-

Class CNBC
Share Video
Share Video
-04:40Live-04:40
Live

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 23 giugno 2017

Attenti al trend

Cosa accade, sempre e invariabilmente, dopo un processo lungo di lateralizzazione sui mercati? Risposta semplice: la partenza di un trend.
Ed è ciò che accadrà anche sul future sull’indice italiano Ftse Mib, da molte sedute compresso in una fase di accumulazione/ distribuzione che oscilla tra un estremo superiore posto intorno ai 21.450 punti e un livello inferiore di 20.600 punti circa (Figura 1).
Figura 1.
Future FtseMib40 – grafico giornaliero.
Se la futura direzionalità è inevitabile e consegue al motivo funzionale dei processi di lateralizzazione (accumulare o distribuire titoli a sufficienza prima di partire in direzione) è sempre incerta la direzione.
Uno spunto al ragionamento è l’esistenza di un gap aperto a 20.425 punti prima e a 19.330 punti poi (Figura 2)
Figura 2.

Future FtseMib40 – grafico giornaliero.
Oltre a ciò anche una lettura delle onde di Elliott (vedi Figura 3) che indicherebbe la fine del movimento rialzista partito l’8 febbraio scorso: in conclusione l’ipotesi ribassista appare quella da tenere maggiormente in considerazione.
Figura 3.
Future FtseMib40 – grafico giornaliero.
In quest’ ottica ondulatoria potremmo forse essere pronti per uno storno su Iren, che sembra ora avere completato il suo excursus rialzista (Figura 4).
Figura 4.

IREN – grafico settimanale.
Uno short a 2,14 euro con stop-loss a 2,205 troverebbe un obiettivo a quanto meno sul supporto in area 2,06 (Figura 5).
Figura 5.
IREN – grafico giornalero.
In attesa di un long invece per Banca Profilo. Non è ancora il momento perché occorrerebbe il superamento in chiave settimanale della linea di demarcazione del trend ribassista in atto ma, se ciò dovesse avvenire, si genererebbe un acquisto in area 0,217 con stop-loss a 0,1910 con possibile target price a 0,26 euro (Figura 6).
Figura 6.

BANCA PROFILO – grafico settimanale.
Autore: Fabio Pioli Fonte: News Trend Online

I top manager temono una guerra commerciale USA-Germania


Cresce tra nel mondo delle grandi imprese il timore che lo scontro verbale delle ultime settimane tra Donald Trump e la cancelliera tedesca Angela Merkel possa sfociare in una guerra commerciale tra Stati Uniti e Germania.
Lo rivela un nuovo sondaggio della CNBC tra i Chief financial officers di alcune delle più grandi società globali, che segnala la crescente preoccupazione per la diversità di vedute tra Washington e Berlino su questioni come cambiamento climatico, difesa, e appunto strategie commerciali.

Verso una guerra commerciale?

Secondo la rilevazione, oltre il 64% dei top manager, scelti in una ampia varietà di settori in rappresentanza di società che raccolgono complesivamente 4 mila miliardi di capitalizzazione di mercato, ha dichiarato di essere "preoccupato" o "molto preoccupato" per il clima di tensione che si respira tra le due sponde dell'Atlantico.
Uno stillicidio di dichiarazioni al vetriolo che ha raggiunto il punto di massima tensione nell'ultimo periodo in occasione dell'incontro tra il presidente USA e i leader europei di fine maggio, nel corso del quale Trump descrisse i tedeschi "molto cattivi" (a peggiorare la situazione furono anche le traduzioni dell'originale inglese "bad, very bad", che si riferiva alle politiche commerciali di Berlino).
Il tycoon non ha in particolare perso occasione per denunciare il surplus commerciale tedesco, insistendo sul fatto che le importazioni dalla Germania danneggiano l'industria manifatturiera americana: tanto che a gennaio scorso ha minacciato una nuova tassa del 35% sull'ingresso di auto tedesche negli USA. 
Poco meno di un terzo degli interpellati, il 30,8%, spiega comunque di non essere "per nulla preoccupato" e di non aspettarsi che la retorica incendiaria di Trump contro i rivali europei possa effettivamente condurre a una guerra commerciale.

La Brexit preoccupa meno

Tra gli altri temi discussi, emerge dal sondaggio che preoccupa meno tra i top manager un altro dei principali nodi problematici dell'attualità politica, la Brexit.

La rete americana ha chiesto ai CFO se a un anno dal referendum con cui i britannici hanno votato l'uscita dall'Unione Europea si sentono più o meno ottimisti sull'esito dei negoziati.
Oltre un terzo dei CFO globali sostiene di essere adesso "più ottimista" o "molto più ottimista" sulle conseguenze del divorzio britannico rispetto a dodici mesi fa, mentre il 23% dice di sentirsi più preoccupato ora di allora e il 40% mantiene mantenuto la stessa opinione che aveva a giugno 2016. 
Fonte: News Trend Online

Buone notizie dalla Cina per il lusso. I titoli su cui puntare


Quest'ultima seduta della settimana vede prevalere le vendite sui titoli del lusso, con poche eccezioni come Ynap e Luxottica che salgono dello 0,04% e dello 0,19%, seguiti da Moncler che cede lo 0,1%, ma ad avere la peggio è Salvatore Ferragamo che lascia sul parterre quasi il 3%. 
Tra i titoli a minore capitalizzazione Geox e Brunello Cucinelli calano dello 0,81% e dello 0,5%, mentre Safilo e Tod's avanzano rispettivamente dello 0,3% e del 2,3%. 

Confermato lo slancio per il settore del lusso in Cina

Non più tardi di tre giorni gli analisti di Berenberg hanno diffuso un report dedicato al settore del lusso nel quale hanno riportato quanto emerso da un viaggio in Cina, in occasione del quale sono stati impegnati in più di venti incontri con le società del lusso, con rivenditori e fornitori e altri esperti del comparto.
I meeting sono stati rassicuranti perchè hanno confermato lo slancio in atto per il settore del lusso nella Cina continentale e una graduale stabilizzazione del fatturato in Hong Kong.


Indicazioni positive anche per i protagonisti del comparto a Piazza Affari, visto che alcuni più di altri hanno stretti legami con la Cina.

Le strategie suggerite per Ferragamo e Luxottica

Guardando ai singoli titoli quotati sul mercato domestico, sono contrastati i giudizi per Salvatore Ferragamo che oggi è stato bocciato da Bryan Garnier, con un cambio di strategia da "neutral" a "sell" e un prezzo obiettivo ridotto da 26,7 a 24 euro.

In attesa dei conti del primo trimestre che saranno diffusi dal gruppo a fine luglio, il broker preferisce mantenere un atteggiamento cauto, rivedendo al ribasso le stime nell'ordine di circa il 10%.
Ben diversa l'indicazione che arriva da HSBC che invece continua a consigliare l'acquisto di Salvatore Ferragamo, con un target price a 32 euro, confidando nel processo di ristrutturazione del gruppo avviato dal nuovo top management.
A soffermarsi su Luxottica invece sono stati ieri gli analisti di Equita SIM che in vista dei conti del primo semestre, in arrivo il prossimo 24 luglio, hanno deciso di affinare le stime sul periodo in esame e sull'intero esercizio.

Per i primi sei mesi dell'anno la SIM milanese si aspetta una top-line a cambi costanti leggermente meglio del primo trimestre, ma ancora sotto tono, con una crescita nell'ordine del 2,5%.
Gli analisti prevedono ricavi a cambi costanti in aumento del 4,8% nel retail con riferimento al secondo trimestre, mentre il wholesale dovrebbe riportare un incremento frazionale dello 0,5%.

Equita SIM crede che il titolo possa beneficiare del valore strategico e industriale deal Essilor, confermando così la raccomandazione "buy", con un fair value alzato da 55 a 59 euro.

Sotto la lente Moncler e YNap

Cauti i giudizi su Moncler visto che Banca IMI suggerisce di mantenerlo in portafoglio, con un prezzo obiettivo rivisto verso l'alto da 19,2 a 21,4 euro, sulla scia di un incremento delle stime sui ricavi e sull'utile per azione, alzate rispettivamente del 4% e del 7% per il periodo 2017-2019.
Una bocciatura è arrivata invece da UBS secondo cui Moncler non è più da acquistare, con un rating fissato a "neutral" ora e un target price a 21,5 euro.

La banca elvetica vede ancora Moncler come una rilevante opportunità di crescita, ma dopo il forte rialzo da inizio anno gli analisti ritengono che il rapporto rischio-rendimento ora sia sbilanciato.
Per Ynap è positivo il giudizio di Berenberg che consiglia di acquistare con un fair value a 38 euro, convinto che la forza del business model del gruppo non sia adeguatamente apprezzata dagli investitori.

Le indicazioni su Geox, Brunello Cucinelli e Tod's

Tra i titoli a minore capitalizzazione, nel comparto del lusso un'occasione è offerta da Geox, almeno secondo le indicazioni di Kepler Cheuvreux che caldeggia lo shopping con un fair value a 3,1 euro.

Il broker segnala la bassa valutazione del titolo, evidenziando al contempo la buona visibilità sui target relativi ai ricavi e all'Ebitda del gruppo.
Proprio oggi Equita SIM ha acceso i riflettori su Brunello Cucinelli, dopo un recente incontro con l'investor relator del gruppo a Francoforte.
Dal meeting è emerso che i target finanziari sono stati confermati e che la crescita tra i vari mercati è bilanciata. Per gli analisti il titolo è a premio rispetto ai competitors, vicino alla media degli ultimi due anni, giustificato dalla resilienza e dalla visibilità della crescita.
Equita SIM però fatica a giustificare valutazioni ancora più elevate, considerato il più basso profilo di marginalità e generazione di cassa rispetto ai competitors.


Per questo motivo gli analisti su Brunello Cucinelli mantengono una view cauta, con una raccomandazione "hold" e un prezzo obiettivo a 22 euro.  
Infine, è negativo su Tod's il giudizio di Raymond James, secondi cui il titolo è destinato a sottoperformare il mercato, con un target price tagliato da 57 a 56 euro.
Per il broker lo sconto a cui tratta il titolo rispetto al comparto trova giustificazione nelle inferiori prospettive di crescita del gruppo.
Fonte: News Trend Online

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.