,50 circa. La rottura di 1,37 dovrebbe permettere un ulteriore ri alzo verso la resistenza di 1,50. In caso di superamento di questi livelli il target si sposterebbe non solo sul massimo di ottobre citato ma fino a 1,82 euro circa (proiezione della ampiezza del canale dall'ipotetico punto di rottura). Sotto 1,30 invece rischio di un nuovo passaggio verso la base della fascia, in area 1,175. La violazione di quei livelli lascerebbe spazio al test a 0,98 euro dei minimi di settembre 2016.
DATI MACRO ATTESI

Mercoledì 23 Agosto 2017

02:30 GIA Indice PMI manifatturiero preliminare ago;
09:00 EUR Intervento Draghi (BCE);
09:00 FRA Indice PMI manifatturiero preliminare ago;
09:00 FRA Indice PMI servizi preliminare ago;
09:30 GER Indice PMI manifatturiero preliminare ago;
09:30 GER Indice PMI servizi preliminare ago;
10:00 EUR Indice PMI manifatturiero preliminare ago;
10:00 EUR Indice PMI servizi preliminare ago;
15:05 USA Intervento Kaplan (FOMC, Fed);
15:45 USA Indice PMI manifatturiero preliminare ago;
15:45 USA Indice PMI servizi preliminare ago;
16:00 USA Vendite abitazioni nuove lug;
16:00 EUR Indice fiducia consumatori flash ago;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati
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HEADLINES
Giappone. Indice PMI Manifatturiero in crescita ad Agosto
Il settore manifatturiero nipponico è cresciuto più delle attese ad agosto, secondo l'ultima indagine condotta dal Nikkei. L'Indice PMI Manifatturiero si è infatti attestato a quota 52,8 dai 52,1 punti di Luglio, confermandosi ben al di sopra della soglia dei 50 punti che rappresenta il confine tra espansione e contrazione.
Malesia. Inflazione in calo a Luglio
In Malesia il Dipartimento di Statistica ha reso noto che a Luglio i Prezzi al Consumo hanno fatto registrare una crescita del 3,2% su base annuale. Il dato è inferiore a quello del mese precedente (+3,6%) ed anche alle attese degli analisti che avevano stimato un valore pari a +3,4%.
Singapore: inflazione sotto le attese a luglio
Secondo i dati comunicati dal Ministero del Commercio e dell'Industria, in Malesia l'inflazione sta rallentando. A luglio l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,6% su base annua, dopo l'incremento dello 0,5% rilevato a giugno ma a fronte di attese per una crescita dello 0,7%.
Stop della Ue alla fusione Monsanto-Bayer
L’Antitrust europeo ha deciso di non approvare il matrimonio tra Bayer e Monsanto "aprendo un'indagine approfondita". Secondo la Commissione la fusione tra il gruppo chimico-farmaceutico tedesco Bayer e la multinazionale americana dei pesticidi e delle sementi Monsanto darebbe vita a un colosso mondiale dell'agro-chimica mettendo a rischio la concorrenza in diversi mercati e portando prezzi più alti, qualità inferiore, meno scelta e meno innovazione. La decisione definitiva sarà comunicata entro gennaio.
Germania: si rafforza crescita settore privato (stima flash IHS Markit)
Markit Economics ha reso noto che in Germania il dato preliminare relativo all'Indice IHS PMI Manifatturiero, nel mese di agosto, e' salito a 59,4 punti da 58,1 punti di luglio segnalando il proseguimento della crescita del settore, su livelli massimi da due mesi. L'Indice PMI dei servizi di agosto (stima preliminare) si è attestato a 53,4 punti, superiore alla lettura precedente e alle attese, rispettivamente pari a 53,1 punti e 53,3 punti.
Francia: crescita stagnante nel terziario (IHS PMI Markit)
Markit Economics ha reso noto che in Francia la stima preliminare dell'Indice PMI Manifatturiero, nel mese di agosto, si e' attestata a 55,8 punti dai 54,9 punti di luglio, segnalando una ulteriore espansione del settore manifatturiero, grazie all'incremento dei nuovi ordini e dei livelli di produzione, su livelli massimi degli ultimi anni. Scivola a 55,5 punti l'indice PMI Servizi da 56 punti di luglio. Stabile invece l'indice Composite, sul livello più basso da sei mesi toccato a luglio a 55,6 punti.
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