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venerdì 20 ottobre 2017

Immobiliare o mobiliare? Quale conviene?


Capita spesso che le persone esprimono una certa diffidenza nei confronti degli investimenti mobiliari, preferendo invece un investimento nel mattone. Il motivo è facile da intuire: succede quello che succede, ma il mattone resta sempre lì; nel caso degli strumenti finanziari, invece, l’impressione è che un giorno ci si potrebbe scoprire che il presunto valore dell’investimento non ci sia più.
Certamente, il settore finanziario ha fatto del suo meglio per alimentare le paure e la diffidenza: da casi come Enron, Parmalat, o vari strumenti collegati al truffatore Madoff non può nascere una grande fiducia. Tuttavia, un atteggiamento del genere ignora il fatto che l’investimento mobiliare ha indubbiamente dei grandi pregi, purché la scelta degli strumenti e del modo di investire sia fatto con la dovuta cura.
Tra coloro che preferiscono il mattone, chi comprerebbe un immobile senza prima far fare tutte le opportune indaginisulla solidità del palazzo, sullo stato della manutenzione, sui costi di gestione ordinaria, nonché di tutti i problemi che possono derivare dal catasto? Certamente sarebbe azzardato affidarsi esclusivamente alle parole di un agente immobiliare! La stessa regola vale anche per l’investimento mobiliare: bisogna fare delle indagini approfondite per capire bene in che cosa si sta investendo. Affrontare con superficialità qualsiasi tipo d’investimento, affidandosi forse a qualche venditore o all’amico dell’amico, aumenta notevolmente il rischio di trovarsi fregati in qualche modo.
Quindi, a patto di fare bene i compiti e capire in che cosa si sta investendo, si possono elencare alcuni fattori su cui è opportuno riflettere:
  • la diversificazione è l’unica cosa che veramente può proteggere dal rischio insito nel singolo investimento (che sia immobiliare, mobiliare o altro). Difficilmente si riesce a diversificare adeguatamente un patrimonio solo attraverso l’investimento diretto in immobili, per l’ovvio motivo che il singolo immobile impegna una fetta così importante dei soldi a disposizione. Con l’investimento mobiliare, invece, è possibile diversificare anche patrimoni di dimensioni contenute;
  • le oscillazioni dei prezzi che si possono osservare in un investimento quotato in borsa sono spesso una fonte di stress per chi investe, perché in qualsiasi momento è possibile calcolare con precisione quanto si guadagna o si perde. Proviamo, però, ad immaginare se anche gli immobili avessero un meccanismo di quotazione simile alla borsa – ci potrebbero essere dei momenti in cui un bel appartamento venga quotato alla metà di quello che il suo proprietario ritiene sia il suo valore – ma è ovvio che si perde solo quando si vende. Tipicamente il proprietario di immobili non si fa spaventare dalle possibili oscillazioni di prezzo e l’unica cosa che ha senso è di investire nello stesso modo nel mercato mobiliare. Se si sceglie bene l’investimento all’inizio, è meglio non guardare il portafoglio più di 1 o 2 volte all’anno;
  • il tipo di impegno che si deve avere verso gli immobili è completamente diverso rispetto all’investimento passivo in borsa. Non ci sono gli affitti da gestire, non bisogna occuparsi della manutenzione, assicurazione, ecc ecc;
  • nel caso servissero dei soldi, entro una settimana è possibile liquidare gli investimenti quotati in borsa, con dei costi molto contenuti. Nel mattone e tempi e i costi sono ben diversi.
Bisogna ricordare sempre la regola primaria dell’investimento: se non si capisce il perché dell’investimento o della sua struttura, è meglio lasciare perdere. Spesso in questi anni si è scoperto che l’innovazione finanziaria nasconde più insidie che benefici per l’investitore.
È opportuno anche menzionare che in borsa si può investire anche in immobili: non solo attraverso dei fondi immobiliari italiani, ma anche tramite strumenti quotati su altre piazze, spesso con la denominazione REIT (Real Estate Investment Trust). In un futuro articolo si esamineranno alcuni di queste strutture, per identificare i loro punti di forza e debolezza.


Maurizio Mazziero
Fonte: www.mazzieroresearch.com

Corte dei Conti europea - Stage retribuiti

Hai appena conseguito un diploma di laurea e cerchi un'esperienza di lavoro all'estero? WeCanJob vi ricorda che c'è ancora tempo per candidarvi alla sessione di stage aperta dalla Corte dei Conti europea per il mese di febbraio 2018. Gli stage si svolgeranno a Lussemburgo per un periodo massimo di 5 mesi. Il tirocinio può essere retribuito (1.120 euro al mese) o non retribuito.
Per accedere alle selezioni è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:
  • avere la nazionalità di uno degli Stati membri dell'Unione europea, salvo deroga concessa dall'autorità che ha il potere di nomina
  • essere in possesso di un diploma universitario riconosciuto che dia accesso a posti della categoria AD comunitaria o aver completato almeno quattro semestri di studio universitario in un settore che rivesta interesse per la Corte
  • essere interessati a ricevere una formazione pratica attinente a uno dei settori d'attività della Corte dei Conti
  • non aver effettuato un tirocinio all'interno della Corte
  • dichiarare di possedere una conoscenza approfondita di una lingua ufficiale dell'Unione europea e una conoscenza soddisfacente di almeno un'altra lingua ufficiale dell'Unione europea
Per questa sessione, che avrà avvio a partire dal 1 febbraio 2018, le candidature vanno presentate entro il 31 ottobre 2016. Per fare domanda è possibile consultare la pagina ufficiale.

Notizie a pagamento, parte l’esperimento di Facebook

Facebook supporterà un paywall negli Instant Article sia per i modelli metered, a numero definito di articoli (si inizierà con 10 articoli) sia per i modelli freemium (in cui l’editore controlla quali articoli vengono bloccati).
Dove si informano maggiormente le persone, soprattutto i giovani, oggi? La risposta è facile: sui social network e, in particolare, su Facebook. Dove le notizie più importanti rimbalzano da una bacheca all’altra, diventando virali. Fake news, spesso, ma anche notizie delle testate mainstream. Che, anzi, sono le prime a pubblicare su Facebook le loro notizie per raggiungere più utenti possibili. Ma oggi il rapporto tra informazione, editori e social cambia.
Il progetto si chiama Facebook Journalism Project e prevede la possibilità per gli utenti di abbonarsi a una testata per poter leggere gli articoli che vengono postati sul social network di Mark Zuckerberg. Al momento il progetto è in fase di test e Facebook collaborerà con dieci editori. In Italia sarà Gedi con Repubblica, L’Espresso e i giornali locali a partecipare al progetto. Gli altri partner coinvolti sono: BildThe Boston GlobeThe EconomistHearst (The Houston Chronicle e The San Francisco Chronicle), Le ParisienSpiegelThe TelegraphTronc (The Baltimore Sun, The Los Angeles Times e The San Diego Union Tribune) e The Washington Post.
Ma di cosa si tratta esattamente? Lo spiega direttamente Manlo Park con un post su Facebook. “Oggi lanciamo un test per supportare i modelli di abbonamento alle notizie negli Instant Articles, in partnership con 10 editori negli Stati Uniti e in Europa. Questo primo test sarà disponibile sui dispositivi Android e speriamo di espanderlo presto. Questo test è il risultato del lavoro che stiamo facendo attraverso il Facebook Journalism Project. Dialoghiamo costantemente, con editori in tutto il mondo, per comprendere meglio le loro esigenze e i loro obiettivi e collaborare con loro, già nelle fasi iniziali del processo, allo sviluppo di nuovi prodotti”.
E come funziona? Lo spiega proprio La Repubblica, cioè la prima testata italiana coinvolta nel test. “Facebook supporterà un paywall negli Instant Article sia per i modelli metered, a numero definito di articoli (si inizierà con 10 articoli) sia per i modelli freemium (in cui l’editore controlla quali articoli vengono bloccati). Quando una persona, non ancora abbonata a una testata, si imbatterà in un paywall all’interno degli Instant Articles, visualizzerà la richiesta di abbonarsi per ottenere l’accesso completo ai contenuti di quell’editore. Se questa persona deciderà di abbonarsi, la transazione avrà luogo sul sito dell’editore. Che gestirà direttamente il pagamento e tratterrà il 100% dei ricavi. […] Chi è già abbonato a una testata coinvolta nel test, potrà autenticarsi all’interno degli Instant Articles per ottenere l’accesso completo agli articoli dell’editore”.

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

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