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martedì 16 ottobre 2018

L'Angolo del Trader


Netta flessione ieri per IMA (-4,92% a 59,90 euro) con il titolo sceso a toccare i minimi da gennaio 2017. Venerdì scorso al termine del cda il presidente e a.d. Alberto Vacchi (esponente di rilievo della famiglia che controlla il gruppo con il 57%, dati Consob), in seguito all'andamento negativo del titolo nelle sedute precedenti, ha voluto rassicurare gli azionisti, precisando che "che il business sta procedendo in linea con i target di crescita già precedentemente comunicati, aggiungendo che la domanda è molto dinamica con crescente attenzione per i nuovi prodotti Smart che IMA sta sviluppando".

Graficamente IMA ha però inviato un segnale decisamente negativo in ottica di medio/lungo termine. Il titolo ha infatti completato l'ampio doppio massimo formatosi tra l'estate 2017 e la primavera 2018 e ora punta con decisione verso il minimo di fine 2015 a 52,50 euro. L'obiettivo ideale del doppio massimo si trova in area 45.
Un riequilibrio del quadro tecnico è atteso solo a seguito del ritorno in pianta stabile sopra il minimo di febbraio a 65,05, mentre per assistere all'avvio di un recupero duraturo le quotazioni dovrebbero oltrepassare i 68,20 (minimo di metà agosto), con obiettivi a 72 e quindi sui massimi allineati di luglio e settembre a 76,50/77,00.
Avvio di settimana positivo per* Tod's* che sale su indiscrezioni di Repubblica secondo cui Diego Della Valle ha avviato una riorganizzazione delle partecipazioni del gruppo: al termine del processo la quota di controllo di Tod's (pari al 50,3%) dovrebbe ritrovarsi maggiormente isolata sotto la holding Di.Vi.

(un altro 9,6% è detenuto da Diego Della Valle & C srl e uno 0,8% direttamente dall'imprenditore marchigiano). Per alcuni osservatori questa mossa potrebbe eventualmente essere interpretata come misura propedeutica alla vendita. Equita ipotizza che la riorganizzazione essere potenzialmente propedeutica ad una eventuale cessione in futuro della società.
Il titolo termina la prima seduta della settimana a 51,3 euro (+1,48%) dopo aver toccato un massimo intraday a 52,60 euro. La flessione dai massimi di giornata e' venuta dopo che i prezzi hanno testato dal basso i minimi di inizio luglio (a 52,25 euro), un supporto, ora resistenza, che era stato violato a inizio ottobre.

La reazione non e' riuscita quindi a cancellare il recente segnale negativo. Solo oltre area 53,00 il titolo segnalerebbe l'intenzione di mettere a segno un rimbalzo esteso a correzione dell'ampio ribasso avviatosi dal top del 7 agosto a 63,95 primo obiettivo a 54,85, media mobile esponenziale a 20 giorni, poi in area 57 euro.
Fino a che area 53,00 non sarà alle spalle il rischio un nuovo test dei minimi del 12 ottobre, a 49,62, resterà elevato. Supporto successivo a 48 euro.
*Unieuro *(ieri +5,89% a 11,33 euro) accelera al rialzo: Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione buy e il target a 15,50 euro dopo l'annuncio (venerdì corso) "nuove azioni di rafforzamento selettivo della propria rete di negozi in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia".

Unieuro ha investito 2,5 milioni di euro per acquisire 5 negozi Euronics e siglato "contratti per due ulteriori nuove aperture in location appartenute a insegne concorrenti". Il fatturato incrementale potenziale dei sette negozi acquisiti è pari, a regime, a circa 50 milioni di euro. Da un punto di vista grafico il titolo sta cercando di allontanarsi dai supporti in area 10,20, riavvicinati la scorsa ottava con i minimi intraday dell'8 e dell'11 ottobre a 10,35 e 10,44 euro.
La tenuta di quest'area dovrà comunque essere seguita in tempi brevi dalla rottura degli ostacoli a 11,60 circa, massimi di settembre e punto di passaggio della media mobile a 100 giorni, per dare spessore tecnico al rimbalzo. Target in questo caso a 12,43 e 13,20 circa. La perdita definitiva del sostegno offerto a 10,90 circa dalla media mobile a 50 giorni farebbe invece temere la violazione dei minimi assoluti a 10,16 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

Ftsemib future: livelli chiave per la giornata di oggi



Inizio di settimana lento per il Ftsemib future che non riesce ad esprimere ancora una netta discontinuità con la tendenza discendente in essere, riuscendo unicamente a stabilizzare quota 19.100 punti.
Infatti rimangono ancora valide tutte prerogative dei venditori intenzionati a rompere livelli più in basso, come 18.700, concedendo comunque una breve fase di recupero fino al massimo di 19.580 punti.
Molto dipenderà dalla dinamica degli indici Usa ed Asiatici che, dopo la fase di correzione dai massimi ormai decennale, sono ancora nella condizione di salvaguarda il trend rialzista di lungo termine.
Cosa ben diversa per gli indici Europei colpiti per primi dall'onda ribassista iniziata fine maggio e che ha compromesso definitivamente la tendenza al rialzo di lungo periodo.
Adesso occorre capire le reali proporzioni di questa dinamica ribassista, che nel caso del Ftse Mib future verrebbe definitivamente annullata solo con il recupero prima dei 20.400 punti prima e poi di 21.300, obiettivi al momento molto distanti vista la velocità di risalita attuale.

Strategia intraday

Per le posizioni long: evitando sempre la prima mezz’ora di contrattazione terreno di caccia degli “stop runner”, collocare ordine condizionato a quota 19.200 punti, con stop loss a 19.125 e target 19.415 punti, sfruttando la divergenza rialzista ancora in formazione sull’oscillatore Cci.
Per le posizioni short: collocare ordini pendenti a ridosso della resistenza di 19.490 nel caso di pull back, con stop loss di massimo di 120 punti e target 19.220; la rischiosità dell'operazione è medio alta.
Fonte: News Trend Online

Manovra, l'Italia ha notificato all'Ue il progetto di Bilancio

Roma, 16 ott. (askanews) - Crescita economica trainata da domanda interna ed export, con previsioni basate su un "moltiplicatore medio" allo 0,5 sul primo anno, deficit confermato al 2,4 per cento del Pil, ma poi in diminuzione, e debito-Pil e disoccupazione in calo. Nel progetto di Bilancio recapitato alla Commissione europea, dopo il via libera di ieri sera, il governo ribadisce le cifre chiave della manovra e gli obiettivi su investimenti, sostegno alle Pmi e lotta alla povertà.
L'esecutivo pronostica una crescita dell'1,5 per cento nel 2019, dell'1,6 per cento nel 2020 e dell'1,4 nel 2021. "Nel prossimo triennio - si legge documento - sarà trainata dalla domanda interna e da una ripresa delle esportazioni dopo il marcato rallentamento subìto quest'anno". Sul disavanzo di bilancio si punta "ad un profilo comunque decrescente" che "risulti pari al 2,4 per cento del Pil nel 2019, al 2,1 per cento nel 2020 e all'1,8 per cento nel 2021".
Nell'elaborare queste stime "il Governo - precisa il documento - ha osservato che le stime ufficiali considerano un moltiplicatore medio della manovra sul Pil reale pari allo 0,5 nel primo anno, valore del tutto in linea con quello ottenuto da altri modelli in uso presso istituzioni".
Viene anche confermata la previsione di una riduzione del rapporto debito-Pil, anche a riflesso degli ipotizzati "proventi da dismissioni ed altre entrate afferenti al Fondo di Ammortamento del Debito Pubblico, pari a 0,3 punti di Pil all'anno per il periodo 2018-2020". Nelle tabelle allegate questa voce viene indicata al 130,9% nel 2018, 130% nel 2019, 128,1% nel 2020 e 126,7% nel 2021.
Quanto alla disoccupazione, secondo il governo il prossimo anno calerà sotto il 10 per cento per poi proseguire con questa tendenza, fino all'8,6 per cento nel 2021. "Il miglioramento dell'attività economica è atteso produrre i suoi effetti anche sul mercato del lavoro. Gli occupati - si legge - aumenteranno in media dell'1,1 per cento nel triennio 2019-2021".
Nel documento l'esecutivo rielenca i suoi obiettivi chiave: sterilizzazione totale delle clausole di salvaguardia per il 2019 e la riduzione di quelle previste per il 2020 e 2021, iniziative a favore del rilancio degli investimenti pubblici e privati, introduzione della flat tax per le piccole imprese e per i lavoratori autonomi, interventi di ristrutturazione del sistema pensionistico a favore dell'occupazione giovanile e l'istituzione del Reddito di Cittadinanza.
Inoltre "con successivi provvedimenti si introdurranno anche miglioramenti organizzativi e regolatori, rivisitando il quadro normativo e la semplificazione delle procedure amministrative - si legge -. Per l'anno 2019 1 miliardo di euro è, inoltre, specificatamente dedicato al programma di manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti italiana che il Governo ha predisposto a seguito del crollo del ponte Morandi a Genova".

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