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mercoledì 24 aprile 2019

Perché i Mercati Emergenti sono in ripresa


Alastair Reynolds, Portfolio Manager di Martin Currie (Gruppo Legg Mason), spiega che dopo una deludente seconda metà del 2018, in cui i mercati emergenti hanno lottato contro il peso delle revisioni negative degli utili e le crescenti tensioni commerciali, il primo trimestre del 2019 si è dimostrato un periodo più gratificante per gli investitori.
L'indice MSCI Emerging Markets ha guadagnato il 9,9% in termini di dollari statunitensi e la volatilità dei corsi azionari è leggermente diminuita. Sono stati due i grandi fattori trainanti questo cambiamento: da una parte un abbassamento delle aspettative sui tassi di interesse e dall’altra i colloqui sul commercio tra Cina e Stati Uniti.
A partire da novembre 2018 in avanti, abbiamo assistito a un'inversione riguardo le aspettative di aumento dei tassi negli Stati Uniti, attestandosi nuovamente su un modello di incertezza riguardo le misure apportate dalla Fed che ha prevalso durante l'era post crisi finanziaria.

La Banca Centrale statunitense nelle sue comunicazioni ha evidenziato una crescita più lenta nelle principali economie e una maggiore incertezza politica, incluse le tensioni commerciali e la Brexit. Una pausa nel rialzo dei tassi USA, combinata con livelli minimi record di inflazione nella maggior parte dei paesi emergenti, dovrebbe consentire alle banche centrali dei mercati emergenti di abbassare i tassi nel 2019.
Le tensioni commerciali sino-americane sono rimaste un argomento di intenso interesse durante il primo trimestre di quest’anno, anche se con minor preoccupazione rispetto al 2018 - spiega Alastair Reynolds -.

I due paesi si sono confrontati con l’obiettivo di garantire impegni commerciali a lungo termine e, con i colloqui in corso, gli Stati Uniti hanno prorogato la scadenza per l'introduzione della prossima fase delle tariffe sulle esportazioni cinesi.

Aumenta la ponderazione cinese nell’indice MSCI

In ottica Cina, l'MSCI ha annunciato un aumento del peso delle A shares cinesi negli indici MSCI - spiega Alastair Reynolds -.
Gli aumenti avverranno in tre fasi nel corso del 2019 e dovrebbero portare il peso delle A shares cinesi nell'indice MSCI EM dallo 0,7% di oggi al 3,3% entro novembre 2019. Il governo cinese ha pubblicato le sue previsioni economiche per il 2019, indicando un rallentamento della crescita del PIL al 6% rispetto al 6,5% dello scorso anno.

Ha inoltre annunciato una serie di tagli fiscali volti a stimolare l'economia domestica.

Il flusso macroeconomico ampiamente positivo nel trimestre arriva in un momento in cui le stime per le società nei mercati emergenti e non solo vengono riviste al ribasso. È stato in questo contesto incerto che la maggior parte delle società dei ME hanno rilasciato i risultati finanziari del 2018 nelle ultime settimane del trimestre.
I risultati di ciascuna società hanno giocato un ruolo importante nel determinare i risultati delle performance relative nel corso di questo primo trimestre.

Outlook

Ci sono alcuni eventi a breve termine che Alastair Reynolds sta osservando che potrebbero avere un impatto sulla performance dei mercati emergenti nel secondo trimestre. Questi includono l'esito dei colloqui sino-americani, il risultato delle elezioni nazionali indiane e i segnali di stabilizzazione dell'attività economica in Cina e a livello globale.

Alastair Reynolds si aspetta risultati largamente favorevoli al mercato in ciascuna di queste aree, anche se ciò non può essere dato per scontato.
Sebbene Alastair Reynolds sia tipicamente esposto in società con prospettive di crescita degli utili superiori alla media e bilanci più solidi rispetto alla media, un miglioramento del contesto societario generale contribuirebbe a rafforzare la fiducia nel fatto che i fattori di crescita di lungo termine per i mercati emergenti rimangono intatti.
Alastair Reynolds rimane entusiasta della potente combinazione data dall'adozione della tecnologia, dell'urbanizzazione e della crescita del settore dei servizi che è evidente nei mercati emergenti. Alastair Reynolds ritiene che un approccio altamente selettivo e orientato ai singoli titoli continuerà a fare la differenza, permettendo l'accesso a società ad elevata redditività sul capitale, che operano in settori strutturalmente in crescita.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

Criptovalute: Bitcoin ultimo immortale, oggi, domani per restare


Da qui a dieci anni le criptovalute esisteranno ancora, mentre potrebbe essere a rischio l'attuale dominanza del Bitcoin (BTC) rispetto alle altre monete virtuali.
Questo è quanto emerso infatti, in estrema sintesi, da un sondaggio che BitFlyer Europe ha realizzato intervistando un campione di 10mila persone residenti in dieci Paesi del Vecchio Continente

Il Bitcoin tra 10 anni, cosa succederà?

In particolare, il 63% degli interpellati crede che le criptovalute sopravviveranno nel prossimo decennio, ma solo il 55% pensa che il Bitcoin sarà ancora in circolazione.

I più ottimisti sono i norvegesi visto che il 73% scommette che tra 10 anni le criptomonete esisteranno ancora, mentre con il 55% è la Francia la nazione che, da questo punto di vista, risulta essere la meno ottimista.

Le dichiarazioni del COO di bitFlyer

'Abbiamo appena festeggiato da poco il decimo compleanno del Bitcoin, e quindi per la maggior parte dei consumatori credere nell'esistenza delle criptovalute anche nel futuro rappresenta senza dubbio un buon risultato' ...
...

ha dichiarato il COO di bitFlyer nel commentare i risultati del sondaggio.

BTC realtà oggi per restare tale anche domani

Secondo Ben Brown su CCN.com, la differenza tra la percentuale di esistenza delle cripto in generale, al 63%, e quella del Bitcoin, al 55%, si spiegherebbe con il fatto che le posizioni negative della stampa sul settore crittografico, le perdite da investimento ed i casi di hackeraggio hanno maggior presa proprio sull'oro digitale rispetto agli altri asset.
Da questo punto di vista, infatti, il Bitcoin paga più delle altre cripto il fatto di essere attualmente la moneta virtuale più capitalizzata.

Ma al momento l'opinione comune, o comunque di maggioranza, è quella per cui il Bitcoin sia oggi una realtà che, anche in futuro, è destinata a rimanere tale.
Autore: Filadelfo Scamporrino Fonte: News Trend Online

Bond News: Euromacro


Diverse le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata.
In Francia l'Insee, l'ufficio nazionale di statistica, ha comunicato che l'Indice di fiducia delle imprese francesi si e' attestato a 101 punti nel mese di aprile, in calo rispetto alla rilevazione del mese precedente fissata su un indice di 103 punti (rivista da 102 punti) e inferiore alle attese degli economisti, fissate su un indice di 102 punti.
L'Istat rende noto che nel mese di marzo 2019 si stima una lieve flessione congiunturale per le esportazioni (-0,4%) e un contenuto aumento per le importazioni (+0,4%). La flessione congiunturale delle esportazioni è marcata per i beni strumentali (-4,9%) mentre quasi tutti gli altri raggruppamenti principali di industrie sono in aumento.

La dinamica congiunturale dell'export è negativamente influenzata dalla vendita di navi nel mese precedente; al netto di questo specifico flusso che ha carattere occasionale si stima un incremento (+1,5%). Dal lato dell'import, l'incremento congiunturale è più intenso per i beni di consumo durevoli (+10,0%) e i beni di consumo non durevoli (+2,5%).
Gli acquisti di beni intermedi (-1,6%) sono invece in diminuzione. Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue risulta lievemente positiva (+0,3%) con una crescita più consistente (+1,6%) al netto dei prodotti energetici. I beni di consumo non durevoli (+3,1%) e i beni intermedi (+2,4%) sono in crescita, mentre l'energia è in forte diminuzione (-28,4%).

Nello stesso periodo, le importazioni registrano un'ampia diminuzione congiunturale (-4,7%), determinata soprattutto dalla marcata flessione registrata dall'energia (-14,4%).A marzo 2019, le esportazioni sono in flessione su base annua (-2,7%). La contrazione è rilevante per l'energia (-16,4%) e i beni strumentali (-11,5%).
Al netto della vendita di navi nel mese di marzo 2018 si stima una lieve crescita tendenziale (+0,4%). Le importazioni registrano un lieve calo tendenziale (-0,5%) determinato dall'energia (-9,6%).Il saldo commerciale a marzo 2019 è stimato pari a +3.415 milioni, in diminuzione rispetto a +3.833 milioni di marzo 2018.

Nel primo trimestre 2019 diminuisce l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici (da +14.608 milioni nel primo trimestre 2018 a +14.421 milioni nel primo trimestre 2019). A marzo 2019 l'export è in forte diminuzione su base annua verso paesi MERCOSUR (-18,4%), Turchia (-14,9%) e Stati Uniti (-11,0%).
In aumento, le vendite di beni verso la Svizzera (+17,3%) e il Giappone (+6,1%).Gli acquisti da paesi OPEC (-12,5%), Russia (-12,0%), Turchia (-9,8%) e India (-8,5%) registrano decrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni

In Germania e' stato reso noto che l'indice IFO sul clima di fiducia delle imprese tedesche relativo al mese di aprile si e' attestato a 99,2 punti, inferiore alle attese degli analisti (pari a 99,9 punti) e in lieve calo rispetto alla rilevazione precedente fissata su un indice pari a 99,6 punti.

L'indice IFO (aspettative) e' risultato pari a 95,2 punti (consensus 96 punti) da 95,6 punti di marzo. L'indice IFO sulle condizioni attuali e' sceso a 103,3 punti dai 103,8 punti rilevati in marzo (consensus 103,6).
Nel Regno Unito l'Ufficio Nazionale di Statistica ha reso noto che l'Indice Prestiti netti al Settore Pubblico, che misura la differenza tra la spesa pubblica e le entrate nel corso del mese in esame, alla fine di marzo 2019 è stato pari a 1.801 miliardi di sterline (pari all'83,1% del prodotto interno lordo (PIL), in aumento di 22,1 miliardi di sterline (in diminuzione di 1,5% del PIL) rispetto a marzo 2018.
Aste in Europa:
- Il Tesoro ha collocato un totale di 4,409 mld di euro di titoli.

Nel dettaglio sono stati assegnati 909 milioni di euro in BTP ind con scadenza nel settembre 2032 (isin IT0005138828) con rendimento all'1,93% in calo di 31 punti base dall'asta di febbraio e bid to cover è stato pari a 1,33. Sono poi stati assegnati 3,500 mld di euro in CTZ a 24 mesi (Isin IT0005371247) allo 0,697% (41 punti base superiore a quello dell'asta precedente) con bid to cover pari a 1,53 volte.
- Questa mattina la Germania ha collocato Bund a 10 anni con scadenza febbraio 2029 (ISIN: DE0001102465) per 2,450 miliardi di euro (oltre a 550,20 milioni riservati a operazioni di mercato secondario) con un rendimento allo 0,02%, in crescita rispetto al -0,05% dell'asta precedente.

Le richieste sono state pari a 2 volte il quantitativo offerto.
In calo i depositi overnight presso la Bce. L'ultima rilevazione giornaliera indica che i depositi di breve delle banche europee presso la Banca centrale europea ammontano a 571,839 miliardi di euro, dai 586,429 miliardi della lettura precedente.
Azzerati i prestiti marginali, da 3705 milioni di euro precedenti.
Spread BTP/Bund a 266 punti base nel pomeriggio. Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni si attesta al 2,66%.Scende a 234 punti il divario tra i rendimenti dei Btp a 10 anni e quelli del Btp a 2 anni da 237 punti rilevati ier alla stessa ora.
In crescita i titoli di Stato tedeschi.

Il Bund future di giugno sale a 165,52 punti (+0,35%) ed il Bobl future si attesta a 132,96 punti (+0,15%).
(CC - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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