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venerdì 22 giugno 2018

Sud Corea in affanno

Il 5 giugno ha rappresentato una data significativa per la penisola coreana, con la storica stretta di mano e l’avvio del processo di pacificazione tra il leader nordcoreano, Kim Jong Un, e il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, avvenuto sulla linea che separa le due Coree divise. Un incontro che tradotto in termini finanziari si riduce anche in una riduzione del rischio geo-politico da imputare all’area geografica di riferimento.
I dati economici aggregati registrati nella prima fase dell’anno dalla Corea del Sud esprimono indicazioni di positività, con il PIL che nel primo trimestre del 2018  ha mostrato un buon inizio, con una crescita invariata rispetto al primo trimestre dell’anno, in linea con l’ultimo quarter del 2017 ed in linea con l’andamento registrato nei dodici mesi precedenti.
South Korea – Crescita annuale del PIL
Fonte: Tradingeconomics
Il clima di positività desumibile dai dati del bilancio pubblico non sono confermate dalle aspettative degli istituti di ricerca economica e soprattutto dalla Bank of Korea che, nell’ultima riunione, ha lasciato invariato il tasso di riferimento, ponderando nella propria scelta elementi di incertezza sia interni, quali il debito record delle famiglie e i recenti dati economici leading meno positivi del previsto, sia rischi esterni come l’aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti e l’instabilità globale dei mercati emergenti.
All’inizio del secondo trimestre, l’economia ha mostrato segnali di allarme.

Ad aprile, le esportazioni di merci sono calate per la prima volta in 18 mesi e la fiducia dei consumatori è diminuita per il quinto mese consecutivo su timori riconducibili ai livelli futuri di reddito e di spesa.
Le indicazioni fornite dalla Banca centrale coreana si sono trasmesse immediatamente al cross Usd/Krw, con il Won coreano che si è deprezzato nei confronti del Dollaro statunitense raggiungendo i 1.117,76 won per dollaro, massimo livello di svalutazione nei confronti del biglietto verde registrato negli ultimi sette mesi.
Tecnicamente il rimbalzo è stato anticipato da una fase di consolidamento sull’area dei 1.050 won e da una conformazione grafica del tipo Rounding Bottom che potrebbe favorire un ulteriore allungo verso l’area dei 1.450/1.500, target di breve termine.
Usd/Krw
Fonte: FIDA
Lo stesso clima di cautela si registra anche sul mercato equity con il Kospi 200 che dopo aver aggiornato i massimi assoluti in area 340, ha avviato un movimento di storno verso l’area dei 300 krw, con successiva formazione di un pivot low che funge da elemento di supporto.

La rottura di tale livello potrebbe favorire l’alleggerimento delle posizioni in essere da parte degli investitori con proiezione delle quotazioni verso l’area dei 280 e in seguito verso i 260 krw. Il primo rappresenta un target di breve/medio termine mentre il secondo obiettivo, coincidente con il top dell’area di accumulazione, formatasi nel triennio 2015-2017, esprime il possibile target del movimento impulsivo ribassista.
Il superamento dei 340 punti favorirebbe, viceversa, un cambio di scenario con la ripresa del movimento rialzista.
Kospi 200
Fonte: FIDA
Su Borsa Italiana esistono diverse possibilità di investimento con ETF per il mercato coreano tra cui:
  • Ishares Msci Korea Ucits Etf Usd Dist  –  ISIN: IE00B0M63391
  • Lyxor Msci Koera Ucits Etf – C-Eur – ISIN: FR0010361691
Fonte: News Trend Online

Altri problemi in Europa. Germania: nuove elezioni in vista?


Altro pericolo per l'Europa e soprattutto altro pericolo targato politica e per di più da chi non te lo aspetti. Niente Italia questa volta, ma Germania, la nazione che, granitica per eccellenza, già nel recente passato ha dovuto scontrarsi con un risultato elettorale che non permetteva a nessuna forza di formare un governo con maggioranza stabile.
Risultato: un ritorno, sofferto, alla Grosse Koalition, dopo oltre 6 mesi di trattative. Un vero e proprio tour de force che però potrebbe essere stato inutile.

Il motivo?

Secondo Der Spiegel Lars Klingbeil, segretario generale del partito dei socialdemocratici tedeschi, l'SPD, sarebbe già sul piede di guerra e avrebbe addirittura individuato alcune date utili per le prossime elezioni a settembre.

Le tensioni tra i due schieramenti sono realtà nota da tempo, per la precisione da quando, dopo l'ultima tornata elettorale, i socialdemocratici hanno dovuto prendere atto di una caduta verticale dei propri consensi. Un crollo chea febbraio ha spinto il loro leader Martin Shulz alle dimissioni dalla guida del partito e il partito stesso ad annunciare una strica decisione, quella di non entrare a far parte di una nuova Grosse Koalition qualora si fosse formata.
Una scelta che però, per forza di cose e dopo lunghe trattative, è stata ritirata. Ufficialmente per il bene della nazione visto che il risultato elettorale, come detto, non permetteva a nessun partito di avere la maggioranza assoluta in Parlamento. Per questo motivo, e non senza aver ottenuto importanti ministeri in cambio, l'SPD decise a suo tempo di rifar parte dell'esecutivo.

La questione migranti

Ma ecco la nuova pietra d'inciampo: la questione migranti e la bozza (attualmente accantonata) da presentare all'Unione per regolare il problema a livello internazionale.

Il ministro degli Interni Horst Seehofer, (CSU alleato del CDU della Merkel), in vista delle prossime elezioni locali previste ad ottobre in Baviera, roccaforte dei cristianosociali) punta a cavalcare l'aria di campagna elettorale che già si respire e ha perciò presentato un piano che di fatto blocca l'entrata alla maggior parte dei migranti imponendo il rimpatrio forzato.
La proposta, però, va contro la politica della Merkel la quale, per sua stessa dichiarazione, ha più volte confermato di non voler lasciare sola l'Italia e di voler affrontare il problema in ottica europea. Intanto, però, Seehofer ha già dichiarato di essere disposto ad aspettare non più di due settimane per trovare un accordo, dopodichè presenterà la sua proposta direttamente alla Bundestag.

La stessa Merkel, però, potrebbe usare il piano della CSU come una sorta di ricatto: appoggiarla significherebbe salvare il suo governo ma nello stesso tempo rimandare indietro (quindi anche in Italia) centinaia di migranti mandando in tilt anche il patto di Shengen visto che Matteo Salvini ha già fatto sapere che qualora ciò si verificasse sarebbe pronto a chiudere le frontiere.
L'Europa è avvertita. 
Fonte: News Trend Online

Luxottica sale: cosa aspettarsi dai conti del 2° trimestre?


Quest'ultima seduta della settimana è stata vissuta in positivo da Luxottica che, dopo aver ceduto circa tre quarti di punto ieri, ha risalito la china oggi, muovendosi sostanzialmente in linea con l'indice Ftse Mib. Il titolo si è fermato a ridosso dei massimi intraday a 55,02 euro, con un progresso dell'1,14% e oltre 400mila azioni scambiate, al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 500mila pezzi.

Luxottica già da qualche tempo sta mostrando una maggiore forza relativa rispetto al mercato, basti pensare che le quotazioni si trovano su valori superiori a quelli segnati alla fine della prima decade di maggio, da quando ha avuto inizio la discesa di Piazza Affari, mentre il Ftse Mib è ben lontano dai livelli di quelle sedute.


Quest'oggi ad accendere i riflettori su Luxottica ci ha pensato Equita SIM che ha diffuso un report nel quale ha presentato le sue previsioni sui conti del secondo trimestre del gruppo che saranno diffusi il prossimo 23 luglio. 
Gli analisti si aspettano un proseguimento del trend dei primi tre mesi dell'anno, con segnali positivi sul retail, a fronte di un wholesale debole dal punto di vista dei ricavi in Europa.

Equita SIM prevede infatti che per il wholesale la debolezza del primo trimestre in Europa continuera? anche nel secondo, alla luce di condizioni climatiche che sono rimaste sfavorevoli nella regione meridionale del Vecchio Continente, come evidenziato da diversi retailers, ma anche in ragione del proseguimento della strategia di pulizia di canale.


Gli analisti si aspettano trend piu? favorevoli nel resto del mondo, ad eccezione di qualche mercato come il Brasile impattato da scioperi e tensioni valutarie. 
Questo porta Equita SIM a una stima di ricavi in flessione del 3% nel secondo trimestre e in calo del 3,6% nella prima metà dell'anno a cambi costanti, mentre a cambi correnti il calo è calcolato nell'ordine rispettivamente del 7,3% e del 9,1%.
Diverso il discorso per il retail, per il quale gli analisti prevedono che prosegua il trend di miglioramento visto nel quarto trimestre del 2017 e nel primo di quest'anno, grazie alla buona performance di Sunglass Hut, Australia, Cina e con un miglioramento di LensCrafters, per quanto quest'ultimo atteso ancora negativo.


Questi drivers portano gli analisti a stimare una crescita dei ricavi a cambi costanti del 4,4% nel secondo trimestre e del 2,9% nel primo semestre, mentre a cambi correnti si prevede una flessione rispettivamente del 3,3% e del 6,8%. 
A livello di gruppo la SIM milanese prevede ricavi in crescita dell'1,5% a cambi costanti nel secondo trimestre e dello 0,4% nella prima metà dell'anno, al di sotto della guidance 2018, anche se in miglioramento rispetto al primo trimestre.
Quanto ai margini, gli analisti vedono pressione per la divisione wholesale a causa della flessione dei ricavi e dell'impatto dei cambi, parzialmente compensato dalla crescita dei margini nel retail, grazie al miglioramento della top-line.

Nel complesso, l'Ebit è atteso in calo del 10% a 807 milioni di euro.
Gli esperti ritengono che con riferimento all'intero 2018 la guidance di ricavi in crescita del 2%-3% a cambi costanti sia ancora fattibile nella parte bassa, ipotizzando un miglioramento nei prossimi due trimestri dell'anno.

Equita SIM conferma le sue stime di un Ebit a 1,341 e a 1,466 miliardi di euro rispettivamente per quest'anno e per il prossimo, al pari di quelle relative all'utile per azione atteso a 2,02 euro nel 2018 e a 2,18 euro nel 2019, incorporando pero? i cambi correnti e aumentando quindi le previsioni sui ricavi dell'1,5%, ma riducendo quelle sul margine operativo di 30 punti base.
In attesa dei dati ufficiali che arriveranno tra un mese, gli analisti della SIM milanese mantengono invariato il rating "hold" su Luxottica, con un prezzo obiettivo a 55 euro.


Fonte: News Trend Online

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